Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il pane del ritorno

Rate this book
Una grande storia di destini intrecciati attraverso il Novecento.
Attingendo a una testimonianza di vita vissuta e mescolandola con una fantasia accesa e nutrita di letture, Franca Cancogni racconta il destino di una famiglia ebrea del Novecento secondo percorsi sorprendenti e ridà vita a un mondo duro eppure ancora aperto a molti futuri possibili.

“Ciò che mi spaventa è che pian piano il tempo vada avvolgendo tutto in una polvere sottile che smussa i contorni, spegne i colori. Anche la più fedele delle fotografie ingiallisce e s’accartoccia agli angoli [...]. Dal passato più lontano invece, se sei disposta a scavare nel profondo, puoi far emergere ricordi spezzati, magari a lembi e brandelli ma netti, addirittura vivi. Forse la memoria sa davvero ciò che deve conservare.”
Così riflette Frida, che vive in una casa di riposo a Tel Aviv ma non ha nulla della vecchietta stanca e con tenacia e humour scava nel passato per raccontarci il suo viaggio, piccolo tassello della grande storia che ci riguarda tutti.
Poco più che bambina, rimasta sola con la sorella Abigail in uno sperduto villaggio dell’Asia centrale, Frida trova salvezza a Bukhara, in casa del ricco mercante Asherov, ebreo come loro. Ma anche nell’Uzbekistan sovietico la sorte si volge contro gli ebrei, e le due sorelle insieme alla loro famiglia acquisita cominciano un’avventurosa e amara aliyah, che attraversa l’Iran, l’Afganistan e l’India, giunge alla Palestina degli anni ’40 per ripartire ancora verso l’Italia.

Questo romanzo pieno di giovinezza e di speranze di pace scritto da un’autrice nei suoi novant’anni è come un non, il “pane del ritorno”, posto in Uzbekistan all’ingresso di casa per offrirlo a chi intraprende un lungo viaggio, perché lo assaggi e un giorno torni a mangiarne il resto.

418 pages, Kindle Edition

First published July 4, 2018

Loading...
Loading...

About the author

Franca Cancogni

11 books1 follower

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
4 (50%)
3 stars
3 (37%)
2 stars
1 (12%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Paolo del ventoso Est.
218 reviews63 followers
January 30, 2021
Franca Cancogni, centenaria con i "cassetti pieni di trame e racconti", esce dall'anonimato (o quasi) e pubblica il suo primo romanzo all'età di novantotto anni suonati. Vissuta sempre all'ombra del più famoso fratello Manlio, per il quale è stata una collaboratrice ai limiti della ghost writer, Franca il talento lo ha fatto stagionare per benino e, forte di una invidiabile precisione nella ricerca storica, ha plasmato la storia di una orfana ebrea trascinata per mezzo mondo dalle rapide della diaspora. Che garbo, che finezza nella scrittura della Cancogni! Abituati come siamo ad essere avvinti da scritture sanguinolente, nere, sguaiate, torpide, questo stile così pulito e impeccabile, privo di qualsivoglia trivialità, è un sorso d'acqua in una stagione torrida (No, non sono diventato un chierichetto, tuttavia resto sinceramente ammirato da questa eleganza espressiva ormai estinta).
La sua capacità descrittiva pittorica (annoto qui pag. 60 con la descrizione a dir poco struggente di una estate in campagna e pag. 296 con le sensazioni del calore di una cucina) mi hanno ricordato in qualche occasione la Ginzburg.
Un romanzo che sembra un memoir, ma ha una struttura molto diaristica e personale, sembra insomma di leggere davvero il diario di una vecchietta che racconta la sua vita. C'è un bel tocco di realismo nei racconti, in cui chiaramente l'autrice si prende anche il rischio della perdere l'attenzione del lettore; realismo nel senso che a volte il racconto è fatto di piccole cose, come la vita, oppure il fatto che di vari personaggi "non se ne seppe più nulla", spariscono nel calderone dei ricordi e non ricompaiono con colpi di scena "hollywoodiani" - insomma come accade nella vita reale).
Le ultime pagine sono un doloroso esempio di quanto sia triste la solitudine degli anziani in istituto. E la casa di riposo "Ben Gurion" dove finisce i suoi anni la protagonista diventa una aliyah (il viaggio che gli ebrei fanno verso Israele) "che non è una scelta dettata dalla devozione ma piuttosto da una solitudine disperata". Gran bella cosa il ricettario in appendice, con piatti mediorientali con i quali mi cimenterò ben presto!
Displaying 1 of 1 review