A Milano è un freddo sabato di ottobre. Miriam è appena rientrata a casa. Si sente stranamente turbata, inquieta. Non sa spiegare quella strana sensazione alla bocca dello stomaco. Sa solo che la donna che ha intravisto di sfuggita al supermercato è la sua vecchia amica Elena. Ne è sicura. Anche se è passato tanto, troppo tempo dall’ultima volta che si sono viste. Da quella tragica domenica di quindici anni prima che ha cambiato la loro vita per sempre. Perché da allora niente è stato più come prima. Quella profonda amicizia che legava le due donne e i loro mariti si è spezzata e non c’è stato modo di ricucirla. Ma adesso Elena ha deciso di tornare. Di rientrare nella vita di Miriam e della sua famiglia. Forse per la nostalgia di quel legame che non esiste più. Forse per riprendersi quello che le è stato ingiustamente tolto. A poco a poco, giorno dopo giorno, si avvicina sempre di più a quell’amica diventata ormai una sconosciuta, e soprattutto a sua figlia Lucia. Questa splendida diciassettenne non ha idea di chi sia Elena. Eppure è inspiegabilmente attratta dal fascino di quella donna venuta dal passato che le promette una libertà insperata, più grande di quella che ha mai conosciuto finora. Più grande di quella che le ha mai concesso la madre, troppo apprensiva. Quando Miriam scopre che Lucia ha cominciato a frequentare la casa di Elena a sua insaputa, fa appello a tutto il suo coraggio di madre premurosa e attenta. Non può permettere che succeda qualcosa a sua figlia. Per niente al mondo. Ed è pronta a difenderla con ogni mezzo. Anche a confessare quella colpa che le grava da anni sul cuore. Dopo il successo di Ogni giorno come fossi bambina, cha ha conquistato critici e librai, Michela Tilli ci regala un nuovo indimenticabile romanzo. Basta un attimo è la storia di due donne, ma soprattutto di due madri, che si riscoprono più simili di quanto credevano. Unite da un dolore difficile da dimenticare. Dallo stesso amore incondizionato per i figli. Perché si è pronti a tutto pur di non perdere quello a cui teniamo e che riempie la nostra vita di significato.
Basta un attimo, a volte, per cambiare una vita. E basta un attimo per spazzare via una vita costruita sul silenzio, sui segreti taciuti, sul dolore rimosso. Miriam e Guido conducono una vita come tante, a tratti banale, a volte faticosa, divisi tra il lavoro, la famiglia e i figli. Ma è il silenzio a predominare nelle loro vite. Un silenzio fatto di cose non dette, di parole taciute, di un passato da dimenticare. Un silenzio cupo che avvolge tutto il romanzo. Tutto sembra trascinarsi giorno dopo giorno fino a quando, una mattina, mentre Miriam è al supermercato le sembra di scorgere Elena, una sua carissima amica che non vede da quindici anni. Ma è davvero lei o si tratta di un’allucinazione? E se è davvero Elena cosa è venuta a fare a Milano? Perché a Miriam sembra di essere spiata, seguita? Il ritorno di Elena e di suo marito Elio aprirà uno squarcio nell’apparente serenità della famiglia di Miriam e Guido riportando a galla un dolore lontano nel tempo ma ancora vivido nel profondo, un senso di colpa che sembra non voler abbandonare Miriam ma soprattutto rischierà di spezzare irrimediabilmente la loro famiglia. E Miriam sarà disposta a tutto pur di difendere sua figlia Lucia e proteggere ciò che le è di più caro al mondo. “Basta un attimo” di Michela Tilli, edito da Garzanti, è un romanzo dalle atmosfere cupe, dove arieggia sempre un dolore sospeso, mai sviscerato e metabolizzato. È una storia di incomprensioni, di dialoghi mancati, di parole taciute. Ma soprattutto l’ho visto come una storia di genitori e figli. Miriam è una madre forse distratta, oberata dai doveri, sconvolta e lacerata da un senso di colpa per un evento accaduto tanti anni prima del quale si sente forse ingiustamente responsabile. È una donna chiusa nel suo dolore, nel suo rimorso, forse sola, con un marito