Brigitte è una zombie di 17 anni. Sembra una ragazza come tante; nessuno sa che se le si stacca un pezzo se lo ricuce lei stessa o che, se le cade un occhio, può rimetterselo in orbita. 'Stefano Fantelli, sceneggiatore e scrittore horror, ha pubblicato quindici libri tra romanzi (Strane ferite), graphic novel (El Brujo Grand Hotel, Zombie Paradise, Alfredo e la notte dei morti viventi) e raccolte di racconti (Alla fine della notte, Dark Circus, Sex and the zombie). Con Peter Straub, Caleb Battiago e Paolo Di Orazio ha pubblicato il libro Mar Dulce: Acqua, Amore, Morte (Cut-Up). In inglese (con Alessandro Manzetti), la raccolta Stockholm Syndrome (Kipple). Creatore della serie El Brujo, co-creatore (con Rossano Piccioni) delle serie The Cannibal Family e Blood Brothers, collaboratore della rivista «Splatter», sceneggiatore della nuova serie di «Zora la vampira» (Annexia), è autore di più di settanta storie a fumetti. Il suo testo teatrale Morte e 9 euro e 20, una commedia macabra e dark, è stato messa in scena a Roma per la regia di Katia La Galante. È Active Member della Horror Writers Association. Non si sa nulla di ciò che tiene sepolto in giardino.
Mi é piaciuta l'idea di inserire le illustrazioni nel libro, anche se non sono moltissime.. e anche il fatto che ad inizio capitolo ci fosse sempre l'estratto di una canzone famosa, come una sorta di colonna sonora - playlist che accompagna la protagonista. La storia però non mi ha catturato, ho fatto fatica a leggerlo... lo stile dell'autore non mi ha entusiasmato, troppo 'botta e risposta" e poche descrizioni, non sono riuscita a immergermi molto nell'atmosfera. A mio parere avrebbe dovuto approfondire un po' di piu alcuni aspetti e personaggi, caratterizzare e descrivere meglio la stessa Brigitte e la storia che ho trovato un po' fumosa. Peccato perche l'impostazione inizale mi attirava molto ma nel complesso mi ha un po' annoiato.
**SPOILER ALERT** Difficilmente mi ritrovo a scrivere una recensione, di solito mi limito alle stelline. Ma se il libro mi è piaciuto/non piaciuto davvero tanto, allora mi pare giusto sprecare due paroline in merito. Che dire, dal numero di stelle si evince che rientra nella categoria "non piaciuto". All'inizio ero stata attratta dalla tematica dark e un po' creepy, anche se la copertina mi spaventava (paura di beccare un libro terribile, non paura che facesse "paura". Ma magari!), ma hey, mai giudicare un libro dalla copertina, no?! NO. Avrei dovuto farlo. Ma passiamo oltre... intanto parto dal dire che se togliessi dall'intero libro la frase "ciocca di capelli blu" questo si sfoltirebbe almeno di un centinaio di pagine. Avrei voluto tingermi i capelli di blu da quando ero un'adolescente, ora ho 32 anni e questo libro mi ha fatto passare la voglia. Non poteva ripetere in continuazione pasta, pizza e gelato?! Magari ora ne sarei nauseata come dalla cavolo di ciocca blu. Le si staccano tutte le parti del corpo, in continuazione, ma un'alopecia a chiazze mai?! Appurato questo, passerei alla trama. Brigitte si sveglia morta. Un po' come la gazzella, in Africa, la mattina, quando sorge il sole (cit.). Non sa come, non sa perché, un po' se ne sbatte la uallera e tra un "cazzomene, se si stacca l'alluce ogni 3x2, tanto lo ricucio" e l'altro, l'autore ci racconta di come lei abbia abbandonato la scuola finendo a Borgomascherato, dai suoi nonnini. Personaggi presentissimi e di grandissimo rilievo in tutto il romanzo👍 (leggi-⟩ "sarcasmo"). Quindi abbiamo un'adolescente che ha abbandonato la scuola, che se ne va dai nonni mantenendo un rapporto di distacco con i genitori e facendo il cavolo che le pare, gironzolando per il paesello senza obiettivi e responsabilità. Tutto sotto permesso dei genitori e dei nonni inesistenti. Ok, bell'esempio per i più ccciovanih. Succede che fa amicizia con Franz, scoprendo di provare per lui molto di più. La cosa è reciproca per cui, daje! 👍 Questi due flirtano per tutto il libro in modo soft e anche abbastanza normale (menomale, almeno non è la solita storia d'amore trash alla young adult), nel frattempo a Borgomascherato succedono cose strane.. animali morti malissimo, riti vudù per scacciare presenze malevole (hanno funzionato alla grande! Sì, di nuovo sarcasmo) e, per l'appunto, presenze malevole dai capelli biondi e dal viso angelico. Chi ci sarà dietro?! Magari la nostra Brigittona che fa spuntini notturni squartando mezza fauna del circondario?! No, dietro c'è Angelika, il villian della situazione, alla ricerca della vita eterna che Voldemort spostate. Tutto questo "spiegato" nelle ultime pagine, insieme all'introduzione di altri personaggi buttati nel mischione all'ultimo in una mezza comparsata: Christina e D'amour. Zombie anch'essi, si erano messi sulla traccia di Brigitte per.. boh, perché?🤔 Per dirle "non sei la sola, forse siamo una mutazione genetica che darà il via ad una razza superiore, comunque adesso ce ne andiamo, era 'na toccata e fuga. Ciao Chicca, stamme bene, un bacio ai pupi, cia' cia' 👋" Ecceeerto, la natura anziché apportare migliorie ti fa decomporre e cascare letteralmente a pezzi. Logico. Vabbè, direi di finirla qua con la trama, anche perché termina senza una vera fine. Si prospetta un sequel. Purtroppo.
