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Cecità bianca

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«1…2…3…» Martin non fa altro che contare meccanicamente le teste intorno a sé, seduto alla sua scrivania, intrappolato tra pareti bianche. Conta e clicca, tutto il giorno, una testa tra tante altre teste dell’azienda per cui lavora e che non ricorda nemmeno quando e come ha iniziato quella interminabile routine. Una notte però qualcosa cambia. La routine si spezza, portando alla luce dettagli inquietanti su se stesso e sull’azienda. Cecità bianca è un racconto dove la scoperta di sé attraversa sentieri inesplorati e senza facili risposte.

44 pages, Paperback

Published October 1, 2017

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About the author

Ilaria Pasqua

18 books73 followers
Lettrice compulsiva, scrittrice appassionata, adoro i fantasy, i distopici e la fantascienza, ma non solo.
Le tre lune di Panopticon - Anime prigioniere e Il giardino degli aranci - Il Mondo di Nebbia sono il mio secondo e terzo romanzo, primi volumi di trilogie che sono stati pubblicati in una nuova versione riveduta e corretta rispettivamente da Lettere Animate Editore e Nativi Digitali Edizioni.
Il 17 ottobre è uscito, sempre per Nativi Digitali Edizioni, Il Mondo del Bosco, la seconda parte della trilogia Il giardino degli aranci.
Con il racconto "Drago da Taschino" ha vinto il concorso "Occhi di drago", tenuto da Gainsworth Publishing che l'ha inserito in un'antologia digitale uscita il 27 febbraio 2015.
Il 17 marzo 2015 il romanzo di ambientazione storica "Il nostro gioco" è stato pubblicato da Leucotea Edizioni in edizione cartacea e digitale.
Con Sad Dog Project è uscito il 7 dicembre 2015 il racconto "Danger", il 26 settembre 2016 "Verso la barriera" e il 1 ottobre 2017 "Cecità bianca", presentato a Stranimondi 2017.
Per Nativi Digitali Edizioni, la terza e conclusiva parte della trilogia Il giardino degli aranci, "Il confine dei mondi".
Il romanzo distopico Susan & Susan è uscito per Genesis Publishing il 30 settembre 2016.
Il racconto "La mano della società" è stato selezionato per l’antologia “Il Magazzino dei Mondi 3” pubblicata in digitale e cartaceo da Delos Books.
Il racconto "Tentacoli" è uscito per l'antologia Oltre, progetto curato con Sad Dog Project.
Per Scatole Parlanti (Gruppo Alter Ego Edizioni) è uscito l'8 febbraio 2019 "Bomb Man".
https://www.facebook.com/IlariaPasqua...

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Ellis ♥.
1,006 reviews10 followers
February 12, 2025
Recensione apparsa su Leggere Distopico!

Cecità bianca fa da apripista ad una nuova collana della Delos Digital: Dystopica; che si pone l’obiettivo di raccogliere racconti che scandaglino a fondo questo genere letterario ancora poco affermato in Italia.

In quello che sembra un normalissimo ufficio – circondati dal bianco - lavorano 147 persone, il compito che svolgono è apparentemente banale: cliccano. In mezzo all’atteggiamento un po’ blasé del collega che gli sta accanto, Martin inizia ad essere irrequieto, al limite del borderline, rovista nella sua memoria e comincia a porsi degli interrogativi decisamente scomodi.
Il bianco che, di solito, assume una connotazione rassicurante perché il bianco altro non è che luce, qui si veste di un nuovo significato e diventa a dir poco opprimente; si tratta di una sensazione intensificata dalla piena consapevolezza del trovarci in un ambiente che di benefico ha ben poco, nonostante sia palese l’avanzata del progresso tecnologico.

Ilaria Pasqua si serve di questa realtà distopica per raccontarci anche della sfiancante cultura del lavoro, di quella ripetitività delle mansioni, quasi robotica, che a lungo andare annienta l’uomo e il pensiero autonomo. Quel “click click” ricorrente è l’unico suono a riecheggiare tra quelle bianchissime mura, non c’è interazione con gli altri 146 colleghi lì presenti a parte delle frasi di circostanza reiterate a mo’ di copione.
C’è l’urgenza di sapere la verità. Cosa si nasconde dietro quelle candide mura? È un racconto che si risolve in poche pagine, ma per riuscire ad apprezzarlo al meglio bisogna mettersi nell’ottica di questa nivea e criptica atmosfera. Anche se sono appena accennate, si individuano subito fragilità e meschinità degli esseri umani.
Il titolo è decisamente risolutivo: la cecità vera è quella dell’anima, quando non riusciamo a vedere l’inumanità posto dinanzi ai nostri occhi.