troppo preso dal suo lavoro di avvocato, che vuole ottenere sempre di più e che anela ad un riscatto sociale. E poi ci sono i figli. Andrea, ancora un po’ bambino, chiuso nel suo mondo, una figura marginale in tutto il racconto che c’è ma non sembra far parte della storia. E poi lei, Lucia, la primogenita. Una diciassettenne in piena crisi adolescenziale, sempre pronta a criticare i genitori; lontana con i suoi silenzi ostili; con il suo disprezzo per due genitori che considera troppo assenti, troppo distratti e che lei crede, erroneamente, incapaci di amore nei suoi confronti. Ecco è Lucia, secondo me, il personaggio forte della storia. Lei con i suoi diciassette anni; con la sua forza polemica; con le sue ribellioni; con la sua voglia di indipendenza e di autonomia. Lucia che vede tutto bianco o nero, sempre pronta a contestare i genitori, soprattutto la madre Miriam con la quale non ha e non vuole avere alcuna forma di dialogo; che sembra capire tutto e che invece non capisce niente; che crede di sapere tutto e invece non sa niente. Ma che, soprattutto, è talmente fragile per la sua giovane età da lasciarsi abbindolare da chi è pronto a comprarla con il denaro, con una vita abbagliante; capace di dirle ciò che lei vuole sentirsi dire. Lucia è un personaggio che ho trovato irritante, indisponente, chiusa nel suo egoismo come solo gli adolescenti sanno essere ma è proprio questo che rende così forte e predominante il suo ruolo nel racconto. È attorno a Lucia che tutto ruota. A chi la vuole proteggere, come i suoi genitori, che spesso sbagliano come è normale che sia, per troppo amore e per la voglia di proteggere i figli dal dolore della vita; e dall’altra da chi si finge amico, spinto forse da una sottile voglia di vendetta, di riprendersi quello che ha perso. Un libro doloroso e forse anche un po’ angosciante con un finale, e questa è forse per me la sua unica pecca, troppo affrettato e che lascia un senso di incompiutezza.
Recensione di Sara F. -Buongiorno Smeraldi, ho letto per voi Basta un attimo di Michela Tilli edito da Garzanti Editore, in uscita ieri 27 Settembre. Questa è la storia di due donne, due amiche ed un unico dolore, che le ha segnate per il resto della vita.
Elena e Miriam sono amiche da anni, si frequentano quotidianamente, così anche i loro mariti, passano le vacanze ed i week-end insieme, e le loro rispettive figlie giocano e crescono insieme. Insomma, un bell’esempio di amicizia al femminile, ma questo legame viene spezzato quando, a causa di un incidente, la figlia di Elena, Matilde, muore, e la colpa di questa morte viene addossata tacitamente a Miriam.
Miriam, come spesso accadeva, era a passeggio con Lucia, la figlia, che camminava appena, e Matilde, che era più grande di lei di qualche anno. Ma quel giorno da una curva sbucò all’improvviso un’auto a tutta velocità e Miriam, percependo che era diretta verso di loro ed intuendo le conseguenze, riuscì a salvare solo sua figlia Lucia dalla traiettoria di quel folle, e non fece in tempo a proteggere anche Matilde, che venne travolta ed uccisa.
Miriam ha fatto quello che ogni madre avrebbe fatto, il gesto più naturale del mondo, non potendo salvare entrambe, ha fatto una scelta: ha salvato la sua bambina. Ma da quel momento è chiaro che i rapporti tra Elena e Miriam non saranno più gli stessi.
Elena sprofonda in una terribile depressione ed allontana Miriam ritenendola responsabile. Miriam invece, dilaniata dal senso di colpa, decide, insieme al marito di cambiare città e ricominciare una nuova vita altrove. Le due amiche così si separano e il loro legame inevitabilmente si spezza.
Entrambe continuano con la propria vita: Elena viene ricoverata inizialmente in una clinica psichiatrica per riprendersi dalla perdita, solo successivamente inizierà a viaggiare in giro per il mondo, mentre Miriam si trasferisce a Milano dove nel frattempo ha avuto un altro figlio.
