Jump to ratings and reviews
Rate this book

Giuseppe Berto. La passione della scrittura

Rate this book
Autore scomodo e controverso, Giuseppe Berto arriva al successo letterario nell'immediato dopoguerra con Il cielo è rosso (1947), ma acquista una posizione di spicco quale innovatore della prosa romanzesca molti anni dopo con Il male oscuro (1964), continuando poi a provocare e scioccare il suo pubblico con la riscrittura dalla prospettiva di Giuda Iscariota della Passione di Cristo nel suo La gloria (1978). Questo studio si propone di rivalutare Berto per i suoi molti pregi di narratore sui generis, sempre staccato dalle mode stilistiche e dalle correnti dominanti. Mettendo in luce l'importanza dell'elemento autobiografico, la psicanalisi, il tema del suicidio e la riscrittura biblica, il saggio sintetizza gli elementi essenziali della produzione bertiana, riporta all'attenzione del pubblico un autore che per troppo tempo ha subito la sorte dell'emarginato e ne propone una rilettura attraverso la chiave della figura paterna, la scomoda autorità costituita (padre biologico, analista, Dio cristiano) con cui Berto si scontra costantemente e che diventa inevitabilmente fonte d'ispirazione letteraria.

207 pages, Paperback

First published May 1, 2013

2 people want to read

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
0 (0%)
3 stars
1 (100%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for marco renzi.
303 reviews103 followers
August 21, 2017

Finalmente un bel saggio su Giuseppe Berto, uno studio attuale e attualizzato, che abbraccia quasi tutto il corpus prosastico dell'autore del "Male oscuro"; e che cerca, riuscendo nel suo intento, di fare il punto della situazione sul controverso e (mai abbastanza) discusso autore.

Finora non era stato scritto molto su di lui, ma ultimamente stanno venendo fuori diverse cosette che fanno sperare in una prossima e rinnovata fortuna di Berto, sul quale però troviamo ancora una bibliografia abbastanza risicata, specie se confrontata con i litri d'inchiostro versati per altri colleghi suoi coevi. Se si escludono una breve monografia risalente a prima della sua morte, qualche articolo, un libro sul Male Oscuro, un paio di atti di convegni e poco altro, rimaniamo davvero con un pugno di mosche.

Si tratta di un problema assai comune tra i grandi nomi della letteratura italiana del primo e secondo Novecento (mi viene in mente Massimo Bontempelli per il primo, realismo magico a parte; mentre per il secondo la lista sarebbe infinitamente più lunga); e la sorte non ha risparmiato Berto, che neanche viene antologizzato nei libri scolastici.

Alessandro Vettori, professore di italianistica alla Rutgers University (New Jersey, USA), sintetizza al meglio gran parte dell'opera dello scrittore veneto, facendo leva su varie tematiche in essa ricorrenti, partendo dalla "scrittura di sé", ossia l'autobiografismo, chiave di volta della poetica bertiana, fino alla guerra, al male universale, il senso di colpa, la riscrittura evangelica; dunque, la figura di Cristo e, soprattutto, la figura di Giuda che sarà protagonista nel romanzo-testamento "La gloria".

Lo studioso scrive e argomenta in maniera chiara e puntuale, talvolta facendo riferimento alla saggistica già esistente, sia a quella più recente sia a quella di qualche decennio fa, e citando direttamente Berto stesso.
Vengono inoltre tirate in ballo nuove prospettive critiche, come ad esempio il rapporto di Berto con gli autori che lo hanno influenzato: su tutti Svevo, ma anche Gadda e addirittura Dante, tassello in questo caso necessario per affrontare l'auto-narrazione e, a suo modo, il discorso riguardante la "scrittura sulla scrittura"; o meglio: non solo scrivere di sé, ma anche della propria opera e del proprio rapporto con la scrittura stesso.

Un testo ad oggi imprescindibile per tutti coloro che vogliono farsi un'idea su Giuseppe Berto e che hanno intenzione di approfondirne la conoscenza; oltre, ovviamente, alla lettura dei suoi romanzi e racconti.
Displaying 1 of 1 review