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Il culto dei morti nell'Italia contemporanea

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Alle due di notte in televisione, lo spot d'un telefono erotico offre l'opportunità di ascoltare la vera voce di Moana Pozzi, registrata prima della morte. I mazzi di fiori, le targhette, le piccole lapidi che segnalano sui bordi delle nostre strade la morte di qualcuno, per incidente, proprio in quel punto. Un'azienda produttrice di bare propone un'innovazione di prodotto: bare dai colori vivaci, decorate a stelle e a strisce, o intarsiate in stile rustico o liberty. Tutto questo, e molto altro, vero o inventato che sia, si trova nel nuovo e singolare libro di Giulio Mozzi, Il culto dei morti nell'Italia contemporanea. Non deve ingannare il titolo, quasi da saggio antropologico: si tratta in realtà d'un poema di circa tremila versi, divisi in tredici sezioni dai titoli bizzarri. Il culto dei morti è una sorta di indagine a campione - a tratti comica e a tratti atroce, con ben poche aperture liriche - tra tutto ciò che si fa o si dice o si commercia, oggi, in Italia, a proposito della morte, dei morti, del morire e dell'aldilà. E la morte diventa addirittura un gioco (un gioco a violare tabù) nella sezione "Il nome della persona amata", scritta a quattro mani con Giuseppe Caliceti: un testo da agire in pubblico, nel quale il lettore/giocatore è guidato prima a far morire nei modi più terribili, e poi a far risorgere - ma per finta - la persona più amata. Il Mozzi elegiaco e sentimentale di Questo è il giardino o della Felicità terrena - le sue prime raccolte di racconti - sembra lontanissimo. Nel Culto dei morti agisce un poeta-narratore distaccato, ironico e brutale; e la voce di Mozzi si confonde - e quasi si perde - nel montaggio di episodi, ritagli di giornale, frasi banali sentite dire per strada, headlines pubblicitarie, spot televisivi, ritagli della vita quotidiana.

102 pages, Paperback

First published January 1, 2000

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About the author

Giulio Mozzi

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Giulio Mozzi è uno scrittore e curatore editoriale italiano, docente di scrittura creativa.

Dal 1982 al 1989 ha lavorato nell'ufficio stampa della Federazione regionale dell'artigianato veneto (Frav/Confartigianato). Dal 1989 al 1996 ha lavorato presso la Libreria internazionale Cortina di Padova. Alla fine degli anni Novanta ha lavorato per la casa editrice Theoria. Dal 2002 al 2009 ha curato la narrativa italiana per la casa editrice Sironi, da marzo 2008 a febbraio 2014 è stato consulente di Einaudi Stile Libero. Attualmente è consulente per la narrativa italiana di Marsilio Editori. In rete cura dal 2000 il blog vibrisse, bollettino. È attivo - e considerato - soprattutto come scrittore di racconti. Un suo racconto è stato inserito nel Meridiano Racconti italiani del Novecento curato da Enzo Siciliano.

Sono frutto del suo lavoro di scouting letterario le prime pubblicazioni di autori come Tullio Avoledo, Marco Candida, Massimo Cassani, Leonardo Colombati, Giorgio Falco, Massimiliano Nuzzolo, Antonio Pagliaro, Federica Sgaggio, Veronica Tomassini, Vitaliano Trevisan, Mariolina Venezia, Ivano Porpora, Alessandra Sarchi.

Insieme all'artista Bruno Lorini ha creato un artista immaginario, Carlo Dalcielo, le cui opere, esposte in mostre e pubblicate in forma di libro, sono spesso di natura collettiva.

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