Luigi Pirandello; Agrigento (28 June 1867 – Rome 10 December 1936) was an Italian dramatist, novelist, poet, and short story writer whose greatest contributions were his plays.
He was awarded the 1934 Nobel Prize in Literature for "his bold and ingenious revival of dramatic and scenic art"
Pirandello's works include novels, hundreds of short stories, and about 40 plays, some of which are written in Sicilian. Pirandello's tragic farces are often seen as forerunners of the Theatre of the Absurd.
"Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché son vere. All'opposto di quelle dell'arte che, per parer vere, hanno bisogno d'esser verosimili Un caso della vita può essere assurdo; un'opera d'arte, se è opera d'arte, no. Ne segue che tacciare d'assurdità e inverosimiglianza, in nome della vita, un'opera d'arte è balordaggine"
Così Pirandello, stizzatamente - ma a buona ragione! -, si rivolge, nel testo d'appendice integrato nella ristampa ventennale del "Fu Mattia Pascal", nei confronti di tutta quella cerchia di critici che reiteratamente avevano giudicato la sua opera insufficiente e avevano ritenuto questa priva d'alcuna sussistenza, d'alcuna attinenza con la realtà, per i casi particolarissimi!, speciosissimi!, che egli era solito portare all'interno delle sue rappresentazioni, - e non avevano ancora la minima idea a cosa sarebbero stati messi di fronte quegli altri, a solo qualche anno di distanza, con la pubblicazione di "Uno, Nessuno e Centomila"...! - al fianco delle concettualizzazioni bizzarre ed astruse, le riflessioni cerebrali e paradossali presentate col tramite del ricorrente "Raisonneur", personaggio, solitamente protagonista, dotato più d'ogni altro, all'interno del mondo nel quale si trova ad interagire con gli altri, di lucide capacità di osservazione e giudizio ma che, purtuttavia, rimane schiacciato, inevitabilmente, dalla catena di eventi che gli piomba sul capo inesorabile, dall'effetto delle sue stesse macchinazioni, dall'inaggirabilità delle condizioni imposte dell'Esistenza.
Tale è, in una certa misura, Mattia Pascal - o sarebbe meglio definirlo Adriano Meis? -, protagonista del romanzo - quasi omonimo - "Il fu Mattia Pascal".
Trama
Mattia Pascal, costretto allo sposalizio con una donna per un malinteso ed un garbuglio, cadrà in un susseguirsi vorticoso di eventi tragici che si abbattono l'uno appresso a un altro, senza alcuna tregua, sulla sua esistenza: Il matrimonio insoddisfacente, la suocera scorbutica, sgradevole e insostenibile presenza all'interno della casa, e poi, la morte avvenuta lo stesso giorno della figlia e della madre, unico conforto rimastogli a quella vita ormai sempre più amara e insostenibile. Scevro d'ogni ragion d'essere e pieno fino al collo di ciò cui l'esistenza l'aveva destinato (o potremmo, noi, meglio osservare, a cui egli stesso s' era in qualche modo, destinato), con i soldi inviatigli dal fratello Berto per garantire una dignitosa sepoltura alla madre, deciderà di scappare temporaneamente dalla sua Miragno, e dalle "sue" altre due donne, suocera e moglie; per uno strano e bizzarro giuoco della sorte, questo breve e fugace peregrinaggio concederà lui l'occasione di scappare per sempre dal vecchio sé, diventare una nuova persona, costruirsi una nuova identità: durante il viaggio di ritorno, leggendo il giornale, verrà a sapere della "sua morte" nella gora del Molino della Stìa. Un cadavere d'uno sconosciuto era stato identificato con lui. All'iniziale trasecolazione e collera, gli succederà un impeto di sincera giuoja per l'opportunità d'una vita che gli si parerà inavvertitamente, così, dal nulla, e sarà così che inizierà a prender forma e a plasmarsi, istante dopo istante, sempre più, l'idea di costruire un nuovo sé, e sarà così che prenderà allora vita Adriano Meis, nato dalle "ceneri" di Mattia Pascal.
Cambiandosi i connotati, pieno di questa percepita Liberta assolutà con cui la sorte, inaspettatamente, aveva voluto graziarlo, inizierà a vagare: in Italia, città per citta, e poi in Europa, fin su in Germania, lungo il Reno. L'eccitazione e la giuoja di sapersi così, dal nulla, libero da ogni vincolo, da ogni catena, che lo aveva per lungo tempo imprigionato e il cui carico sentiva pesargli come un insopprimibile fardello, saranno presto sostituite da una presa di coscienza dei limiti della sua libertà assoluta (che contraddizione!), della solitudine che questa gl'imponeva e dall'irrequietudine causata dalla sentita necessità di trovare una dimora fissa dove poter risiedere; scelta Roma, dopo essersi "slacciato" dalla vita e dalle persone per un anno, s'allaccerà nuovamente ad essa alla presenza di Adriana, giovine donnetta di casa, suo padre Anselmo Paleari, bizzarro e curioso vegliardo d'inclinazioni spiritiche derivategli dallo studio della Teosofia, la signorina Caporale, mesta e sgraziata fittavola ed insegnante di Pianoforte e Terenzio Papiano, ipocrita e subdolo genero di Adriana.
Le vicende della casa Romana, giorno dopo giorno, lo metteranno con una frequenza sempre maggiore di fronte ad un'amarissima evidenza: che ei, Adriano Meis, non è nient'altro che l'ombra di Mattia Pascal; che rinascere non è in alcun modo possibile, ovverosia che vivere una vita come Adriano Meis è sì!, possibile ma a costo di rinunciar ad ogni legame stretto con ogni altro, a condurre un'esistenza solitaria, errabonda, ché ogni volta che egli si fosse accostato imprudente a qualcuno, come accade con Adriana, con la quale si accende un legame passionale, vi sarebbe stato il rischio che Mattia Pascal riemergesse e gettasse nella tomba quell'altro, rivelandone la sua natura precaria e inconsistente.
