ROMANZO (381 pagine) - FANTASCIENZA - Vinland è il nome che i Vichinghi diedero alla terra al di là dell'Oceano. Per svelarne i misteri dovranno allearsi due grandi Cristoforo Colombo e Leonardo da VinciNegli ultimi secoli del primo millennio il Nord Europa, dalla Russia all'Inghilterra, ma fino a Costantinopoli e al Mediterraneo, venne spazzata dall'impeto di un grande popolo di navigatori i Vichinghi. Sappiamo che arrivarono anche in quello che non sappiamo è che là fondarono un grande impero le cui possenti navi accoglieranno, non troppo pacificamente, le caravelle di Cristoforo Colombo, il 12 ottobre 1492. Giampietro Stocco è nato a Roma nel 1961. Laureato in Scienze Politiche, ha studiato e lavorato in Danimarca per alcuni anni. Giornalista professionista in RAI dal 1991, è stato al GR2 e attualmente lavora nella sede regionale per la Liguria di Genova, la città dove risiede. Studioso e maestro del genere ucronia, ha pubblicato finora sette "Nero Italiano" (2003) e il sequel "Dea del Caos" (2005), "Figlio della schiera" (2007), "Dalle mie ceneri" (Delos Books 2008), "Nuovo mondo" (2010), "Dolly" (2012), "La corona perduta" (2013). Da "Dea del Caos" il regista Lorenzo Costa ha tratto un adattamento per il palcoscenico che è stato messo in scena dal Teatro Garage di Genova nel 2006 e nel 2007. Nel 2006 ha vinto il premio Alien.
interessante questa ucronia di Giampietro Stocco, vero specialista di questo tipo di SF. La storia si svolge sulle orme di Cristoforo Colombo e coinvolge tutti i grandi personaggi del tempo, con qulche piccola libertà, ma le capacità di "worldbuilding" dell'autore le fanno dimenticare quasi subito.Il protagonista è proprio il navigatore genovese, qui ritratto come uomo tormentato, con molti lati sia negativi che positivi. Una lettura molto interessante pe runa storia ben scritta.
La scoperta dell'America sancì l'inizio dell'evo moderno, che oggi sembra rotolare velocemente verso un'era più oscura e problematica. Giampietro Stocco, che dell'ucronia è maestro, ci propone un biforcazione temporale nella quale i vichinghi, che storicamente sono stati i primi a raggiungere (ma non a starci per molto) il "Nuovo mondo" (2016, Delos Digital), sono riusciti a convivere con i nativi e fondare una Fratellanza di popoli. All'arrivo di Colombo, in questa versione della storia accompagnato da Leonardo da Vinci, gli abitanti delle nuove terre non sono quindi facili prede della furia coloniale ma sono in grado di contenere l'assalto dell'armata spagnola e delle potenze europee manovrate come burattini dal papa e tenute in riga dai suoi inquisitori.
Il romanzo si apre quasi come una semplice storia di avventura ma, capitolo dopo capitolo, acquista spessore e ci mette davanti donne e uomini di culture diverse che sono in grado di unirsi per opporsi a un'idea coloniale e costruire un mondo davvero nuovo e diverso da quello vecchio. Capaci perfino di arrivare al cuore del vecchio mondo e cambiarne il corso. Verso la fine della narrazione si preconizza che nel giro di pochi secoli il nuovo mondo potrebbe diventare una potenza mondiale, proprio come nel ramo temporale in cui ci troviamo e, proprio per il modo in cui il Nuovo mondo è nato, possiamo almeno sperare che lì l'umanità si possa costruire un futuro non contaminato da fanatismi di ogni tipo.
Onestamente non ricordo come avevo trovato la prima lettura del romanzo dell'autore. Sicuramente l'avevo preso perché appassionato di ucronie. Con questa rilettura posso dire Che l'autore ha impostato una storia credibile partendo dal'idea dei vichinghi una volta giunti in america ci prosperano. Stringendo: se vi piace il genere ucronico romanzo e autore consigliati.