Ore 2:24
Ci sono incontri che ti cambiano.
Quando mi hanno mostrato per la prima volta una sua opera lo ricordo perfettamente, fu un pugno allo stomaco! Non di quelli dolorosi, ma di quelli capaci di rianimare un cuore.
Era un paesaggio, mi ricordava un cimitero sotto la neve, doloroso, tragico, spirituale, fermo, silenzioso e profondo.
Così l’ho cercato e pur se piccole le sue opere, su un monitor freddo e piatto, mi colpivano ancora: avevo capito che mi piaceva.
Poi pensi che va beh è una delle tante cose che scopri, che ti piacciono ma resta lì.
Invece durante un corso di formazione al MAXXI, me lo ritrovo davanti e senza poterlo immaginare i miei occhi si trovano a 5 cm da una sua tela: Sternenfall, immensa!
Un intervento di restauro urgente! Un mare di materia, mutevole ad ogni centimetro quadrato, eppure coerente e trascendente, che stava cedendo sotto il suo stesso peso, fisico ed emotivo. Una tela distesa e così grande che trovarsi al di qua o al di là, generava prospettive e le persone si facevano piccole.
Una tela distesa, come la pelle di un gigante che si stava trasformando con il tempo, forse proprio come vorrebbe lui. Eppure un’equipe operosa interveniva per cercare di fermarlo, studiandolo e analizzandolo, un ET dei giorni nostri.
Poi arriva un’amica che mi dice che a Roma, in una galleria in centro ci sono delle sue opere: “Andiamo?”
Questa volta sono lì sane e fiere, enormi tele appese alle pareti, senza sforzo apparente.
Non si può guardarle mettendosi semplicemente davanti, bisogna camminare. Entrare in movimento con la materia, scorrere lungo il quadro, solo così si può veramente osservare. Immergersi con gli occhi nella miriade di sfumature, forme, colori, riflessi, vibrazioni, ombre …
Solo entrando dentro così e poi guardandone l’insieme si può arrivare forse a capire.
Poi arriva il documentario di Wim Wenders e la mostra a Palazzo Strozzi a Firenze.
Ecco incontrarlo è quanto di più bello potesse accadermi. Ho capito che leggere libri, biografie di artisti o fotografi doveva portarmi qui, su queste pagine.
Ho trovato un filosofo non sempre facile. Dal carattere complesso e dai pensieri carichi e sempre in movimento. Eppure la sua poetica tocca le mie corde e fa’ entrare in risonanza il mio spirito.
Architettura arte fotografia, poesia scrittura lettura, tutto si mescola in lui e lo ritrovo in me.
Un faro, una guida!
Sia a Roma che a Firenze la prima cosa che ho visto nei suoi quadri è stato un cuore, ecco si forse quello che era ripartito con quel pugno allo stomaco.
Grazie Anselm