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La via incantata: Nella natura, dove si basta a sé stessi

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Leggere è un’esperienza all’aria aperta
 
La nuova collana in collaborazione con il C.A.I.

Perché fuggiamo dalla civiltà per scegliere la solitudine, la semplicità di una vita nei boschi o fra le montagne? È a questa domanda che vuole dare risposta Marco Albino Ferrari mettendosi in ascolto  del suo desiderio per i grandi spazi naturali, per un silenzio lontanissimo dal nostro tempo. L’avventura che vive e racconta in queste pagine cariche di emozione si svolge a pochi passi dalle nostre città, in Val Grande, fra Piemonte e lago Maggiore, luogo insidioso, ostile, popolato dai fantasmi di una società pastorale svanita fra rocce e tronchi. Sul  Sentiero Bove - prima alta via storica d’Italia dedicata all’esploratore Giacomo Bove -, l’autore muove i suoi passi e la sua narrazione: un’escursione impegnativa e ormai quasi dimenticata in un teatro della «potenza della natura che si riprende ogni cosa». Come Bove durante le sue esplorazioni, bloccato nello stesso biancore artico che aveva ossessionato Edgar Allan Poe, Ferrari nella natura selvaggia cerca l’ignoto, la paura di smarrirsi e la nostalgia di quel timore una volta recuperata la sicurezza. E ricostruendo la vicenda di Bove (morto suicida a 35 anni) l’autore incrocia figure inattese: Emilio Salgari, il comandante Nordenskiöld, Edmondo De Amicis, il naturalista Mario Pavan. Storie di isolamento, di una prigionia degli elementi che fanno riscoprire una libertà più profonda, perché «sulla via incantata si basta a sé stessi».

 

162 pages, Kindle Edition

Published August 31, 2017

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About the author

Marco Albino Ferrari

29 books6 followers

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Community Reviews

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5 (7%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Mosco.
455 reviews44 followers
January 22, 2018
Mi spiace non dare 4 o 5 stelle a Marco Albino Ferrari, del quale ho letto e apprezzato moltissimi testi. Devo interessarmi per capire com'è nato questo libro “frettoloso” in collaborazione con il CAI: scritto apposta per far partire la collana? Mi viene il dubbio.
Comunque, come sempre molto interessante, ho imparato cose, ho letto nomi di posti che ho visto e, alcuni, camminato anche se il sentiero e la “natura dove si basta a sé stessi” sono la parte minore del libro. Ho conosciuto l’esploratore Giacomo Bove, al quale è intitolato il sentiero sulle creste della Val Grande, e i suoi tempi. Però ho una cattiva abitudine: quando leggo di montagna o di viaggio, quando mi parlano di personaggi storici, vado in rete e cerco. Foto dei posti, delle facce, approfondimenti.
E questa volta ho trovato un’imprecisione non da poco: durante l’inverno del 1878 la nave Vega sulla quale Bove sta cercando il passaggio a nord est resta bloccata per mesi dal ghiaccio in un posto che Ferrari rappresenta isolato e abitato solo da orsi e renne. Invece “La spedizione proseguì verso est trovando ghiaccio sempre più compatto e pack sino a quando il mare gelò totalmente e li obbligò a fermarsi nella terra dei CIUKCI il 28 settembre 1878. Ancorarono ad un ghiacciane e svernarono presso PITLEKAI fino al luglio 1879. In quel periodo studiarono a fondo il popolo dei Ciukci e la loro civiltà e fecero osservazioni idrografiche (Giacomo Bove era l'idrografo di bordo), meteorologiche, zoologiche e botaniche.” Notizie apprese dal diario di bordo di Bove. Addirittura un capo ciukci salì a bordo del Vega: “Questa mattina fummo visitati dal capo dei Ciukci della Penisola omonima, il quale dimora a Markowa e trovasi da queste parti per riscuotere il tributo delle popolazioni poste lungo la spiaggia di questa penisola.” gli affidano addirittura una lettera per il Governatore di Anadirsk.*
Dettagli? A me non pare: una terra che viene presentata come desolata e disabitata invece è abitata da vari villaggi, la loro solitudine e la loro noia non era poi così assoluta. E quindi, il resto del libro? Altre imprecisioni che mi sono sfuggite? Mi rompe leggere con la matita rossa in mano!
Un paio di refusi poi mi sono balzati all’occhio:
Mario o Antonio?
Ma proprio quando tutti applaudivano ai crescenti consumi, qualcuno aveva avuto un’idea che suonava come una nota stonata nel coro. Il suo nome era Antonio Pavan, collega del già citato professor Ingannamorte. Mario Pavan, all’epoca quarantenne, era professore di entomologia all’Università di Pavia.
Proseguendo si scopre che è Mario il poveruomo, peraltro mica l'ultimo arrivato:
http://www.accademiaentomologia.it/co...
Come gli sarà uscito Antonio?
Poi:
due volonterosi soci del lavorò Verbano-Intra” Soci de che?
le betulle, gli aceri, le rovelle" le roveRElle, santi numi!
Luisa, appena rimasta vedova, con la figlioletta Maddalena Giuseppina, del nobile ungherese Giuseppe Javorka,” vedova anche la figlioletta?
Da giorni, la zona del porto di Genova era diventato una babele di dialetti.” La zona, femminile, era diventatA
Dettagli, da imputare alla fretta dell’editore e non a Ferrari, i refusi capitano ne so qualcosa! ma mi infastidiscono parecchio. Se io lavorassi così alla carlona i miei clienti mi toglierebbero le password dei loro sistemi :-D

