C'è una bambina sola che non vuole guardare in faccia la realtà, il fatto che i suoi genitori sono stati portati via dalle bombe, e cerca in chi è rimasto il nonno e il cane - un'ancora a cui aggrapparsi in un momento troppo difficile. E c'è una mamma che da un mondo sospeso tra terra e cielo parla con la sua piccola, la sostiene, la spinge verso nuovi legami, che possano renderla forte e aiutarla ad andare avanti. Prefazione di Antonio Faeti. Età di da 7 anni.
Beatrice Masini è una giornalista, traduttrice e scrittrice italiana.
Ha vinto il Premio Pippi con Signore e Signorine - Elsa Morante Ragazzi per La spada e il cuore - Donne della Bibbia e il Premio Andersen - Il mondo dell'infanzia come miglior autore.
È anche conosciuta per aver tradotto i libri della saga di Harry Potter della scrittrice britannica J. K. Rowling per la versione italiana distribuita dall' Adriano Salani.
Trovare le parole per recensire questa toccante storia è davvero molto difficile. Ho finito il libro qualche giorno fa, ma è come se la mia testa e il mio cuore fossero ancora incatenati tra le sue pagine, rimbalzando tra i capitoli che, dando voce a una mamma e alla sua bambina, raccontano una storia d'amore: non l'amore per una moglie o un marito, non l'amore per un fidanzato o per la famiglia, no... l'Amore, quello puro e incondizionato tra una madre e una figlia, legate da un legame invisibile e indissolubile, che neanche la morte è capace di spezzare. Credo di aver apprezzato così tanto questo libro perché, per una volta, ho seguito il mio istinto e l'ho lasciato sullo scaffale in attesa del momento giusto. Adesso che sono diventata mamma da relativamente poco capisco quanto davvero questa storia sia profonda e ingiusta, tanto triste da togliere il fiato, ma al tempo stesso dolce e meravigliosa. Più che un libro, o una storia da leggere, Se è una bambina è un percorso che il lettore fa, avanzando passo per passo al fianco delle due protagoniste, soffrendo ed emozionandosi con loro ad ogni pagina. Uno stile semplice e lineare adatto ai bambini, ma che apprezzeranno molto anche gli adulti, è impossibile restare indifferenti davanti a questo libro. A inizio lettura, lo ammetto, sono stata invasa da una strana sensazione, un misto di angoscia e disagio che mi ha costretta più volte a chiudere il libro per qualche istante... solo a fine lettura ho capito cos'era davvero quella sensazione: consapevolezza. Mi sono resa conto di quanto sono fortunata a poter stringere il mio bimbo ogni volta che voglio, e di quanto sia importante non dare mai niente per scontato... la vita ci regala attimi meravigliosi, sta a noi non lasciarceli sfuggire, anche nelle giornate in cui tutto sembra andare storto si può catturare un istante di felicità. Sinceramente non so come avrei reagito davanti a questo libro se lo avessi letto da bambina (l'età indicata è dai 7 anni in su), forse ne sarei rimasta turbata o non ne avrei capito la profondità. Sono felice di averlo letto da adulta, ma la morte dei genitori è un tema che viene affrontato troppo poco, ed è quindi importante che letture come questa siano indirizzate anche ai più piccoli. Una storia che fa sorridere, che fa piangere ma, soprattutto, che fa crescere e guardare con occhi diversi la vita.
Perdere un genitore è una delle esperienze più traumatiche della vita. Soprattutto se sei una bambina di 7 anni e attorno a te c’è la guerra. E così finisci in un collegio, circondata da compagne capricciose e suore austere, mentre la tua testolina esplode di domande che non hanno risposta. “Se è un bambina” è il dialogo commuovente fra una bambina e la sua mamma, volata in cielo. Le pagine in cui la bimba prende parola riproducono fedelmente i suoi pensieri “da piccola”, un lessico immediato, l’assenza di punteggiatura, un flusso ininterrotto di frasi e momenti di curiosità, ribellione, anche tristezza. Una bimba che pian piano è costretta a diventare grande. Le pagine in cui la madre le risponde sono marcate da dolcezza e profonda nostalgia, quella di chi se n’è andato via all’improvviso e troppo in fretta, e non può più riabbracciare chi vuole. Tristissimo e veloce, si manda giù come un bicchiere di acqua amara. E per chi ha perso qualcuno di importante nella vita, è come darsi una pugnalata nel ventre. Le ultime pagine, quelle in cui la bimba va a trovare la madre al cimitero e ci fa capire di avere capito, le ho lette con la mano proprio sul ventre, per impedire alle mie lacrime di fuoriuscire come una fontana.
Bello ma tristissimo, non lo farei mai leggere a un bambino. Un doppio monologo tra la madre (morta) e la figlia che ancora non si rende conto che la madre non tornerà
Letto da piccolina quando ero alle elementari, mi ricordo che me lo suggerì la maestra.. Dopo tutti questi anni rimane tra i migliori libri mai letti.. Mi ha cambiato.. Ed ho pianto!