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L'orso buco

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Inutile chiedersi se all’esegeta delle favole di Giovanni Gandini si addica l’approccio psicanalitico alla Bruno Bettelheim o quello etnologico alla Vladimir Ja. Propp. La sconvolgente verità è che queste sedicenti «fables» o «fairy tales», questi supposti «contes de fées» sono ineffetti «storie», robuste storie camuffate da gentili, fiabeschi apologhi. A Gandini è sempre piaciuto raccontare, ricreare situazioni, accadimenti, personaggi. Solo che alla sua natura scettica e diffidente non sono congeniali i modi troppo letterali del realismo, le convinzioni assolute del narratore onnisciente. Se quel complesso oggetto che è Giovanni Gandini può essere definito, con una rozza, riduttiva approssimazione, un «eterno ragazzo», il Gandini narratore di questi racconti sarebbe addirittura un ragazzaccio. Un irriverente monello (altra espressione esecranda) appena uscito di corsa dalle scuole elementari di via Spiga a Milano, munito di fionda, trappole e altre armi improprie. Con una predisposizione insopprimibile all’affettuosa dissacrazione di tutto quanto i più assumono come normale e tranquillizzante.
Gandini scherza, e questo lo sappiamo da tempo in quanto nessuno meglio di lui fa esercizio permanente e proficuo di un innato, travolgente senso dell’umorismo. Ma scherza anche nell’accezione, tutta milanese, che vuole il verbo scherzare impiegato come se fosse anche verbo transitivo. Così Gandini «scherza», con garbo e comprensione, vizi, vezzi, costumi, abitudini, comportamenti, luoghi comuni, idee ricevute, fisse e preconcette dei suoi simili. Sottoponendoli volentieri a processi di metamorfosi che ne fanno animali o altre creature più o meno antropomorfe. In questo lo soccorre la padronanza totale dell’arte del fumetto e dell’illustrazione, della quale è da sempre cultore in proprio e autorità indiscussa. Solo sotto questo aspetto, forse, l’elemento fantastico rientra dalla proverbiale finestra a legittimare quella nozione di favola che ci siamo sforzati di smentire. Ma poi, per dirla con i nostri cugini inglesi: «Where is Ruth and where is Mabel, what is truth and what is fable?»
(Fabio Cavallone)

167 pages, Paperback

Published April 19, 2002

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