Profile Image for Losart.
3 reviews7 followers
October 24, 2017
Cecità bianca è un racconto assordante come solo il silenzio sa essere. E come la copertina del resto suggerisce. Avete presente le atmosfere del film The Island e comunque di altre storie in cui la distopia si tinge di asettico? In cui il protagonista è prigioniero di un qualcosa più grande di lui e fatica a rendersene conto? Se vi piace il genere questo racconto non vi deluderà.
Profile Image for Diego Tonini.
Author 17 books37 followers
October 30, 2017
un bel racconto alienante e onirico come Ilaria sa scrivere, una storia che è un turbine tra incubo e realtà, e poi dentro un'altra realtà.
Poche pagine che portano gli Echi di 1984, The Island e Inception, una storia in cui il bianco diventa il più cupo dei colori.
Si legge velocemente, ma rimane incastonato nello stomaco con una forza impressionante.
Profile Image for Caterina Franciosi.
332 reviews4 followers
December 5, 2020
LE RECENSIONI DE IL SALOTTO LETTERARIO
Immaginate di trovarvi prigionieri di una vita in cui fate un lavoro ripetitivo, un click dopo l’altro, tutti uguali.
Non distrarti.
Non pensare.
Immaginate di vedere sempre le stesse persone e di svolgere sempre le medesime azioni; ogni giorno è uguale al precedente e ogni istante della vostra giornata ha una collocazione precisa: vi alzate, vi recate a lavoro, poi la pausa, poi di nuovo a lavoro, poi un’altra pausa, infine il rientro a casa e il sonno. Un sonno bello, pieno di immagini colorate e nitide, pieno di una vita che non è la vostra. Poi vi risvegliate e tutto ricomincia, come in un loop senza fine.
Beh, mi sono detta, mica tanto diverso dalla vita che fa l’uomo moderno, dopo tutto!
Beh… no.
Nel senso che, se pensate di fare una vita a tratti monotona e magari a volte anche un po’ angosciante, beh se leggete questo racconto lungo pubblicato da Delos Digital nella collana Dystopica, vi renderete conto che in realtà non è così!
"Cecità Bianca" è questo: è angoscia, è vuoto, ma è anche la sicurezza di un qualcosa che è sempre uguale a sé stesso e che, col tempo, finisce per essere rassicurante. Finirete per sentirvi protetti, dopotutto.
Almeno fino a che funzionate. Fino a che non pensate. Fino a che non sognate e non desiderate continuare quel sogno anche nella realtà.
Ilaria Pasqua tratteggia una realtà distopica che può dare adito a diverse interpretazioni, perché, in fondo, lei non ne da nessuna: è il lettore a decidere ciò che vede – o che vuole vedere – in quel bianco.
Martin non ha veri amici – a parte le brevi frasi di rito che scambia col collega Frankie. Martin non ha una vera vita, appartiene alla sua azienda. Non sappiamo neppure che lavoro svolge, precisamente, Martin, sappiamo solo che la sua giornata è piena di click che si ripetono a un ritmo preciso e che si fondono con quelli degli altri, centoquarantasei per la precisione, e Martin li conta ogni giorno.

«Lavora, sennò ti licenzieranno.»
«Chiudi gli occhi.»

Non guardare.
Non pensare.
Stai pensando?
Tutti, prima o poi, abbiamo un Frankie che ci riporta alla realtà, ai doveri, a quello che è giusto fare.
Non tutti, però, abbiamo un Frankie che rischia la vita per noi. Che ci difende, anche a costo di mettere in pericolo sé stesso.
Non sappiamo chi era Martin prima di entrare in quell’azienda tutta bianca dove i click si ripetono all’infinito, ma intuiamo che qualcuno ha scelto quella vita per lui.

«Martin lavora bene. Fa guadagnare parecchio.»
«Per questo la famiglia di riferimento potrebbe permettersi una barca.»

Fino a che Martin diventa difettoso. E tutto quel bianco è troppo bianco, perché lui vorrebbe vedere i colori. E mangiare quel gelato che ha visto in sogno, e correre su quella spiaggia. Uscire fuori, ma dove?

«Dove eri?» Gli chiese sollevato, sorpreso che si trovasse proprio lì, a sbarrargli la strada. D’altronde lo aveva sempre fatto.
«Dove vai?» Domandò in risposta, con gli occhi inespressivi.
«Fuori.»
«Non c’è niente fuori.» Stringeva il bicchiere di frullato con la mano vacillante, se ne stava però saldo sulla sua posizione. Glielo allungò, «è buono.»
Martin si sentì preso dal panico, lo scagliò via senza nemmeno pensare, non lo voleva più davanti agli occhi. Il bicchiere fece un volo di due metri e sparì nel bianco come se lo avesse assorbito, un sasso lanciato in un mare di latte.