Proprio quando Miriam e suo marito sembrano aver ricominciato a vivere, il passato torna a galla. Elena infatti si trasferisce a sua volta a Milano e cerca un riavvicinamento con Miriam, inizialmente spiando lei e soprattutto la figlia Lucia, e poi affrontandola direttamente. Lucia, ingenua adolescente, all’oscuro di tutto si lascia corrompere dal lusso e dai modi affettuosi che Elena le riserva.
Fino alla fine del Romanzo, non si capiscono le vere intenzioni di Elena, non si capisce perché sia ricomparsa nella vita di Miriam e soprattutto perché voglia a tutti i costi avere un rapporto con Lucia. Ovviamente io non rivelarvi nulla, non posso dirvi se Elena e Miriam riusciranno a ristabilire il rapporto di un tempo, e né se Lucia, immatura adolescente, si lascerà corrompere e circuire da Elena. Posso dirvi però che il finale non è scontato come potrebbe sembrarvi, vi spiazzerà e vi lascerà di stucco.
Il romanzo è scritto molto bene, una scrittura pulita e lineare permette al lettore di non perdere mai il filo della storia, che fin da subito si manifesta intricata e complessa.
Purtroppo però non ho apprezzato nessuno dei personaggi perché non sono riuscita ad entrare in sintonia con loro, in quanto avrei agito diversamente da ciascuno di loro. Il tema affrontato è un tema forte e del tutto soggettivo, ed ognuno affronta tali sciagure come meglio può e nei limiti della propria natura.
Nonostante ciò, devo fare i complimenti all’autrice perché non deve essere stato facile gestire una trama simile e renderla realistica e molto credibile.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro soprattutto a quelle persone che in un romanzo cercano un po’ di suspense e intense emozioni.
Basta un attimo e tutto cambia. Basta un attimo e si fa dolore. Basta un attimo e si fa felicità.
C’è questo concetto che con prepotenza mi si è insinuato nella mente leggendo questo libro: basta un attimo è un’affermazione che sono sempre stata abituata a intendere nella sua accezione negativa, quando invece è vero che è l’intenzionalità che fa la differenza. È vero, ci vuole un lasso di tempo infinitesimale perché tutto cambi, perché la luce diventi buio e non si sappia più a cosa aggrapparsi per annaspare nel mare in tempesta che è diventata la nostra vita. Ma con un’intenzione diversa, basta un attimo per trovarlo quell’appiglio che può salvarci e tenerci a galla.
Questa è la storia di Matilde che non c’è più, di sua madre Elena, che c’è ma non vive, e suo padre Elio che fa quel che può per riempire il suo vuoto e quello di sua moglie. Elio ci ficca di tutto in questa voragine che li risucchia giorno dopo giorno, ci mette valigie fatte e disfatte in continuazione, ci mette fughe improbabili nei posti più disparati del mondo, ci mette i soldi e il potere. E non basta. Mai. Ma questa è anche la storia di Miriam che quel maledetto giorno c’era e ha visto Matilde morire, c’era quel maledetto giorno in cui, a lei che è una madre, il destino ha chiesto di fare una scelta. Questa è la storia del senso di colpa che divora da dentro e si ingozza di tutto quel che ci sta fuori, compresi gli affetti: lo sa bene Guido, suo marito e lo sanno i suoi figli. E poi c’è Lucia, la figlia maggiore, lei che quel maledetto giorno si è salvata tra le braccia di sua madre. E non lo sa. Non se lo ricorda e nessuno glielo ha detto. Ma la verità, si sa, ha questo difetto intrinseco di rivelarsi sempre, prima o poi, e di solito quando lo fa, travolge tutto come un fiume in piena. E lascia detriti dietro di sé. Lucia è un’adolescente tipicamente in conflitto con la sua famiglia, pervasa da quel senso di onnipotenza tipico dell’età, che si trova di fronte a una verità difficile, sussurratale da chi con lei sembra così gentile e disponibile. Elena ed Elio la vogliono, con loro e per loro, come se fosse il giusto riscatto per una vita ingiusta e piena di sofferenza. Erano andati via, erano scappati da quella città e dai loro amici di sempre, Miriam e Guido, perché dopo la tragedia la vicinanza non era più possibile, faceva troppo male, logorava e acuiva il dolore. Ma dopo tanti anni sono tornati, in cerca di qualcosa, di qualcuno, che possa alleviare il loro male. See more: https://bookshuntersblog.blogspot.it/...
