Il mondo incantato di Miyazawa Kenji, il più amato autore per l'infanzia in Giappone, si rivela magnificamente nelle pagine di questa antologia di racconti dove protagonisti sono stelle e pianeti, fiori e alberi, uomini e animali, il vento e le nuvole. Nella favola che dà il titolo all'antologia, le "stelle gemelle" che vivono sulla riva occidentale del Fiume del Cielo della Via Lattea, Chunse e Pouse, suonano un flauto d'argento per tutta la notte perché in cielo si possano "vedere le stelle". Una mattina, le due stelle si incamminano insieme verso le argentee pianure erbose del cielo, arrivando alla sorgente celeste. E qui incontrano un grande corvo e uno scorpione in contrasto tra loro... All'avvicinarsi dell'oscurità, i bambini di sotto sulla Terra guardano il cielo ed esclamano di gioia: "Vedo una stella, desidero vivere una lunga vita".
His name is written as 宮沢賢治 in Japanese, and translated as 宮澤賢治 in Traditional Chinese.
Kenji Miyazawa (1896-1933) was born in Iwate, one of the northernmost prefectures in Japan. In high school, he studied Zen Buddhism and developed a lifelong devotion to the Lotus Sutra, a major influence on his writing. After graduating from an agricultural college, he moved to Tokyo to begin his writing career but had to return home to care for a sick sister. He remained in his home in Iwate for the rest of his life. One of his best-known works is the novel Night on the Galactic Railroad, which was adapted into anime in the late twentieth century, as were many of his short stories. Much of his poetry is still popular in Japan today.
I racconti sono davvero carini. Non troppo impegnativi e un ottimo passatempo. Considerando che l'ho trovato per caso tra i classici mentre stavo cercando Dickens in realtà è stata un ottima scoperta.
C'è qualche errorino di battitura qua e là ma niente che rovini la lettura. 😊 Le note sono utilissime per una volta. La truduttrice si è presa la briga di ripeterle nel caso non ci ricordassimo da un racconto all'altro e sono fatte bene. Controllo sempre anche le cose che so per scrupolo. La nota sulla volpe ingannatrice dei viaggiatori mi ha aggiunto anche una cosa che non sapevo. Se volete una lettura veloce ve lo consiglio.
Miyazawa Kenji è un autore di storie per l'infanzia famoso per l'atmosfera incantata dei suoi racconti, i cui protagonisti possono essere uomini e bambini, ma anche animali, piante, stelle, e creature fantastiche. L'influenza della sua visione del fantastico e del suo incanto nei confronti della natura è ancora viva in Giappone, ed ha lasciato traccia soprattutto nel cinema e nelle serie di animazione.
Ciò che rende affascinanti le storie di Miyazawa però non è tanto (o non solo) il senso di incanto e innocenza che le pervade, ma la presenza di qualcosa di misterioso e perturbante, che disorienta e lascia in chi le legge un senso di smarrimento e perdita.
Quasi tutte le fiabe, ha una struttura narrativa in tre parti: un primo atto in cui l’ordine iniziale è sconvolto e l’eroe è chiamato all’avventura; un secondo atto in cui l’eroe supera le prove che incontra sul proprio cammino; ed un terzo nel quale l’ordine iniziale viene ristabilito. Le storie di Miyazawa però deviano da questa forma classica, prendono altre strade: un bambino può superare le varie prove, ma perdere comunque l’accesso all’Altrove fantastico del bosco; la risposta di un falco alle ingiustizie subite dai suoi simili può essere la fuga; può succedere che la lealtà delle stelle sia premiata, ma anche che papaveri e gatti non imparino nulla di propri errori.
E' questa imprevedibilità, la possibilità di mettere in discussione l'ordine iniziale, a rendere le storie di Miyazawa Kenji destabilizzanti e intriganti al tempo stesso.
Un jeune paysan qui surprend des cerfs en train de danser, une chênaie qui s'anime comme par enchantement au clair de la lune, un lapereau qui, après avoir sauvė un oisillon du naufrage, obtient comme rėcompense du roi une pierre magique, des astres jumeaux qui accompagnent, la nuit, de leur flûte d'argent la chanson de la course des ėtoiles...l'univers merveilleux de Kenji Miyazawa est peuplė d'animaux, de plantes et d'humains qui font face à des situations rėvėlatrices de leur caractère.
On comprend aisėment l'influence de l'auteur sur l'oeuvre de Hayao Miyazaki. On retrouve le même sens de l'ėmerveillement, de l'irruption insoupçonnėe du merveilleux dans le quotidien et un infini respect pour la nature qui peut se rėvėler à la fois clémente et violente.
Ce recueil de contes m'a vėritablement enchantėe. Grâce au langage imagė et l'univers poėtique de Miyazawa (merveilleusement traduits par Hėlène Morita), je me suis sentie comme transportėe à nouveau dans mon enfance, quand je dėvorais les fables de La Fontaine et les contes de Perrault.
Chi si aspetta di trovare, nei racconti di Kenji Miyazawa, i classici topoi, le strutture narrative e gli intenti edificanti dei racconti per l’infanzia, così come li conosciamo in occidente, rimarrà di sicuro deluso. Il fascino della scrittura di Miyazawa sta nel piacere contemplativo della narrazione stessa; la vicenda e la sua risoluzione passano in secondo piano, per lasciare spazio ad un'esperienza sinestesica che, a partire dalla lettura, evoca un mondo di colori, odori, suoni ed emozioni legati al piacere di essere immersi in un'orizzonte naturale assoluto. La natura, vegetale, animale, minerale, come in tanta parte della cultura giapponese, è l'indiscussa protagonista di questi racconti. I rapporti, i legami, le interazioni degli uomini con il mondo naturale circostante, vengono trasfigurati su un piano mitico e poetico e trascritti in passaggi la cui magia può essere colta solo dagli occhi dell'infanzia.
Kenji è un autore giapponese decisamente apprezzabile, che nei suoi dowa ha saputo unire tradizione giapponese, religione buddista e innovazione. È abbastanza sorprendente come le tematiche presentate siano, nella maggior parte dei casi, ancora molto attuali. Sicuramente saprete amare questo libro se siete appassionati dello Studio Ghibli, in quanto i suoi fondatori Takahata e Miyazaki hanno inserito nei loro capolavori diversi elementi da questo scrittore. Consiglio di recuperare tutti i racconti di Miyazawa Kenji; in questo volume sono presenti solo alcuni dei suoi scritti: Le stelle gemelle, Al di là dla neve, Konsaburo il volpacchiotto, La festa della Lanterna Magica della scuola elementare delle volpi, I frutti del ginko, I funghi scimmia, Il cipresso e i papaveri, Il commissario che amava la polvere velenosa, Il topo Tse, Ku il topo, La casa con la sorgente, La stella del falco notturno (davvero un bel racconto, per quanto triste), Le notti di luna delle belve, Le ghiande e il gatto selvatico, L'ufficio dei gatti (storia, ahimè, molto odierna), L'Orsa Maggiore dei corvi, Le origini della danza del cervo, Le rane e gli stivali di gomma, La storia di Budori Gusko. Tutte queste storie danno spunti molto interessanti su cui riflettere.
Miyazawa’s tales are pretty far removed from what we expect from the genre. His tales have a mind of their own, tend to challenge logic, and don’t carry obvious messages although they are still moral. This collection focuses on a magical space in the interstice between man and nature. My interest was piqued a few times (the opener Dance of the Deer, the closer Twin Stars, the rabbit story but most of them either flew over my head or left me wondering why this was revered in Japan. The dialogues, the construction, the jokes left me a little embarrassed.