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Assunta Spina

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Assunta Spina è fidanzata con un macellaio di nome Michele Boccadifuoco ma è anche corteggiata da Raffaele, il quale Assunta rifiuta senza remore. Per vendicarsi Raffaele invia una lettera anonima a Michele dicendo che la sua fidanzata quando lui lavora si consola con qualcun altro. Allora Michele decide di portare Assunta Spina a Napoli trovandole un lavoro in una lavanderia vicino alla sua macelleria. Il giorno del compleanno di Assunta il fidanzato Michele la porta a Posillipo ma lui non le presta molte attenzioni, finché arriva anche Raffaele. Per ripicca, decide allora di ballare con Raffaele, e il dramma va in Michele, accecato dall'ira, sfregia Assunta e viene successivamente arrestato. Durante il processo lei testimonia per salvarlo, affermando che Michele non l'aveva mai colpita, ma la giuria non le crede. Michele viene così condannato per due anni. Assunta allora decide di accettare la proposta del vice-cancelliere Federigo Funelli, per far sì che Michele stia nella più vicina prigione di Napoli, ovvero diventare sua amante. Dal carcere Michele continua a scrivere delle lettere ad Assunta ma lei non gli risponderà mai. Assunta capisce infatti di non essere più innamorata di Michele. Dopo un anno e mezzo Boccadifuoco viene messo in libertà e va subito a trovare la sua fidanzata alla lavanderia, ma capendo che Assunta non prova più dei sentimenti per lui ma per un altro, esce ed uccide Federigo, del quale Assunta, diventata sua amante da tempo, si è innamorata. Lei a quel punto si dichiara colpevole del delitto che non ha commesso davanti alla polizia.

126 pages, Paperback

First published March 1, 1996

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About the author

Salvatore Di Giacomo

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Salvatore Di Giacomo (12 March 1860 – 5 April 1934) was an Italian poet, songwriter, playwright and fascist, one of the signatories to the Manifesto of the Fascist Intellectuals.

Di Giacomo is credited as being one of those responsible for renewing Neapolitan language poetry at the beginning of the 20th century. The language of Salvatore Di Giacomo is, however, not the everyday Neapolitan language of his contemporaries; it has a distinct 18th-century flavour to it, with archaisms that recall the golden age of Neapolitan culture. This was the period between 1750 and 1800, when Neapolitan was the language of the best-loved form of musical entertainment in Italy, the Neapolitan comic opera. It was the language of the Bourbon's court of Naples at the time.

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