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Bulle da morire

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"Ho appena iniziato la mia prima estate dopo la prima liceo... Mi rendo conto solo ora di aver sbagliato tutto."

Primo anno di liceo. Stefania e Giada sono migliori amiche e compagne di banco da sempre. Giada è una ragazza mite, introversa, amante della natura, che adora passare il tempo libero in campagna, nella stalla di suo nonno. Forse è per questo che Eli e Bea, considerate le più belle della scuola, iniziano a prenderla in giro e a emarginarla. Stefania se ne rende conto, si sente in colpa nei confronti dell’amica ma non vuole essere tagliata fuori dal gruppo. Così decide di ubbidire alle due “cattive” e di ignorare Giada. Una scelta che la tormenta, una scelta quasi obbligata. Stefania entra a far parte del trio insieme a Eli e a Bea, inizia a truccarsi, a postare selfie ammiccanti sui social e si trasforma giorno dopo giorno in un clone delle due bulle. Finché una sera, in discoteca, la situazione precipita...

160 pages, Paperback

Published September 28, 2017

3 people are currently reading
34 people want to read

About the author

Emanuela Da Ros

19 books2 followers
Emanuela Da Ros (Vittorio Veneto, 1959) è una giornalista, docente e scrittrice italiana. Il suo esordio nel mondo della letteratura per ragazzi avviene nel 2000 quando vince il premio Pippi Calzelunghe alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna. L’anno successivo Feltrinelli pubblica Il giornalino Larry (tradotto in Germania da Dressler Verlag), nel 2007 Io voglio e, nel 2015, La storia di Marinella. Una bambina del Vajont. Nel 2012 è uscito per Gribaudo Io faccio quello che voglio!

Emanuela Da Ros è attualmente la direttrice del giornale “Quindicinale” e del quotidiano online oggitreviso.it.

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Community Reviews

5 stars
10 (11%)
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20 (22%)
3 stars
25 (28%)
2 stars
21 (23%)
1 star
13 (14%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Federica Talamo.
498 reviews23 followers
April 18, 2024
Ho trovato il libro eccessivamente superficiale e diseducativo. La protagonista diventa una vera e propria bulla, e poi si ritiene colpevole solo di "omertà", non muovendo un dito per denunciare le bulle che hanno commesso dei REATI che vanno sulla FEDINA PENALE. Ciò che forse è anche peggio è che la protagonista si rende conto tutto il tempo di star commettendo un errore dopo l'altro, ma vive nel sonno della mente e continua a non fare nulla. Infatti neanche nel finale si accenna ad una punizione qualsiasi per le bulle o per la protagonista stessa (che è una completa deficiente).
Inaccettabile.
Infine, un altro problema è che l'autrice fa dei penosi tentativi di adattarsi al linguaggio dei giovani, con risultati terrificanti.
In definitiva, si poteva fare di meglio.
Profile Image for ReginLaRadiosa.
505 reviews24 followers
September 29, 2017
È il primo anno di liceo per Stefania e Giada, amiche da sempre. Il liceo artistico è una nuova avventura da affrontare insieme, dividendo lo stesso banco come sempre. Purtroppo in un giorno qualunque di inizio anno, Giada viene presa di mira da due ragazze della classe perché vedono nella loro compagna una ragazza indifesa, diversa e soprattutto una ragazza incurante dell’opinione altrui.

Una mattina qualunque di una settimana qualunque, Elisabetta e Beatrice hanno iniziato a prenderla in giro.

Quello che inizia con battute, frecciatine sul modo di vestire, sull’odore di campagna che Giada si porta dietro diventa ben presto qualcosa di più in un crescendo sempre più veloce e terribile. Nel loro processo di alienazione coinvolgono anche Stefania che si ritrova costretta a scegliere tra la sua migliore amica e l’omologazione, il sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Eli e Bea mi stavano costringendo a scegliere tra Giada e il resto della classe. Perché avrei dovuto accontentarmi di Giada? D’accordo: era la mia quasi migliore amica di sempre, ma non mi andava di essere fuori dal gruppo.

Stefania si ritrova così in un vortice di eventi, bugie e situazioni che, una dopo l’altra, le sfuggono di mano ma imperterrita si ostina a soffocare la sua coscienza per seguire la propria codardia.

