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Manifiesto incierto #2

Ungewisses Manifest 2: Unter dem Himmel von Paris

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Oktober 1933: Walter Benjamin verlässt die Insel Ibiza und erobert die Stadt Paris, in die er sich verliebt. Sie aber versteht ihn nicht. Missachtet und missverstanden, leidet er an Einsamkeit. Das hält ihn aber nicht davon ab, sein grosses Werk anzupacken: Paris, Hauptstadt des 20. Jahrhunderts.
Im zweiten Buch beleuchtet Pajak Paris in der Zeitspanne zwischen den verrückten Jahren und der Zeit von heute. Er blickt zurück zu den Poeten, Malern und Revolutionären: André Breton, Léon-Paul Fargue, Guillaume Apollinaire, Chaïm Soutine, Louis Chevalier und andere.
Frédéric Pajaks „Manifeste incertain“ ist ein ambitioniertes Buchprojekt, das insgesamt 9 Bände umfassen wird. Der Autor verschränkt darin Text und Bild zu einem berückend schönen Gesamtkunstwerk. Die Bände verschmelzen in loser Reihenfolge, eher assoziativ als chronologisch dahinmäandrierend, persönliche Erinnerungen des Autors mit den Schicksalen historischer Personen.

224 pages, Hardcover

First published October 1, 2013

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About the author

Frédéric Pajak

45 books8 followers
Frédéric Pajak is a Swiss-French writer and graphic artist born in Suresnes, France. He has written novels and film scripts, and he is a painter, as was his father, Jacques Pajak. He has edited and contributed to cultural and satirical periodicals and is the editor of the highly illustrated biannual journal Les Cahiers dessinés, devoted to graphic work ranging from cartooning to the drawings of old masters. But Pajak is best known for a long series of books of unique design which present his own full-page drawings accompanied by a biographical and autobiographical quasi-narrative. The first of these works, which made his reputation, was L’Immense solitude (1999), which won the Prix Michel Dentan in 2000. He followed this up with another similarly structured work, Le Chagrin d’amour (Broken Hearts), which dealt with Guillaume Apollinaire. Later subjects included Joyce, Luther, Freud, Nietzsche, Cesare Pavese, and Schopenhauer. In the same formal vein, Pajak’s ongoing Uncertain Manifesto, which began with the present work in 2012, reached its seventh volume in 2018. Volume III was awarded the Prix Médicis (Essai) in 2014.

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702 reviews79 followers
November 1, 2017
Segunda parte de esta joya del ensayo ilustrado sobre la vida y la obra de Walter Benjamin. La conexión entre texto e ilustración no se limita a una mera puesta en imágenes de lo contado, sino que va más allá hasta configurar un nuevo género más cercano a la poesía o a la confesión personal.
Profile Image for Salvatore.
178 reviews9 followers
May 5, 2021
Leonardo Sinisgalli non è forse il poeta italiano meglio noto in Francia; certamente, in Italia non gode di sorte davvero migliore, fuori dai circuiti dei lettori forti di poesia e degli storici. Che a Leonardo Pajak risalga qui due volte -e che la prima di queste sia in posizione incipitaria, dice molto della grandezza di un autore che, nello scrivere questa biografia polifonica di Benjamin in più volumi, ha saputo riprendere in pieno la missione dell‘Angelo della Storia. Un Angelo che non guarda mai i propri piedi, per tema che il futuro gli sprofondi davanti, come il passato.
Uno dei maggiori lasciti della più recente critica benjaminiana è il sempre maggiore peso assegnato alle tesi Sul concetto della storia, che proprio in Francia riescono negli ultimi anni a sollevare dibattiti di profonda risonanza, in ambito marxista. Le pagine di Pajak sanno sempre partire dalla frammentarietà costitutiva del pensiero di Benjamin per lasciarne esplodere le contraddizioni e le accuse con una forza magmatica che esige lacrime e riflessione.
In questo secondo volume del Manifesto incerto, tradotto sempre con perizia e fortissima morbidezza da Petruzzella, siamo con Benjamin tra Parigi e Berlino: tra sua madre, potremmo dire, qui fuggevolmente evocata, e suo padre, del quale Benjamin capirà sempre probabilmente troppo poco. I primi anni Trenta sono anche gli anni di Breton che incontra Nadja, in una Parigi dove le avanguardie e il loro lascito convivono con una meschinità dell’esistenziale dalle cui fessure sarebbe venuta luce nuova solo più tardi, con Sartre, con Camus. E in un attimo le stesse vie vedono anche lo stesso autore, costantemente narratore invadente non Manifesto incerto, raccontarci una Parigi in eterna ricostruzione, come forse siamo più abituati a pensare di Berlino.
Non so che dire: per me, Pajak è quanto di più nuovo, necessario e completo la letteratura ci possa dare ancora oggi. Qui le tavole sugli animali toccano vette fiamminghe, mentre non si può non commuoversi per certi baffi di WB. Occorrerà ripensare la stessa forma del saggio, grazie allo sguardo acuto col quale Pajak affronta i Passages. E se tanta parte di me, pure avendo idolatrato l’arte di Petruzzella, non vede l’ora di proseguire con gli originali, ringrazio la casa editrice per donarci ancora oggi una serie di tomi che vale sempre la pena aspettare con ansia.
Profile Image for Gabriele Bitossi.
Author 4 books15 followers
May 8, 2021
Un saggio, un romanzo illustrato, un'analisi storica, un caleidoscopio di personaggi che gravitano attorno a Walter Benjamin, ma, soprattutto che sono accolti, o afflitti, da Parigi.

La sezione che "tratta" Hopper è da brividi.
Profile Image for Andrea Samorini.
970 reviews35 followers
March 22, 2025
pag.33 _______________________________
A Parigi, come in tutte le grandi città, gli esseri umani sono costretti a guardarsi.
Non ad ascoltarsi, ma a guardarsi, osservarsi, fissarsi.
Walter Benjamin cita Sociologia di Georg Simmel: «Prima dell'avvento degli omnibus, delle ferrovie e dei tram nel secolo decimonono, la gente non si era mai trovata in condizione di dover stare, per minuti e anche ore intere, a guardarsi in faccia senza rivolgersi la parola».
Sui mezzi pubblici, ma anche per le strade e nei bar, è tutto uno scambio di sguardi, sostenuti o fugaci. Ci si guarda fino a «distogliere lo sguardo». Ci si guarda o non ci si guarda, non solo per diffidenza, per paura o per avversione, ma forse perché, al primo sguardo, tutto ci contrappone.
Profile Image for dv.
1,427 reviews61 followers
December 1, 2025
Secondo capitolo del "Manifesto incerto". Stavolta (rispetto alla lettura del primo) apprezzo di più la connessione con il presente e quindi l'asse fra Benjamin e Pajak stesso. Molte belle in particolare alcune parti (es: la relazione fra Breton e Nadja), capolavoro di giustapposizione alcune relazioni fra testo e immagine (su tutte: una galleria di ritratti di cani ad accompagnare alcune note sui parigini).
480 reviews
January 21, 2022
Les mêmes qualités et les mêmes défauts que le précédent, mais avec un peu moins d'illustrations et quelques développements irritants (sur la Femme Parisienne, par exemple).
L'histoire de Nadja m'a beaucoup intéressée et beaucoup appris.
En revanche, je trouve que les raisons de l'intérêt que l'auteur porte à Walter Benjamin restent obscures.
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