È la notte di capodanno del 1977 quando Molly Buck, stella del cinema di origine americana, muore in una clinica privata alle porte di Firenze. Davanti al cancello d’ingresso è seduto un giovane che l’attrice ha scelto come suo biografo ufficiale. È lui ad avere il compito di rendere immortale la storia che gli è stata data in dono. E forse molto di più. Inizia così il racconto degli eventi che hanno portato Molly Buck prima al successo e poi al ritiro dalle scene, lontana da tutto e da tutti nella casa al terzo piano di una palazzina liberty d’Oltrarno, dove lei e il giovane hanno condiviso le loro notti insonni. Attraverso la maestosa biografia di un’attrice decaduta per sua stessa volontà, "L’ultima diva dice addio" mette in scena una riflessione sulla memoria e sulla menzogna, sul potere della parola e sulla riduzione ai minimi termini a cui ogni esistenza è sottoposta quando deve essere rievocata. Un romanzo dove i capitoli ricominciano ciclicamente con le stesse parole e canzoni dell’epoca scandiscono lo scorrere del tempo, mentre la biografia di chi ricorda si infiltra sempre più nella biografia di chi viene ricordato.
Così come Petrarca nel suo Canzoniere cantava l’amore per Laura e Dante lodava Beatrice nella Vita Nuova, il protagonista e narratore de “L’ultima diva dice addio” racconta la sua ossessione per Molly Buck, una diva sofisticata e annoiata che durante gli ultimi anni della sua vita decide di svelare molti aneddoti e vicende riguardanti la sua esistenza, proprio a lui, un giovane uomo incontrato per caso. Molly Buck non è altro che una figura inventata dalla mente dell’autore, che con uno stile raffinato ed elegante - ed a volte anche un po’ ampolloso - ci racconta il tormento di un uomo: ricostruire la biografia di una donna che - a suo parere - lo ha salvato dall’infelicità e dall’irrequietezza.
L'ultima diva dice addio di Vito Di Battista (Sem) è un libro molto particolare: delicato, malinconico e che lascia un pizzico di inquietudine quando si arriva all'ultima pagina.
Molly Buck è una donna anziana e disillusa ma è anche affascinante, arguta e magnetica. Ci troviamo a Firenze, negli anni Settanta in compagnia della diva che una volta occupava le fantasie degli uomini e suscitava le invidie delle donne. Qualcosa degli anni trascorsi è rimasto, si vede e si sente. A raccontarci emozioni, sensazioni e a far rivivere numerosi ricordi è un giovane scrittore che condivide prima i giorni, poi le notti con l'ex attrice.
Il suo compito è quello di scrivere una biografia ma finisce per rivivere le epifanie di Mollie e ne diventa, di fatto ossessionato. Di questo ragazzo con il blocchetto in mano e gli occhi inquieti scopriamo i tormenti e la fine della relazione con Matilde, la ragazza che amava ma che non ha provato a trattenere.
Troppo impegnato a trascorrere il tempo con Molly, anche quando non c'è, i suoi pensieri vengono totalmente assorbiti da quella donna giunta ormai alla fine della sua vita.
Un romanzo che ricorda i gialli. Uno stile che risulta un po' acerbo che riesce a rendere semplici i passaggi complessi che la psiche umana ha. Due protagonisti Molly e il biografo inevitabilmente vittime di loro stessi.