È una lotta veramente disperata la nostra, fra la realtà e noi stessi, ma alla fine siamo noi a vincere e alle 12:30 esatte le nostre bandierine sventolano o meglio sbattono al vento burrascoso della vetta. Siamo sulla punta massima del GIV a 7980 metri di quota.» Così Walter Bonatti rievoca la conquista del Gasherbrum IV da parte della spedizione italiana il 6 agosto del 1958. Un’epica impresa tra le nevi perenni del Karakorum, diversa da tutte le altre, compiuta su una via che nessuno mai più ripeterà nei successivi sessant’anni. SOLFERINO e il CAI – Club Alpino Italiano collaborano e pubblicano il racconto del grande alpinista attraverso il Museo Nazionale della Montagna di Torino, che ne ha curato la realizzazione. La storia rimasta nascosta per decenni e che riemerge oggi nelle pagine scritte da Walter Bonatti al ritorno dall’avventura, ci fa rivivere una delle grandi pagine della storia delle scalate himalayane. Bonatti riscrive la storia con rivelazioni sulla spedizione, il ricordo dei compagni Carlo Mauri, Riccardo Cassin, Bepi De Francesch, Toni Gobbi, Giuseppe Oberto, Donato Zeni e Fosco Maraini, i dettagli e le difficoltà estreme del lento ed emozionante avvicinamento alla vetta e qualche polemica al rientro in Italia. Un documento straordinario che restituisce la dimensione epica di una grande impresa attraverso le parole del suo indimenticato protagonista.
He was an Italian mountain climber, explorer and journalist. He was noted for his many climbing achievements, including a solo climb of a new route on the south-west pillar of the Aiguille du Dru in August 1955, the first ascent of Gasherbrum IV in 1958 and in 1965 the first solo climb in winter of the North face of the Matterhorn on the mountain's centenary year of its first ascent. Immediately after his extraordinary solo climb on the Matterhorn Bonatti announced his retirement from professional climbing at the age of 35 and after only 17 years of climbing activity. He authored many mountaineering books and spent the remainder of his career travelling off the beaten track as a reporter for the Italian magazine Epoca. He died on the 13 September 2011 of pancreatic cancer[1] in Rome aged 81,[2] and was survived by his life partner, the actress Rossana Podestà.
Famed for his climbing panache, he pioneered little known and technically difficult climbs in the Alps, Himalayas and Patagonia.
Questa è un'opera destinata principalmente agli appassionati di alpinismo, un racconto soggettivo da parte di Bonatti, sulla spedizione italiana sul Gasherbrum IV. Bonatti descrive con grande emozione le sfide fisiche e mentali che ha dovuto affrontare, alcuni tecnicismi noiosi per i non appassionati ma sicuramente un romanzo importante in quanto parla di un'impresa alpinistica molto sottovalutata.
Dal 58 ad oggi solo altre 4 ascensioni al Gasherbrum 4 sono riuscite, a sottolineare la difficilissima impresa compiuta da Bonatti e Mauri, quali pionieri di questa vetta meravigliosa.
Dopo 60 esatti dalla spedizione sul Karakorum avvenuta tra il luglio e agosto 1958, nel 2018 il CAI pubblica finalmente le memorie di Walter Bonatti che quella spedizione la visse in prima persona insieme ad altri grandi della montagna. Bonatti non volle pubblicare prima questo suo diario perché voleva che fosse pubblicato esattamente come lui lo aveva scritto, con tutte le cose brutte e belle che caratterizzarono quell’avventura. A quei tempi si soleva dare risalto al bello piuttosto che registrare ciò che di brutto e difficile poteva esserci. E questa spedizione per la conquista del Gasherbrum IV di difficoltà e situazioni al limite della sopportazione umana ne è piena: Bonatti e compagni hanno affrontato disagi enormi, maltempo, problemi di salute, ricatti da autorità del posto, ma sono riusciti a mettere la bandiera italiana sulla cima della Montagna Scintillante, come Bonatti l’ha soprannominata. Un immenso alpinista, scalatore, uomo di montagna, e anche, non scontato, un bravo narratore. Una lettura emozionante, vibrante che ci porta in cima al mondo stando comodamente sul divano.
Bonatti non manca mai di affascinare con la sua immensa onestà e forza d’animo. Anche questa storia della scalata del GIV non manca di avventura e riflessioni profonde. Bellissimo come sempre.
Ho sempre adorato lo stile di Bonatti nel raccontare le sue avventure. Questo libro sull'impresa al GIV ci riporta all'alpinismo degli anni 50, fatto di enormi sacrifici e fatiche, non mediate dalla attrezzatura supertecnica e moderna di cui dispone anche un escursionista della domenica al giorno d'oggi. Questo nuovo libro, uscito inedito quest'anno dagli archivi di Bonatti, è una grande perla per gli appassionati del genere. E se anche non lo si potesse paragonare a 'Le mie montagne', dove tra l'altro la scalata al GIV era stata raccontata in forma breve, merita senz'altro le 5 stelle della mia valutazione.
Racconto inedito della conquista del monte Gasherbrum IV. Narra l'epica impresa svolta dal gruppo di alpinisti italiani nel 1958; con queste pagine Bonatti ci fa rivivere una delle pagine importanti delle storia delle scalate Himalayane. Consigliato a chi ama la montagna.
Posso dire che dopo mio nonno Emanuele, il più potente motore della mia passione per la montagna, Walter Bonatti rappresenti il più grande esempio di tutti.
E questo libro, narrante la conquista del GIV nel ‘58, è un piccolo scorcio sull’immensa eredità che ci ha lasciato.