Ecco, il difetto dei racconti, un po’ tutti, almeno per me: è che finiscono sempre sul più bello. Cioè ora io vorrei sapere di preciso cosa ci faceva Martin in quell’azienda tutta bianca, e chi lo aveva messo lì. Era del tutto umano? Era sposato? Aveva una famiglia? E i “puntini neri” chi sono?
Ci sono quei tre graffi verticali sotto al suo nome, affisso sulla porta della sua stanza…
Perché questo è il difetto, "Cecità Bianca" finisce troppo presto. Ma d’altronde è un racconto lungo e questo ci si dovrebbe aspettare.

«Non c’è niente fuori.»

Siamo un po’ noi, Martin?

Recensione completa: https://salottoletterario20.blogspot....
Profile Image for Mario Pacchiarotti.
Author 9 books33 followers
October 31, 2017
Un racconto come piace a me, nello stile tipico di Ilaria. C'é sempre un'atmosfera particolare, un'angoscia esistenziale, la ricerca della verità, nelle storie che scrive. Qui si finisce la lettura dopo aver attraversato queste emozioni, senza aver capito bene come o perché. diverse interpretazioni sono possibili, nessuna è rassicurante. Bello, mi ha colpito.
Profile Image for Luca Morandi.
519 reviews12 followers
February 7, 2022
Libro interessante, di sicuro lascia una forte impressione.
Chi è, cosa fa, dove è?
Tutte domande senza risposta reale ma che ti rimangono nella mente mentre leggi
Profile Image for Cronache di Betelgeuse.
1,041 reviews
August 23, 2025
Recensione pubblicata su Cronache di Betelgeuse

Cecità bianca di Ilaria Pasqua ci conduce in un universo narrativo dove il bianco, tradizionalmente simbolo di purezza, si trasforma in una presenza opprimente e alienante, in un’assenza di colori che riflette l’assenza di vita e individualità.

La narrazione si concentra su Martin, protagonista intrappolato in un’esistenza ciclica dove la sua vita si svolge interamente all’interno di un ufficio asettico e accecante. La sua routine quotidiana è ridotta a un compito meccanico e ripetitivo: “conta e clicca”, un’azione che svolge senza sosta, senza nemmeno ricordare come o quando abbia iniziato a lavorare per l’azienda che di fatto possiede la sua esistenza. Accanto a lui troviamo Frankie, collega che incarna la rassegnazione al sistema attraverso interazioni limitate a scambi rituali e frasi di circostanza, creando un contrasto interessante tra la nascente inquietudine di Martin e l’accettazione passiva dell’ambiente circostante.

La routine di Martin è scandita da ritmi precisi e immutabili: sveglia, lavoro, pausa, lavoro, un’altra pausa, ritorno a casa e sonno. Tuttavia, durante la notte sperimenta sogni vividi e colorati che rappresentano una vita che non gli appartiene ma che desidera ardentemente. Questo contrasto tra la monotonia diurna e la ricchezza onirica notturna costituisce uno degli elementi più significativi della narrazione, evidenziando come la critica all’omologazione e all’alienazione lavorativa possa essere applicata a diversi contesti sociali.

Il punto di svolta si verifica quando questa routine si spezza. Un evento notturno non specificato porta alla luce dettagli inquietanti su se stesso e sull’azienda, innescando in Martin un processo di scoperta di sé che lo costringe a confrontarsi con la natura della sua realtà. Questo percorso di risveglio è descritto come un sentiero inesplorato e privo di risposte facili, dove il protagonista passa da uno stato di “cecità” metaforica a una dolorosa ma necessaria apertura degli occhi sulla propria condizione.

L’autrice crea deliberatamente un senso di disorientamento che ci coinvolge nello stato di confusione e angoscia del protagonista. La costruzione del mondo è volutamente vaga, senza spiegazioni dettagliate sul funzionamento della società o dell’azienda, lasciando che sia il lettore a colmare gli spazi vuoti e a riflettere sul significato di quel “bianco” opprimente.

La critica al mondo del lavoro contemporaneo emerge con forza particolare, rappresentando una chiara metafora dell’estremizzazione della routine quotidiana dove non si percepisce più la differenza tra uomo e macchina. Il racconto esplora come un ambiente controllato e omologato possa diventare una prigione per l’individuo, toccando nervi scoperti della società attuale attraverso temi di alienazione, spersonalizzazione e claustrofobia societaria.

Cecità bianca si configura quindi come un racconto che riesce a essere efficace nel costruire un mondo che, pur nella sua apparente semplicità, solleva questioni complesse su identità, controllo sociale e resistenza individuale.
Displaying 1 - 8 of 8 reviews

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