Nilio, guerriero Aldair, è tornato a casa. I suoi dieci anni di servizio a Endora sono finiti, eppure il suo cuore è pesante. Lo aspettano i suoi genitori, una vita onorata, un matrimonio che avrebbe voluto diverso. Amira, la sua migliore amica e promessa sposa, lo ha aspettato, e nel frattempo si è innamorata; ha trovato una compagna, Yati, che sarà al suo fianco nella loro futura famiglia. Ma la loro gioia sarà incompleta. Vikandro, l'uomo che Nilio ama da quando erano entrambi ragazzi, non potrà essergli vicino. Suo padre, un nobile fanatico, contrario a qualsiasi cambiamento, non ha mai accettato la relazione di Vikandro con il figlio di un mercante e lo ha punito offrendolo al tempio di Atavanno, il Dio Senza Cuore. Nilio sarà costretto a vivere nella stessa città, a passare a davanti al tempio del suo dio, nella consapevolezza che l'uomo al quale ha dato il suo cuore ormai è un guerriero sacro, costretto a portare sempre un maschera con l'effigie della divinità e a ripudiare qualsiasi sentimento. Ma, durante i tre giorni dedicati a celebrare Atavanno, Nilio e Vikandro si troveranno l'uno di fronte all'altro e il loro sentimento esploderà di nuovo, portando un barlume di speranza. Dovranno superare il dolore e il rancore, affrontare il sangue e la morte sempre in agguato e sconfiggere gli intrighi degli uomini, più che la collera di un dio. Avranno al loro fianco Amira e Yati, intrepide e disperate, decise a difendere la famiglia che hanno intenzione di costruire.
Questo racconto può essere benissimo letto da solo, ma se si conosce la saga di Endora è un di più. Devo ammettere che ero veramente curiosa perché questa storia ha come protagonista un guerriero Aldair, come Daigo, il mio personaggio preferito.
Attraverso questa lettura quindi sono riuscita a conoscere meglio questo popolo e la sua cultura, che tanto mi ha affascinata.
Ciò che più mi ha colpita degli Aldair è la loro promiscuità sessuale, e non in senso negativo. Da subito si capisce che è una popolazione con idee e usanze differenti in cui l'omosessualità e la bisessualità sono accettate, non solo, sono pure in qualche maniera regolamentate. Non ci sono differenze e se un uomo vuole avere un amante può benissimo farlo e anche sposarsi. Magari insieme a una donna, e la sua amante, per la perpetuazione della specie. Sembra complicato ma è tutto molto ben spiegato e, di nuovo, non c'è giudizio alcuno.
I problemi nascono come sempre dal potere. In questa storia il padre di Vikandro non permette al figlio di vivere il suo amore con Nilio, il protagonista, non perché uomo, ma perché non nobile. I problemi di classe sociale sono molto presenti e si ripercuotono anche sulla religione. ... continua sul blog
Il racconto di cui vi parlo oggi è un M/M che nasce all’interno della Saga di Endora, una serie che seguo con grande interesse fin dall’uscita del primo libro, e di cui non mi perdo neanche un capitolo. Come ho già anticipato “I tre giorni di Atavanno” è un racconto M/M, scritto dalla bravissima Fernanda Romani che per la prima volta si cimenta in questo genere e che, come sempre, non mi ha deluso e mi ha saputo coinvolgere nella storia con estrema abilità. L’autrice è riuscita a dare vita a un mondo credibile e coerente, con usi e costumi ben definiti e senza alcun particolare lasciato al caso, dimostrando come sempre l’impegno e la serietà con cui si dedica alla scrittura. Se anche non aveste voglia di leggere l’intera Saga di Endora, vi consiglio di leggere almeno il racconto “La maschera del Dio senza cuore”, che potete trovare all’interno dell’antologia gratuita “Maschere” e che è un prequel di questo avvincente romanzo. “I tre giorni di Atavanno” racconta la storia di Nilio e Vikandro, i due ragazzi si amano da sempre, ma il padre di Vikandro, a causa delle sue idee antiquate, non accetta il fatto che il suo erede si unisca in matrimonio con il figlio di un mercante. Per impedirglielo lo costringe a diventare un guerriero sacro di Atavanno e a rinunciare a qualsiasi sentimento, infatti entrando al tempio dovrà indossare per sempre una maschera e dedicare tutta la sua vita al Dio senza cuore. Ma Nilio non intende rinunciare all’uomo che ama e, dopo aver avuto la possibilità di incontrarlo di nuovo durante i festeggiamenti in onore del Dio Atavanno, decide di combattere per lui anche a costo della sua stessa vita. Amo molto lo stile della Romani e ho letto tutti i suoi libri, come sempre è riuscita a caratterizzare magistralmente sia i personaggi principali che i secondari e a delineare un mondo coerente e affascinante. Le sue storie sono sempre avvincenti e originali, la scrittura semplice, ma elegante rende la lettura scorrevole e interessante. “I tre giorni di Atavanno” non fa eccezione e ne consiglio la lettura anche a chi non ha ancora letto la Saga di Endora.
