In un sito prestorico o protostorico, la ceramica viene spesso considerata dagli archeologi come la classe di dati più importante, in quanto reperto più diffuso. Presso le comunità tradizionali, il continuo processo di fabbricazione, rottura, riciclaggio di vasi e l'abbandono nel terreno di pezzi di vasellame determinano la creazione, nei depositi di scavo, di un archivio di testimonianze indeperibili che registrano fedelmente il variare nel tempo di mode, funzioni tecniche e simboli. Ma che cosa significava la ceramica per le società antiche? Che cosa raccontano di queste civiltà le figurazioni e le decorazioni dei vasi ritrovati? Quali erano le tecniche utilizzate? Il libro risponde a questi interrogativi, sottolineando l'importanza della ceramica in archeologia nel ricostruire il passato di antiche società.
Avevo acquistato questo volumetto perché, durante uno scavo dove lavoro, gli archeologi intervenuti avevano rinvenuto prima una fornacetta per ceramiche del V sec. a.C. poi una sorgente sacra, chiusa volutamente, del VII-VI sec. a.C., poi i resti di un cimitero del I sec. d.C. Volevo capirne un poco di più sulla ceramica ritrovata e sulla ceramica in generale. La collana de Le Bussole in genere è un buon inizio, e anche questo volume lo conferma. Ovviamente non c'è tutto quello che cercavo, e molte delle cose che spiega vanno un poco al di là dei miei interessi (ma non troppo) ma nel complesso è stata una lettura utile e istruttiva. 3 stelle e mezza.