Consapevole di questa tremenda verità, che gli si impone statuaria in un punto di rottura in cui volendo far appello alla giustizia non potrà in quanto egli è privo di ogni sussistenza legale, inesistente per la Legge, deciderà di "uccidersi" per la seconda volta, di rinascere come Mattia Pascal e di ripresentarsi al suo paese, redivivo, ma non più rilevante in una realtà che l'aveva già dimenticato, e che è andata avanti senza curarsi più di lui.
L'illusione della Libertà e la fuga da se stessi
"A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di sentirci vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna"
In questa citazione ben si riassume quello che sarà il postulato essenziale dell'analisi esistenziale della poetica Pirandelliana; l'Uomo si sente vivere, ed ei è vincolato, fondato ontologicamente, sul suo modo particolarissimo d'intendere la vita.
La propria identità, fondamento anzitutto ontologico e poi anche legale e sociale, porta con sé dietro tutta una serie di obblighi, oneri, imposizioni, istanze dalle quali non ci si può liberare se non liberandocisi della propria stessa identità, ossia risolvendo il problema intervenendone alla radice. Mattia Pascal smette d'esser lui, si libera di sé e con questo si libera di tutto ciò che lo legava, di ciò che lo determinava come "Mattia Pascal" per gli altri, nella comunità, per la legge e, con un moto di inconsueta estasi, si convincerà che, ormai divincolatosi dalla propria identità, non dovrà più tener conto di nulla e di nessuno, che potrà essere libero!, libero!, libero! Per far ciò, tuttavia, si vincolerà anzitutto ad un'altra identità, quella di "Adriano Meis", inconsciamente si renderà già conto che esistere senza identità non è possibile, che questi è, cioè, un presupposto obbligatorio per vivere all'interno della società; si vincola ad un nome, s'impone una narrazione di sé ben specifica, e s'agghinda tutto d'un modo per presentarsi diverso da quel che egli era: si vincola, ossia, ad un'immagine che gli è necessaria. Ben presto sarà, inoltre, destinato ad accorgersi che ei libero non era per nulla, con questa nuova identità, ed, anzi, ben più vincolato di prima!; Adriano Meis non è per la legge, Adriano Meis dipende dalla morte di quel Mattia Pascal, che come un'ombra incombe e lo limita continuamente, rammentandogli puntuale e ricorrente la sua inconsistenza, la sua inesistenza.
La nozione di libertà assoluta perde allora ogni valore, ogni senso; ciò cui ambisce l'ormai divenuto Adriano Meis non è né possibile realmente né realmente desiderabile: Non è possibile poiché l'Uomo che decide di vivere in compagnia, sarà vincolato dal rapporto con gli altri, dalle necessità e gli oneri che questo impone e dal rapporto con la legge mentre l'Uomo solo, "libero" dagli altri, sarà prigioniero della sua solitudine; entrambi, in più ed inevitabilmente, saranno accomunati dal vincolo fondativo ontologico; nessuno, infatti, potrà liberarsi di sé, di ciò che si è, e del modo particolare in cui vede le cose, e le percepisce, seppur in mutamento, col suo particolare sentimento della vita, dal proprio lanternino; non è desiderabile poiché essere liberi da ogni vincolo, come sia quello legale, vuol dire anche dover rinunciare a tutti i vantaggi, oltre che agli svantaggi, che l'identità porta con sé dietro.
La libertà non è, in fondo, nient'altro che un ideale cui noi aspiriamo, verso cui tendiamo, ma dal quale siamo costantemente tenuti lontano dalle catene della Realtà: non si può esistere senza essere vincolati, poiché già il solo esistere è di per se stesso un vincolo; non possiamo essere altro da quello che siamo. Pirandello così ci ricorda che, per quanto desiderato, per quanto ci si possa adoprare, sforzare di arrivare a quella tanto agognata, bramata Libertà, non c'è scampo.
Non c'è fuga da sé.
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Absolutely beautiful. All the concepts about this book are mind-blowing. Once you read this by Pirandello, you'll want to read more of his works. When I read this book I wasn't quite ready for what awaited me in those pages. It is a masterpiece that absolutely revolutioned my mindset, lifestyle, and perspective on people and life itself. I'd totally recommend reading it more than once, because some of the concepts you may not understand the first time you're exposed to them. If you're interested in reading something philosophical and with a great piece of Italian literature, this is the book for you. It absolutely deserves all the fame it gained during the years. Pirandello is the great, and his legacy continues throughout the years (mainly) thanks to this work. You should totally check out "Il fu Mattia Pascal" if you enjoyed this reading.
La storia segue Mattia Pascal, un uomo che, stanco della sua vita monotona e infelice, approfitta di un equivoco: viene creduto morto dopo che un cadavere viene scambiato per lui. Decide allora di iniziare una nuova vita sotto il nome di Adriano Meis, ma presto si rende conto che vivere senza un'identità ufficiale è impossibile. Alla fine, è costretto a "morire" una seconda volta e tornare alla sua vecchia vita, solo per scoprire che ormai è fuori posto anche lì.
L'essenziale Edizione sicuramente superiore a quella della collana Fabbri come qualità della carta e della stampa, scevra di tutto l'impianto delle note, introduzioni e riflessioni di pseudoesperti eccetto che per una breve introduzione (e così deve essere).