Cimentarsi con un argomento complesso e problematico, quale è la pittura ligure del Quattrocento, ha rappresentato un impegno gravoso e piacevole allo stesso tempo. Gravoso per le difficoltà connesse con la necessità di organizzare secondo una sequenza storicamente corretta e visivamente stimolante e gradevole un materiale iconografico estremamente vario non solo dal punto di vista tecnico ma anche per la notevole diversità di forma dei dipinti su tavola, determinati in molti casi dallo smembramento, dai tagli e dalle manomissioni dei grandi polittici che costituirono per tutto il secolo l'usuale ornamento degli altari delle chiese e delle cappelle. Nonostante le difficoltà tecniche l'impegno è stato tuttavia piacevole per la possibilità di ricostruire idealmente un tessuto culturale che gli avvenimenti succedutisi nell'arco di quasi cinquecento anni hanno fortemente deteriorato e impoverito, risparmiando solo una parte minima di un patrimonio non meno ricco di quello del periodo barocco. L'estremo interesse documentario ed artistico del materiale pazientemente raccolto dalle autrici ci rende comunque certi che il volume possa offrire a Genova e all'intera Liguria un'occasione per ripercorrere la sua storia e per ritrovare la memoria della sua cultura.