Di seguito elencherò impressioni random che ho trovato degne di nota:
- La scelta dei nomi. Passiamo da Brigitte, Mussu, Franz e D'amour a -⟩ Danilo, Enrico, Brando e Lucio. Vabbè. - La credibilità!!! Ok trovarsi in un racconto fantastico, però si parla di uno zombie in una realtà molto realistica. Quindi, nel contesto, il realismo lo voglio, cavolo! Lei che fa quello che le pare senza punizioni né orari, Franz che se ne va in giro con un bambino di 5-6 anni, il piccolo Brando, come se fosse normale per un adolescente girare con un bambino, neanche fosse un fratello o cugino... e quest'ultimo lasciato completamente allo stato braNdo (🤭) dai genitori/nonni, libero di girare ovunque e con chiunque manco avesse 20 anni e con il sospetto che in giro ci possa essere un lupo. - La coerenza di Franz. Prima schifa Brigitte quando scopre che è 'na zombie, poi dopo, senza alcuna spiegazione, ci ripensa tenendo la sua capoccia decapitata (ma ancora viva) in braccio con la stessa naturalezza con cui io terrei il mio gatto. E se non ricordo male se la slinguazza pure🤔 Vabbè, tira più un pelo di ciocca blu che un carro di buoi. - I vari riferimenti culturali e darkettoni buttati lì così, tanto per ricordarci che lei è alternativa ma senza riuscire nell'intento di rendere la cosa credibile. - Lo stile di scrittura paragonabile ad un ragazzino di terzo superiore. - La ciocca di capelli blu (volevo ridirlo, così, ad minchiam. Dovete odiare 'sta frase pure voi, mica solo io!)
Brigitte è una ragazza come tante con i problemi di moltissimi adolescenti: non le piace la scuola che fa (difatti ha momentaneamente abbandonato gli studi), deve chiedere il permesso ai genitori per tatuaggi e piercing e l'amore occupa la maggior parte dei suoi pensieri. Sarebbe tutto normale se non fosse che è una zombie e non si ricorda neanche come sia accaduto.
Straordinariamente la protagonista accetta benissimo il suo status e Fantelli riesce a descrivere i suoi moti interiori in modo perfetto: si arriva a percepire la difficoltà di voler vivere sentendo la necessità di nutrirsi di carne cruda, si sente la tensione di Brigitte quando sta con il suo Franz come l'attenzione che mette nel vestiario e soprattutto nel trucco per nascondere i segni del suo essere "diversamente viva".
Eppure non esiste solo Brigitte, lei è il fulcro attorno al quale ruotano altri personaggi fra cui non morti e gli abitanti del paesino in cui vivono i nonni, fra primari e secondari, ognuno è ottimamente caratterizzato tanto da rimanere impresso e diventare plausibile e vero. La cosa fantastica nello stile di Fantelli è che anche le cose accessorie sono necessarie: non esiste descrizione che risulti essere pesante e la sapiente suddivisione in capitoli alleggerisce di molto la lettura.
L'autore riesce nella missione di creare una storia avvincente e coinvolgente ed a differenza di tantissimi scritti, rimarrà nella mia memoria, magari non alla perfezione ma sarà impossibile dimenticarsi di "Brigitte la zombie adolescente".
Unica pecca a mio parere sono le illustrazioni: per quanto questo scritto rispecchi l'identità di Fantelli, ovviamente ha un target più ampio di pubblico includendo anche i più giovani ma nonostante ciò trovo le illustrazioni puramente accessorie ed inutili (anche perché non sono in linea con la copertina quindi sono rimasta ulteriormente spiazzata dalla loro presenza). Credo sia sbagliato credere che se il target è più giovane allora bisogna per forza aggiungere delle figure anzi, le descrizioni di Fantelli sono talmente belle e trasportanti che è bello lasciarsi trasportare dall'immaginazione.
Ringrazio moltissimo la NPEdizioni per avermi permesso di leggere questa storia, avevo puntato questo libro già da un po' ma non avevo mai avuto l'occasione di acquistarlo. Per prima cosa, vi consiglio di leggere questo libro completamente al buio (quindi senza leggere la trama nella costina). La storia è molto interessante, sia per degli amanti del genere horror come me che per dei profani. Sembra una fiaba moderna in chiave dark, anche se lo stile è decisamente particolare. Nonostante ciò, la lettura è davvero scorrevole e le citazioni dalle canzoni all'inizio di ogni capitolo sono un'aggiunta decisamente gradita. I personaggi sono ben costruiti, anche se alcuni forse rimangono troppo al margine per essere davvero compresi. Ci sono delle parti un po' confusionarie, ma credo che l'effetto sia voluto dall'autore.
3⭐ e mezzo. Leggero, divertente e scorrevole. Una storia che si prende poco sul serio, con una protagonista che un giorno muore e si risveglia zombie senza saperne il motivo. Ricco di citazioni alla cultura pop, arricchito da strofe di canzoni famose a fare da colonna sonora e impreziosito da illustrazioni stupende. Mi piacerebbe un seguito, credo che ci sia ancora tanto da dire e magari personaggi da approfondire.