Un anno di vita in montagna seguendo il ritmo delle stagioni, circondati dalla natura selvaggia, finalmente liberi di sperimentare uno stile di vita diverso da quello cittadino.
Con una buona dose di autoironia ma consapevoli del valore del nostro impegno, raccontiamo le motivazioni che ci hanno portato a questa scelta e le difficoltà per metterla in pratica; gli episodi più significativi e le situazioni tragicomiche che ci siamo trovati ad affrontare; la necessità di mettersi alla prova e adattarsi; la vita in borgata e la ricerca di una connessione con l’ambiente naturale in cui siamo immersi; il tentativo di far convivere il bisogno di naturalezza con una mente plasmata e assorbita dalla modernità.
Prendendo spunto da questa nuova realtà affrontiamo temi quali la questione del reddito, la decrescita volontaria, l’autoproduzione, il rapporto con la natura, il valore del tempo libero e di una socialità più “umana”. Ci piace pensare che la nostra esperienza possa contribuire alla definizione di un modello attuale e realistico di ripopolamento dei contesti rurali, troppo spesso trascurati e sempre più ricchi di opportunità. E, perché no, stimolare qualcuno a intraprendere un proprio percorso di liberazione.
Si può veramente vivere “al ritmo delle stagioni”? Cominciare ad affaccendarsi in primavera, in un lento risveglio, portiere a compimento le attività in piena stagione, raccogliere le ultime cose e sistemare gli attrezzi in autunno e prepararsi per un dolce letargo in inverno. Tommaso e Alessia dimostrano che è possibile. In questo libro che racchiude le loro esperienze ci raccontano come, stanchi della vita cittadina, decidono di voltare pagina e di fare una nuova e importante esperienza. Con molta umiltà non vogliono insegnare nulla, a mostrano semplicemente come hanno fatto e come per loro stato possibile raggiungere determinati obiettivi.
Ora, venivamo a me. Adoro la montagna e fantastico di risiedere abitualmente in uno qualsiasi dei paesini che ho visitato, ma... ritengo che i ragazzi siano stati molto avvantaggiati dalle occasioni e dalla possibilità di rendere “mobile” la loro attività che è la fonte principale di reddito.. La mia potrebbe anche spostarsi, ad esempio, ma avrebbe dei costi fissi che determinerebbero la necessità di un reddito minimo che si raggiunge avendo probabilmente dei clienti fissi e pertanto non potrei rilegare questa attività a poche ore o giorni alla settimana, come invece hanno fatto loro. Idem con la professione di mio marito che richiede comunque un luogo fisso. Quindi alla fine dei conti, lavorare dove sono ora o lavorare in montagna che differenza farebbe? Comunque la mi attività lavorativa mi prenderebbe 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana. Forse è perché non vivo in una caotica città, ma semplicemente in un paese di provincia, dove i tempi rallentati, si possono percepire anche guardando semplicemente fuori dalla finestra. E Forse, alla fine dei conti, sono semplicemente felice della vita che conduco e non ho poi molto desiderio di cambiamento perché sono fermamente convinta che sia vero quello scritto in questo libro: se uno ha desiderio di cambiare, basta farlo. Non ci devo essere piani perfettamente organizzati, perché i piani, non vanno mai come pensavi, basta semplicemente fare il primo passo è poi il resto viene da se.
Personalmente sono sempre a caccia di storie come questa: storie vere di chi va in direzione ostinata e contraria. Chi mette in discussione i meccanismi imposti dal mercato, chi cerca di avvicinarsi alla terra ma soprattutto a un modo di vivere più sobrio e autentico, ma senza "ismi" in testa, solo per coerenza con se stessi.
Seguiteli, sono due teste pensanti e due spiriti profondi.
Questo libro è stato fonte di molte riflessioni per me. Ogni parola, ogni frase, riecheggiava un mio dubbio, una mia perplessità, una mia voglia di cambiamento e di trovare un posto mio, un posto da chiamare a casa, un posto in cui poter vivere davvero. Cambiare è possibile, devo solo volerlo e mettere in pratica quel cambiamento, lasciare andare quelle catene che mi porto dietro e che sembrano quasi confortanti pur non lasciandomi respirare. Allora cosa mi blocca? Perché sono sempre così restia a piegarmi e resto sempre rigida? Il timore degli altri? La paura del nuovo, di quello che verrà domani? Più mi concentro sull'attimo e sul momento presente meno hanno importanza questi timori, più riesco a lasciali scivolare via, più perdono di importanza.
Sento davvero il bisogno di libri così in questo periodo: riescono a calmarmi e mettere in discussione ciò che mi circonda. Mi fanno aprire gli occhi e allora vedo davvero.
La prima volta l'ho finito di leggere in un paio di giorni. L'ho letto per la seconda volta visto che la prima l'ho assolutamente divorato, per come scritto e per come, nonostante la vita calma e tranquilla che raccontano, risulti comunque avvincente; ma ho capito che forse, preso dalla frenesia, avevo tralasciato qualche dettaglio, qualche sfumatura. E allora ho ripreso subito la lettura, con calma, per assaporare meglio ogni evocativa immagine, ogni sensazione, ma anche "odori e sapori", che i due scrittori (bravi entrambi) riescono a destare nel lettore, con estrema bravura descrittiva. Le immagini che scaturiscono sono dettagliate, chiare, vive, tanto da avere la sensazione di essere lì al loro fianco, di accompagnarli nella loro vita in montagna, nel loro processo di adattamento seguendo il ritmo delle stagioni. Non è un semplice diario di bordo della loro esperienza, però, perché tra le pagine spiegano perfettamente i motivi della loro scelta e l'incolmabile divario che c'è tra il mondo "normale", e la comune concezione di vita, e la loro scelta di rallentare, il loro ritorno alle origini, a quei valori importanti che spesso dimentichiamo.
Lo leggerò ancora, per rivivere l'esperienza insieme a loro e carpirne ogni volta nuove sfumature.
Scoperto per caso, questo libro è stato una piacevolissima sorpresa: scorrevole e ben scritto, profondo e allo stesso tempo di facile e immediata comprensione. Mi ha divertito, commosso e illuminato, incatenandomi alla lettura dalla prima all'ultima pagina per seguire le avventure e le riflessioni dei due protagonisti.
Tommaso e Alessia incarnano il sogno proibito di una schiera sempre più grande di giovani, stanchi di sacrificare le proprie aspirazioni sull'altare delle presunte sicurezze e delle "comodità" offerte dall'ambiente cittadino. La loro storia è uno schiaffo alle convenzioni, un testimonianza concreta e reale di come cambiare vita sia davvero possibile. E di come sia possibile, con un progetto consapevole e razionale, valorizzare interessi e passioni e metterli al centro della propria quotidianità. Loro ce l'hanno fatta, e il racconto di questa esperienza potrebbe aiutare tante altre persone a trovare la propria strada verso la libertà.