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L'arte sopravviverà alle sue rovine

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Anselm Kiefer ha fatto irruzione nella scena artistica tedesca nel 1969 con una serie molto controversa di opere dedicate alla storia della Seconda guerra mondiale, capaci di risvegliare la Germania dall’amnesia collettiva che la ottenebrava. Da quel momento, ogni volta la produzione artistica di Kiefer ha espresso il rifiuto per il limite, non solo nella sua monumentalità e nella potenza della sua materialità, ma anche nell’infinita ricchezza di risorse con le quali sonda le profondità della memoria e del passato.
Tra dicembre 2010 e aprile 2011, Kiefer è stato il primo artista visuale a occupare la cattedra di Creazione artistica al Collège de France di Parigi, dove ha tenuto otto lezioni, seguite dai rispettivi seminari. Questo volume raccoglie quelle lezioni, insieme alla lezione inaugurale con cui l’artista ha dato inizio al corso. Kiefer attinge alla letteratura, alla poesia, alla filosofia e ai suoi ricordi personali, nel tentativo di districare e rivelare il processo di sedimentazione e rielaborazione dei temi che circolano, si incrociano e si aggregano per formare la costellazione della sua arte.
Queste lezioni formidabili e preziose gettano luce sulla dimensione universale di un artista, la cui opera è attraversata dalla storia, dal mito – greco, assiro e germanico –, dalla religione, dal misticismo ebraico, dalle donne, dalla poesia. Una raccolta di scritti cruciali per la comprensione dell’arte contemporanea.

224 pages, Paperback

Published May 1, 2018

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Anselm Kiefer

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Profile Image for Silvia.
62 reviews1 follower
June 7, 2024
Ore 2:24
Ci sono incontri che ti cambiano.
Quando mi hanno mostrato per la prima volta una sua opera lo ricordo perfettamente, fu un pugno allo stomaco! Non di quelli dolorosi, ma di quelli capaci di rianimare un cuore.
Era un paesaggio, mi ricordava un cimitero sotto la neve, doloroso, tragico, spirituale, fermo, silenzioso e profondo.
Così l’ho cercato e pur se piccole le sue opere, su un monitor freddo e piatto, mi colpivano ancora: avevo capito che mi piaceva.
Poi pensi che va beh è una delle tante cose che scopri, che ti piacciono ma resta lì.
Invece durante un corso di formazione al MAXXI, me lo ritrovo davanti e senza poterlo immaginare i miei occhi si trovano a 5 cm da una sua tela: Sternenfall, immensa!
Un intervento di restauro urgente! Un mare di materia, mutevole ad ogni centimetro quadrato, eppure coerente e trascendente, che stava cedendo sotto il suo stesso peso, fisico ed emotivo. Una tela distesa e così grande che trovarsi al di qua o al di là, generava prospettive e le persone si facevano piccole.
Una tela distesa, come la pelle di un gigante che si stava trasformando con il tempo, forse proprio come vorrebbe lui. Eppure un’equipe operosa interveniva per cercare di fermarlo, studiandolo e analizzandolo, un ET dei giorni nostri.
Poi arriva un’amica che mi dice che a Roma, in una galleria in centro ci sono delle sue opere: “Andiamo?”
Questa volta sono lì sane e fiere, enormi tele appese alle pareti, senza sforzo apparente.
Non si può guardarle mettendosi semplicemente davanti, bisogna camminare. Entrare in movimento con la materia, scorrere lungo il quadro, solo così si può veramente osservare. Immergersi con gli occhi nella miriade di sfumature, forme, colori, riflessi, vibrazioni, ombre …
Solo entrando dentro così e poi guardandone l’insieme si può arrivare forse a capire.
Poi arriva il documentario di Wim Wenders e la mostra a Palazzo Strozzi a Firenze.
Ecco incontrarlo è quanto di più bello potesse accadermi. Ho capito che leggere libri, biografie di artisti o fotografi doveva portarmi qui, su queste pagine.
Ho trovato un filosofo non sempre facile. Dal carattere complesso e dai pensieri carichi e sempre in movimento. Eppure la sua poetica tocca le mie corde e fa’ entrare in risonanza il mio spirito.
Architettura arte fotografia, poesia scrittura lettura, tutto si mescola in lui e lo ritrovo in me.
Un faro, una guida!
Sia a Roma che a Firenze la prima cosa che ho visto nei suoi quadri è stato un cuore, ecco si forse quello che era ripartito con quel pugno allo stomaco.
Grazie Anselm
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