L’Italia degli anni Sessanta non è solo il paese del miracolo economico, delle migrazioni interne e dei conflitti è anche un paese che scopre (o riscopre) il proprio volto perturbante e lunare , attraverso un vero e proprio boom dell’occulto che investe ogni settore dell’industria culturale. A partire dal 1959 – quando il Dracula della Hammer Film Productions intercetta i desideri e le ansie di un’Italia in rapida trasformazione, suscitando la perplessità di intellettuali e benpensanti – l’‘insolito’ invade la letteratura, il cinema, la cultura e riceve infine la sua consacrazione nel 1971, quando, a ridosso degli anni di piombo, quindici milioni di telespettatori si appassionano alla serie televisiva Il Segno del comando , ambientata in una Roma notturna e popolata da spettri e sette esoteriche. Tra vampiri cinematografici e fantasmi da salotto, veggenti di campagna e mutanti adolescenti, ferrovieri medium e scommesse col diavolo, Italia lunare riporta alla luce il volto marginale e segreto dell’Italia del benessere, fornendo una chiave di lettura inedita per comprendere il paese e le sue contraddizioni.
Il saggio è arricchito da un lavoro di ricerca straordinario (quasi 20 pagine di bibliografia su 240). Ammetto che mi aspettavo un focus più diretto sui personaggi italiani legati all’occulto, ma Camilletti preferisce partire da lontano e analizzare come il popolo italiano si sia avvicinato a questi mondi. È un libro intrigante, a tratti un po’ pesante. Personalmente non ho apprezzato i richiami alle opere di Tomatis per “spiegare” Gustavo Rol: dare voce a chi appartiene a circuiti scettici più che ai testimoni oculari rischia di spostare l’attenzione dalla divulgazione al pregiudizio.
Resta comunque un testo affascinante, capace di offrire nuove chiavi di lettura di quegli anni. L’unico vero ostacolo è il prezzo di copertina, piuttosto impegnativo: se vi capita di trovarlo usato, vale la pena portarlo a casa.