La povertà estrema è negli Stati Uniti parte integrante della fisionomia della società e addirittura del paesaggio urbano. Mentre ciò comincia a radicarsi anche in Italia è utile osservare come il fenomeno è governato in quella società, che da tempo anticipa i nostri modi di pensare, di vivere, di organizzarci. Su questo aspetto indaga il libro, descrivendo una realtà sconvolgente nella quale il diritto non si accontenta di contribuire alla creazione del povero ma gli si accanisce contro e lo colpisce attraverso lo strumento penale, trattandolo sempre più come un nemico da sconfiggere.
I libri di piccole dimensioni hanno spesso un grande merito, aprirci gli occhi su un aspetto importante della vita, della società che ci circonda, con poche parole ma concise e dirette. Sono il suono di una sveglia che non possiamo ignorare dicendoci impossibilitati a leggere un libro che ci porterebbe via troppo tempo. "Guai ai poveri" si legge rapidamente e invito chiunque a farlo.
Perchè esistono ancora i poveri nei ricchissimi Stati Uniti d'America? Anzi, perchè il loro numero continua ad aumentare? La risposta è prima di tutto politica, e l'autrice arriva alle stesse conclusioni di Piketty ne "Il Capitale nel XXI secolo" (d'altronde sono conclusioni più che condivisibili). Non solo, spiegando i guasti della globalizzazione mostra chiaramente come i poveri, i senza casa, purtroppo sono spesso persone che lavorano regolarmente e si fanno il mazzo, però a una paga da fame. Il libro continua poi con il cambio radicale di ottica politica e sociale degli USA negli ultimi vent'anni del XX secolo; voglio riassumerlo in una parola sola: Raccapricciante! Non ci sono solo i gialli o i thriller ad alzare la tensione nel lettore, anche i buoni libri sul mondo reale, come questo, sono capaci di farlo.
"Guai ai poveri" è un testo molto ben documentato e per certi versi illuminante sull'andamento della povertà negli Stati Uniti e sui fattori giuridici, politici e sociali che ne determinano l'evoluzione quantitativa e qualitativa.
Anche se l'autrice ci descrive con dovizia di fonti e documenti la situazione degli Stati Uniti, ritengo che questo libro riguardi tutto il mondo occidentale: dato che gli USA sono anticipatori (spesso: creatori) dei cambiamenti che avvengono nella nostra società, possiamo avere un' idea di ciò che ci aspetta (e la crescita impetuosa della povertà in Italia e l'aumento delle disuguaglianze sono due segnali molto chiari).
Aggiungo che questo libro invita a riflettere su cosa proviamo nei riguardi della povertà e dei poveri: "se la sono cercata?", "non sono capaci di farsi strada nella vita?", solo per citare alcune semplici domande.
"Guai ai poveri", a mio parere, è un testo che andrebbe letto da chiunque si interroghi se il sistema economico in cui viviamo sia l'unico possibile o sia alla ricerca di un nuovo paradigma. Infatti, come scrive l'autrice - docente di Sistemi giuridici comparati all'Università del Piemonte Orientale- "La povertà è la conseguenza di precise decisioni politico-giuridiche" ovvero di un sistema politico-giuridico diretto dall'economia, di essa schiavo invece che padrone, tendente a perpetuare se stesso, anzi a favorire chi è già ricco. In sintesi: un sistema spietato verso i più deboli, ma accondiscendente e bonario con i più forti.