VOTO: 4.5 STELLE
Editing della recensione a cura di Lilith per Feel the Book
Una storia appassionante che vede due ragazzi, che si amano da sempre, divisi a causa di un diverso ceto sociale.
Ostacolato dal padre, nobile e fanatico religioso, Vikandro non può vivere la sua storia d’amore con Nilio, ma è costretto a entrare in un ordine monastico di guerrieri.
Nilio, tuttavia, a distanza di due anni dopo averlo ritrovato e aver scoperto che nessuno dei due ha potuto dimenticare l’altro, non si arrende all’evidenza dei fatti e punterà il tutto per tutto, a costo della vita, pur di ottenere la libertà di Vikandro.
“Nilio entrò con impeto vorace in quella bocca che aveva amato, esplorato, rimpianto, e ne assaporò il profumo di tabacco e mandorle. (…) Si lasciò amare, Nilio, e corrispose a quell’amore con tenerezza e bruschi assalti pieni di passione, pronto a dare tutto e a pretendere qualsiasi cosa.”
Avevo già letto con estremo piacere il prequel delle vicende tra i due ragazzi (il racconto “La Maschera del Dio senza Cuore” pubblicato nell’antologia Short But Sweet – Maschere) e mi ero innamorata dei due personaggi, angosciata dalla situazione opprimente di distacco che, impotenti, non avrebbero saputo evitare. Questa storia completa non mi ha delusa. È un crescendo di passione, di desiderio, di sofferenza che porta alla conquista finale.
"Siamo guerrieri, non ci è permesso ottenere con facilità ciò che vogliamo."
È un romance a tutto tondo, incastonato in un ambiente irreale e interessante per le sue peculiarità. L’ambientazione fantastica è curata e ben delineata, così come le regole sociali, gli usi, le credenze religiose sono chiare e credibili.
Anche se un po’ barocco, lo stile di Fernanda è ricco ma piacevole, e accompagna la narrazione in modo pieno e colorato, sapiente e sensibile.
È senz’altro un romanzo da assaporare, senza dimenticarsi del prequel; un MM che, per una volta, non ha un finale scontato.
Romanzo breve, uno spin off della serie di Endora di Fernanda Romani. Una saga fantasy estremamente originale. In questa vicenda troviamo la complessa società bisessuale degli Aldair, una razza umana derivata dalle pantere. E due guerrieri aldair sono protagonisti di una struggente storia d'amore contrastato. L'autrice riesce perfettamente a muoversi tra i paletti del romance male to male, senza rinunciare a dedicare al lettore molto di più, a cominciare dalla ricostruzione di un mondo, di un gusto estetico, di culti religiosi e cerimonie nuziali. Si palpita e si soffre per Nilio e Vikandro, certo. Ci si immedesima in Amira e Yati, due donne ben decise a difendere il futuro di una strana concezione di famiglia a quattro. E non ci si stupisce di un uomo innamorato di un uomo che decide di sposare la propria migliore amica, innamorata di una donna, per garantire allo stesso tempo una discendenza e un futuro d'amore vissuto ognuno secondo le proprie preferenze. Ho apprezzato le descrizioni, le ambientazioni, la scrittura senza sbavature. Anche le scene di sesso sono coinvolgenti e mai volgari, oltre che inserite dov'è giusto che siano, senza compiacimenti per titillare l'attenzione. Una storia equilibrata e ben scritta. E un amore che coinvolge. Cosa chiedere di più? Di leggere tutti i volumi della serie di Endora, per esempio. Consigliato.
Questa storia mi ha coinvolto fin dalle prime righe. Il mondo ricreato e la società in cui i protagonisti si trovano a vivere è davvero interessante e delineato benissimo. Bellissime le atmosfere, le relazioni tra i personaggi, il susseguirsi di eventi che portano a una conclusione forte ed emozionante. Mi è piaciuto tantissimo il conflitto interiore di Vikandro ma anche la tenacia di Nilio. Loro due, insieme, sono veramente affascinanti. Ho trovato molto bella la narrazione e l'eleganza delle descrizioni nelle scene passionali. Finita questa parte di storia, sono andata subito a leggermi il racconto nell'antologia "Maschere" perché volevo ancora altro su questi personaggi. Davvero complimenti!
È un crescendo di passione, di desiderio, di sofferenza che porta alla conquista finale. È un romance a tutto tondo, incastonato in un ambiente irreale e interessante per le sue peculiarità. L’ambientazione fantastica è curata e ben delineata, così come le regole sociali, gli usi, le credenze religiose sono chiare e credibili. Anche se un po’ barocco, lo stile di Fernanda è ricco ma piacevole, e accompagna la narrazione in modo pieno e colorato, sapiente e sensibile. È senz’altro un romanzo da assaporare, senza dimenticarsi del prequel; un MM che, per una volta, non ha un finale scontato.
Breve ma intenso. Scritto molto bene, si inserisce nell'opera più ampia dei romanzi di Endora, ma anche senza averli letti si comprende tutto benissimo, compreso l'interessante World Building dell'autrice. Nilio e Vikandro ti prendono il cuore .