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Spazio e spazialità nella poesia italiana del Novecento

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Spazio e spazialità nella poesia italiana.
Saggi critici su Franco Fortini, Eugenio Montale, Amelia Rosselli, Giuseppe Ungaretti.

Autori: Laura Incalcaterra McLoughlin, Mario Moroni, Marco Sonzogni, Erminia Passannanti, Mirella Scriboni, Fabrizio Podda, Thomas E. Peterson.


Nell’esperienza quotidiana, il termine spazio indica livelli diversi di referenza, dallo spazio astrale allo spazio abitativo, ma la consapevolezza dell’esistenza dello spazio nasce necessariamente da una percezione sensoriale dell’alterità, del dualismo io-altro e determina sia la nostra comprensione del mondo, sia le nostre modalità di organizzazione e classificazione di oggetti, persone e avvenimenti.1 Di conseguenza il linguaggio dello spazio esterna una serie di rapporti che non sono sempre e solo spaziali ma anche interpersonali, religiosi, politici, e cosí via.
In letteratura, nell’arte, nella musica, il modo di concepire lo spazio e di relazionarsi con esso rivela come l’artista viva questi rapporti con l’alterità, come viva il confronto con la trascendenza, cioè con tutto quello che sta al di là dell’orizzonte rappresentato dall’io. Culture diverse e momenti storici diversi hanno dato diverse interpretazioni semantiche alla nozione di spazio, unendole a concetti etici, morali, sociali specifici.

280 pages, Kindle Edition

Published November 3, 2013

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Laura McLoughlin

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