*Fonti: http://www.giacomobove.it/ita/spedizi...
http://dialoghiconpietroautier2.blogs...
Profile Image for Stefania Pezzato.
72 reviews2 followers
October 19, 2018
Cosa mi aspettavo da questo libro? Una noiosa storia di camminate in montagna. Cosa vi ho trovato? Diverse storie di scrittori ed esploratori che si intrecciano, collegamenti impensabili, avventure ai limiti della sopravvivenza e un tocco di filosofia montanara che non guasta mai. Spero di leggere più spesso libri del genere, che sconfinano dal genere del diario di viaggio per diventare saggistica più estesa nel tempo e nello spazio. Consigliato anche a chi non ama questo genere, perché rapisce a prescindere.
Profile Image for Manuel Chiacchiararelli.
Author 5 books1 follower
March 23, 2019
acquistato su Amazon perché ispirato dal titolo, devo dire che non mi ha lasciato deluso, anzi.
Parla della selvaggia Val Grande, la più grande wilderness italiana, raccontando del suo trekking e riportando interessanti cenni storici su una vita sparita, lontana nel tempo, ma di cui l'autore riesce a farci sentire gli odori e gli echi lontani.
Profile Image for Andrea Murer.
88 reviews5 followers
October 28, 2023
«Si deve stare in silenzio come fanno le guide» diceva, «è meglio iniziare contando i passi, perché, se lo si fa bene, il ritmo ti entra dentro e puoi startene solo con i tuoi pensieri. E a quel punto lo sforzo svanisce».

Piccolo applauso per le parti dove si parla di Bove e Salgari, molto belle. Fondamentalmente inutile il resto.
Profile Image for Irene Quattropani.
5 reviews
December 2, 2018
Nel complesso l'ho trovato interessante e lo consiglio; ma trovo che si perda troppo nei discorsi di esploratori senza seguire un percorso lineare e coerente.
Profile Image for Giacomo.
43 reviews1 follower
June 16, 2020
Un bel intreccio di avventura contemporanea, storia, e viaggi epici dal sapore ottocentesco. Ho letto il libro dopo una gita in giornata in Val Grande, e ora ci voglio tornare. E in più ne so molto di più sul personaggio di Giacomo Bove, nonché di Emilio Salgari. Consigliato a tutti coloro che nell'avventura e nei racconti della montagna si sentono a casa.
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