La lingua italiana ha una storia lunga molti secoli. Ha vissuto e vive tuttora nei pensieri e nelle parole di milioni di persone in Italia e nel mondo, prestandosi duttilmente, ma senza perdere la propria natura, a usi pratici e quotidiani, alle specializzazioni professionali e a monumenti letterari e artistici di impareggiabile bellezza. Questo libro intende accompagnare il lettore non specialista in un viaggio che renda visibili, attraverso un ricco corredo di immagini, le mille voci e i mille volti di coloro che nel corso del tempo hanno plasmato e poi reso vitale e creativa una delle lingue di cultura più apprezzate al mondo.
Luca Serianni è stato è stato un linguista, filologo e accademico italiano. Ha insegnato Storia della lingua italiana alla Sapienza-Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato «Il primo Ottocento. Dall’età giacobina all’Unità» (1989) e «Il secondo Ottocento. Dall’Unità alla prima guerra mondiale» (1990), nella serie diretta da Francesco Bruni «Storia della lingua italiana». Tra i suoi ultimi libri «Scritti sui banchi. L’italiano a scuola tra alunni e insegnanti» (con G. Benedetti; Carocci, 2009), «L’ora di italiano» (Laterza, nuova ed. 2012) e «Manuale di linguistica italiana» (con G. Antonelli; Bruno Mondadori, 2011). Il 18 luglio 2022 è stato investito da un'automobile a Ostia, non lontano dalla sua abitazione, mentre attraversava sulle strisce pedonali; ricoverato in coma irreversibile presso l'ospedale San Camillo di Roma, è deceduto tre giorni dopo.
Un viaggio nella lingua italiana, scritto in maniera semplice e accattivante, illustrato e diviso in sezioni funzionali. Dalla sua origine, allo sviluppo della lingua nazionale, dai termini stranieri entrati nel nostro vocabolario a quelli italiani dicentati parte delle lingue straniere.
Un testo che racconta con semplicità a chi, digiuno di linguistica, vuole scoprire qualcosa di più sulla sua lingua madre, ma per niente noioso per chi qualcosa già conosceva.
In meno di 200 pagine si piluccano chicchi di storia senza indigestioni, grazie ai costanti esempi proposti per ravvivare la narrazione didascalica. Sapevate che il sardo non è un dialetto ma una lingua? E che la parola autista è retaggio del regime fascista? Ma soprattutto, sapevate che la letteratura è stata fondamentale per la nascita dell’idioma nazionale? Intensificano l’esperienza di lettura delle belle illustrazioni, che supportano nella comprensione di concetti non facilmente assimilabili se si è alle prime armi con la materia. (Il resto della recensione su CulturaMente)
Una mostra trasformata in un libro? Anche se è una bella mostra, completa, chiara, aggiornata, no, mi dispiace, non funziona. Se conosci l’argomento, serve a poco. Se non lo conosci, manca una riflessione iniziale sul concetto di lingua in evoluzione e, più in generale, un inquadramento che organizzi sezioni e “pannelli”. Perché non farne un prodotto multimediale invece che un volume? Il capitolo più convincente mi sembra l’ultimo.