Emanuela Da Ros ci regala un romanzo breve che evidenzia quanto il bullismo sia diventanto un problema reale, fisico e incontenibile.

Lo stile dell’autrice è perfettamente adeguato alla voce narrante di Stefania: irriverente, semplice e diretto. Uno stile che dona un tocco in più alla caratterizzazione della protagonista.

Il seguito è palloso. Ma neanche tanto. Noi tre, quasi allo scoccare della mezzanotte, con un tappeto arrotolato sotto il braccio, raggiungiamo in fila indiana la lavnaderia a gettoni. I fari di qualche auto di passaggio illuminano un marciapiede inumidito dalla guazza della sera.
[..] Mi viene in mente un film di Hitchcock, ma sono troppo rinco per ricordarmi titolo e trama.


Stefania è l’altra faccia delle vittime del bullismo: è la figura che sta dietro le quinte, colei che si lascia coinvolgere pur di non restare fuori dal gruppo. A un certo punto della narrazione, la protagonista stessa si rende conto di ritrovarsi a vivere tre vite: quella famigliare, quella che interpreta per restare nel gruppo e quella nella sua testa in cui domande e sensi di colpa si rincorrono senza fiato.

La mia terza vita, quella silenziosa, in realtà faceva un baccano del diavolo. Ma nessuno, a parte me, ne sentiva l’eco.

Nonostante sia la vittima, Giada è un personaggio più defilato eppure colei che ho apprezzato di più. Inizialmente è incurante delle angherie che subisce perché trova conforto nella certezza che Stefania è sempre la sua migliore amica ma quando Stefania si allontanerà in maniera sempre più evidente anche Giada dovrà venire a patti con la situazione.
Eppure non si arrende: perdona, guarisce, rassicura e combatte. Continua a sperare in qualcosa di più bello.

Oltre le vicende principali possiamo notare il ruolo degli insegnanti, quello dei genitori assenti.. ci sono tante sfaccettature in questa storia e proprio per questo motivo può essere letta da diverse fasce di età.

Emanuela Da Ros in modo delicato eppure graffiante spinge l’attenzione su un tema importante senza usare toni paternalistici o di rimprovero.

Per questo motivo spero che “Bulle da morire” arrivi anche ai più giovani perché potranno trovare una storia di bullismo, riscatto e soprattutto speranza.
Profile Image for Nico.
80 reviews
November 6, 2020
It was okay. Nothint extraordinary, but highlights bullying and the consequences.
26 reviews
July 11, 2023
(2.5 stelle)
Il libro non è sicuramente nel mio target (18 anni) l'ho letto insieme a delle mie amiche sperando che fosse un libro trash per passare un po'il tempo. Il libro è scorrevole e divertente, ho trovato un po'assurdo il modo di parlare e pensare della protagonista perché non trovo che i ragazzi o ragazze della sua età parlino così ma ci può stare.
Il libro sicuramente non è adatto alla mia età ma trovo comunque che i temi trattati, principalmente il bullismo, non vengano spiegati bene. Solitamente in un libro del genere mi aspetterei una qualche morale molto forte per educare i bambini che lo leggono. Durante la lettura del libro la protagonista risulta antipatica e quasi cattiva quindi ho trovato il libro anche un po'originale nonostante la sua trama super prevedibile. Alla fine il libro prende una piega inaspettata e per una persona come me che può capire gli effetti degli eventi che si trattano è un conto ma trovo che non sia adatto a dei giovani ragazzi che magari passano quello di cui il libro tratta. Durante il libro la protagonista la passa sempre liscia e nonostante siano eli e bea a obbligare tutti a escludere giada anche la protagonista ci mette del suo in quello che fa e non si redime mai, non prende mai le sue responsabilità ecc. Diciamo che fa il doppio gioco quando le conviene. Nonostante tutto la lettura è stata piacevole
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sorairo.
896 reviews1 follower
April 17, 2018
Un inedito punto di vista del bullismo. Protagonista saranno le bulle, o, meglio, la pecora.
Ebbene sì, la voce narrante è quella della cattiva, ma di quella che segue la massa chiedendosi poi perchè ed al contempo non smettendo di farlo. Quella che butta alle ortiche un'amicizia secolare per delle oche griffate e guardate da tutti. Perchè è questo che fa Stefania, amica di Giada, quest'ultima la vittima di Eli e Bea, le fighett della prima.
La vittima resta sullo sfondo, reagendo ben poco. Resta vero che senza la sua voce è impossibile azzardare più di qualche supposizione su quel che pensa.
Questo libro si legge senza difficoltà ed ha anche un linguaggio forbito o comunque semplice ed al contempo curato.
Per i ragazzi è certamente un libro di utile lettura da cui si possono trarre molti insegnamenti. Spero giusti.

