LE STELLE DEL SILENZIO Il primo dei due romanzi che offriamo in questo volume completa il ciclo di Morgan Chane, di cui abbiamo già presentato Il lupo dei cieli e I mondi chiusi nel n. 130 di "Urania Collezione". Nella sua nuova avventura (The World of the Starwolves, 1968), Chane si conferma l'asso della fuga e della pirateria nello spazio, ma anche il solido combattente nato sul pianeta Varna, che non tollera meschini e traditori.
LA STELLA DELLA VITA Kirk Hammond è solo. Lo hanno affidato a una macchina perfettissima, che non doveva sbagliare, che doveva portarlo fra le stelle e poi indietro, invece la macchina ha fallito. Così adesso Kirk vive le ultime ore della sua vita in attesa del funerale più solenne che sia mai stato tributato a un essere umano. E dire che laggiù, in fondo allo spazio dove lui sta morendo, c'è il segreto della stella più preziosa: quella che può garantire la vita per sempre.
Edmond Moore Hamilton was a popular author of science fiction stories and novels throughout the mid-twentieth century. Born in Youngstown, Ohio, he was raised there and in nearby New Castle, Pennsylvania. Something of a child prodigy, he graduated high school and started college (Westminster College, New Wilmington, Pennsylvania) at the age of 14--but washed out at 17. He was the Golden Age writer who worked on Batman, the Legion of Super-Heroes, and many sci-fi books.
"Stelle del silenzio e della vita" (Urania Collezione, 2017) raccoglie due romanzi di Edmond Hamilton. "Le stelle del silenzio" ("The World of the Starwolves", 1968; Trad. di Ugo Malaguti) completa la trilogia di "Morgan Chane, il Lupo dello Spazio", mentre "La stella della vita" ("The Star of Life, 1947; trad. di Mario Galli) è una storia autonoma.
Il primo romanzo è in linea con i due precedenti della trilogia del Lupo dello Spazio: stavolta la classica "quest" si allaccia al ritorno in patria di Chane e naturalmente le cose si fanno esplosive in un tripudio di battaglie spaziali, incursioni e faide. E la classica space opera, pur datata e se letta tenendone conto, continua a solleticare il nostro sense of wonder.
Il secondo romanzo, invece, ci porta ai primordi dell'esplorazione spaziale: Hammond è stato sparato nello spazio per una rivoluzione attorno alla luna e ritorno. Ma qualcosa è andato storto e Hammond va alla deriva. Solo che si "risveglia" diecimila anni dopo, naufrago sulla Terra, e si trova coinvolto nella lotta tra i sottomessi Hoomen e gli immortali Vramen. Pur non mancando di azione, esotici umanoidi e visioni extramondane, la sf avventurosa cede il posto alla super-scienza: al cuore di tutto le radiazioni misteriose della stella di Althar e il segreto dell'immortalità con i suoi pro e contro.
A contorno un articolo di Giuseppe Lippi su Edmond Hamilton, tra gli autori più rappresentativi della space opera in tutti i suoi aspetti, correndo la sua carriera dalla narrativa weird e pulp del primo ventesimo secolo fino alla seconda metà degli anni '70.