Basta un attimo e la vita può cambiare prendendo pieghe inaspettate; basta un attimo e il passato come un fantasma dispettoso torna a tormentarci. È quello che succede a Miriam quando dopo quindici anni scorge la sua vecchia amica Elena. Amiche loro, amici i rispettivi mariti, usavano trascorrere molto tempo insieme nella tenuta di campagna di Elena ed Elio. Ed è qui, in una giornata che sembra idilliaca, che si consuma la tragedia. Un incidente stradale, che l'autrice non svela subito ma fa inizialmente intuire e poi ne dissemina il racconto di dettagli che incuriosiscono e spingono a proseguire avidamente la lettura, stravolge le vite di entrambi creando una frattura difficilmente sanabile. Fino al giorno in cui casualmente(?) si ritrovano. E i sentimenti, i rancori e le gelosie emergono con una prepotenza tale da sconvolgere all'istante il precario equilibrio di tutti. Miriam è un'insegnante, il marito Guido un avvocato dedito alla carriera e avido di successo economico, motivo quest'ultimo di invidia nei confronti dell'amico Elio. Hanno due figli, Lucia, diciassette anni, e Andrea. preadolescente. Una famiglia tranquilla che vive un'esistenza mediocre, ma che suo malgrado viene travolta dagli eventi. Lucia si attacca in maniera morbosa agli amici di famiglia fino ad allora sconosciuti. Li trova gentili, aperti, accoglienti e con loro si sente serena e capita. Tutto il contrario di quello che vive in casa sua. Elio ed Elena sono felici della cosa, si sentono rinascere, ma la situazione sfugge di mano e bisogna fare scelte che ancora una volta avranno conseguenze di non poco conto. Un romanzo forte e cupo che affronta il tema delle dinamiche familiari senza addolcire la pillola. Ci sono passaggi che, come mamma, mi hanno colpita e affondata portandomi ad una profonda riflessione. Forse il finale lascia un po' l'amaro in bocca, ma lo stile inquieto e maturo fanno fare al libro un salto di qualità rispetto al precedente romanzo tanto che all'autrice si possono perdonare queste ultime pagine troppo veloci per un romanzo così intenso.
Erano state come sorelle in un tempo inaccessibile, e ora ciò che restava era uno strano legame animale, come l’istinto che mette la preda in allarme e il felino sulle sue tracce. BASTA UN ATTIMO di Michela Tilli, in uscita il 28 settembre grazie alla Garzanti Libri, Laura Pellegrini Autrice ci parla in anteprima di questo libro emozionante. RECENSIONE: http://www.haremsbook.com/quinta-tapp...
Vicende familiari complicate fatte di parole non dette e di ricordi mai raccontati. La Tilli ha creato una storia che è cruda nella sua realtà, con personaggi veri dalle sfaccettature più disparate. Una donna, Miriam, che forse è un po’ il centro del racconto ma con cui difficilmente si riesce ad entrare in empatia, perchè è una donna che non mostra delicatezza nelle sue azioni benchè sia cosciente di quanto il suo ruolo di mamma sia forse inadeguato. Allo stesso tempo Elena è una mamma perduta in un passato che non c’è più e ripone la sua felicità nella figlia della sua ex amica.
Una vicenda drammatica ma toccante in cui non ci sono buoni o cattivi ma semplicemente esseri umani che soffrono e cercano di andare avanti.
Era felice, Miriam, di aver messo quasi da parte quel brutto momento, da quando era morta Matilde in quel tragico incidente, la sua vita non era stata più la stessa.
Era una mattina come tante altre, e Miriam e Lucia, la sua bambina, avevavo deciso di passare a casa di Elena, la sua più cara amica e prendere Matilde per fare una passeggiata tutte e tre insieme.
I loro rapporto era meraviglioso, due famiglie unite nell' amicizia, anni passati insieme, Miriam sposata con con Guido, lei un'insegnante di scuola media, minuta e dalla statura minuta, lui avvocato di successo, capelli radi e un filo di pancetta, avevano messo al mondo una piccola bambolina di nome Lucia.