La recensione completa qui:
http://madeforbooks.blogspot.it/2018/...
Profile Image for Ambra.
5 reviews
January 3, 2022
Premesso che è un libro per ragazzi e ho dovuto leggerlo per lavoro (insegnate di sostegno), quindi la mia non è la fascia di età di riferimento, ho trovato il libro molto banale. La protagonista passa il tempo a rendersi conto che commette degli errori e, niente, basta, finisce lì la sua introspezione. Al massimo la sentiamo dire "Non capisco perché lo faccio". Cambia dal giorno alla notte e di fronte a un crimine non batte ciglio (dopo aver già tradito l'amica di nuovo pensa a sé, tralasciando di fare la cosa giusta). Le bulle in questione, citate nel titolo, arrivano a commettere un crimine e la passano liscia, neanche si intuisce che possa esserci una specie di giustizia o una punizione di qualche sorta. Non ho ben capito cosa volesse dire l'autrice di questo libro.
Profile Image for Lucia.
179 reviews3 followers
March 4, 2023
In alcuni punti straziante ma sono rimasta davvero perplessa per il fatto che la protagonista/voce narrante non divenga mai davvero consapevole delle proprie responsabilità e che fatti di una gravità impressionante rimangano del tutto impuniti. La vittima, poi, resta lì sulla sfondo, quel che davvero possa aver provato, cosa quei mesi abbiano significato per lei viene a malapena accennato.
Non penso che lo consiglierei ai miei alunni, proprio perché situazioni tanto complesse vengono in qualche modo banalizzate e non è detto che un adolescente abbia già gli strumenti per comprenderle a fondo. Piuttosto, un testo del genere potrebbe essere letto in classe e discusso insieme.
22 reviews
June 17, 2025
Una sera vanno in discoteca Stefania, Elisabetta e Beatrice e trovano gli amici maschi che le avevano invitate.
Stefania si ubriaca e ad un certo punto arriva il messaggio di giada che dice che vuole fare pace. Beatrice le prende il telefono e Stefania per riprenderselo lo butta per terra e il telefono va rotto. Stefania insulta beatrice e Elisabetta.
Tornando a casa passò per il centro commerciale e trovo tre macchine che la volevano stuprare ma lei scappo.
Ad un certo punto si trovi nel quartiere di giada e andò a casa sua, dove vide mamma di giada che la invito ad entrare ed andare da Giada, la quale si svegliò ed esclamò di gioia.
Stefania le racconto della serata a giada le fece chiamare i suoi genitori per tranquillizzarli.
Giada aveva un appuntamento con un David e quando va al parco per incontrarlo non vede nessuno. Chiama Stefania e glielo dice e così lei esce di casa e vede che Elisabetta, beatrice e altre tre la stanno menando e chiede ad una macchina dove c'erano i quattro ragazzi di portarla lì. Tra essi c'era anche remo e che dice di chiamarsi David e infatti ERA TUTTI UNA TRAPPOLA
Profile Image for Piccolo_angolo_di_lettura.
36 reviews6 followers
June 16, 2023
Questo libro tratta di tematiche molto importanti: il bullismo, l'amicizia, la famiglia, l'adolescenza e l'influenza della società sui ragazzi. Temi che, secondo me, vengono affrontati molto bene.
Mi è piaciuto molto che la storia non è dal punto di vista di Giada ma da quello di Stefania, l'amica diventata poi bulla.
Nonostante questo il personaggio di Stefania non mi è piaciuto per niente, non ho mai capito veramente le sue azioni, e nemmeno lei sa spiegare perché si comporta così.
La scrittura è molto scorrevole e penso che questo sia un libro perfetto da far leggere nelle scuole, dopotutto è così che l'ho conosciuto. Le tematiche presenti vengono trattate molto bene e ammetto di essermi commossa per il finale perché Giada ha perso la sua unica amica e Stefania mi faceva veramente pena.
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