Giorgio vive con la madre in un quartiere di periferia. È un ragazzo solitario che trascorre il tempo libero disegnando. Il disegno è la sua grande passione. Un pomeriggio assiste, senza volerlo, a una scena che lo impressiona molto: due uomini maltrattano e rinchiudono tre ragazzini in una baracca dietro al palazzo in cui abita. Col passare dei giorni Giorgio scopre che questi bambini vengono tenuti prigionieri e costretti all'accattonaggio. È una situazione che gli ricorda il dipinto di Paolo Uccello, San Giorgio e il drago: la schiavitù dei tre ragazzini è il drago che lui deve affrontare e sconfiggere. Ma il drago è un avversario temibile è pericoloso: ha zanne, artigli, sputa fuoco. È molto più grande di lui. È implacabile. E Giorgio ha solo undici anni... Età di lettura: da 12 anni.
Sarebbe più sul due stelle e mezzo ma non me la sentivo di dargli così poco. Che dire...carino? Un po' noioso? Non mi ha fatto impazzire lo stile dello scrittore, soprattutto per come scriveva i dialoghi tra Giorgio e gli adulti, ma in generale come scriveva Giorgio: ok che è un ragazzino di 11 anni ma lo scriveva come se fosse ancora alle elementari, per tutto il libro dovevo ricordarmi che il protagonista non aveva 10 o 9 anni ma 11. Inoltre già la premessa non mi ha fatto impazzire: voglio dire perché non è andato subito dalla polizia o parlato con la madre? O con un qualsiasi adulto? Non so sembra un po' tirata come trama...