Facile da leggere e preciso nei contenuti, di struttura originale e non fossilizzato sulla "vecchia" meccanica quantistica, questo é un volumetto assai carino raccomandato per una prima introduzione alla fisica quantistica. I primi capitoli ripercorrono rapidamente ma rigorosamente l'introduzione e lo sviluppo della teoria sino essenzialmente alla cosiddetta interpretazione di Copenhagen, dopodiché si passa ad aspetti teorici piú di frontiera, come la relazione con la gravitá, la teoria delle stringhe e l'entanglement, e si conclude con aspetti applicativi che raramente sono trattati in questi contesti, in particolare le proprietá dell'acqua. L'autore dimostra ottima dimestichezza con la materia e correda ogni capitolo con interventi di esperti, con opinioni anche constrastanti. Il supporto di note é utile e offre molte referenze recenti in aggiunta alle classiche.
L'autore sembra condividere molti punti di vista di Bohr (in particolare afferma in piú punti che la meccanica quantistica si applica solo a scala atomica e subatomica, che ricorda la forzosa e vetusta distinzione tra macro e micro di Bohr appunto) e di fatto la sua interpretazione della teoria, e questo risulta un po' limitante in vista dei piú recenti e promettenti sviluppi nei fondamenti della teoria che purtroppo non vengono neanche menzionati (si accenna solamente alla teoria di de Broglie-Bohm come gradino tra EPR e il teorema di Bell). Altra leggera pecca sta nel dedicare l'ultimo capitolo alla "mente quantistica", in cui di fatto si menziona soltanto la discutibile ipotesi di Penrose-Hameroff dopo una lunga prolusione filosofica e psicologica.
Cio' nonostante, si tratta in generale di un'aggiunta molto benvenuta alla letteratura divulgativa italiana - che resta dominata dal capolavoro di Ghirardi per quanto riguarda la fisica quantistica - dedicata ad una teoria scientifica tanto potente e sconcertante quanto oggi ubiqua e in parte abusata.