Il viaggio di un uomo che sceglie di partire, nonostante a chiederlo sia il padre che non ha mai avuto.Una telefonata sveglia Matteo all’alba mentre è in vacanza con la sua famiglia. All’altro capo la voce di un uomo che conosce appena. Suo padre lo sta chiamando da un passato rimosso. Gli chiede di incontrare la sorellastra, che conosce appena e il cui unico ricordo è intriso di una sensualità acerba, e insieme raggiungerlo in una remota città ucraina. Matteo non sa ancora quanto quel viaggio lo porterà lontano, né se avrà la forza di realizzare l’ultima volontà di un uomo morente la cui assenza ne ha scolpito il carattere, le chiusure, la vita intera.Come nell’opera di Bach, è l’umano il fulcro di questo romanzo. Un umano dimenticato, fatto di debolezze e rancori, di pulsioni e desideri, di una grazia terrena e scabrosa capace di contemplare dentro di sé il proprio contrario.Dopo il successo di XXI Secolo (finalista al Premio Strega 2015), Paolo Zardi consegna al lettore una storia di rara intensità. La sua scrittura si immerge nella misteriosa sostanza degli affetti, ne percorre le profondità fino a toccare quel nucleo fondativo in cui le scelte hanno il peso delle colpe.
Paolo Zardi è nato a Padova nel 1970. Ingegnere suo malgrado, è felicemente sposato e ha due figli. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste e quotidiani; il racconto “Un silenzio che non è assoluto” è presente nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio, 2008) curata da Giulia Belloni. Cura diversi blog, scrive solo in treno, durante i viaggi di lavoro, ascoltando musica di ogni genere, e quando scrive usa Open Office, carattere tahoma 10, giustificato, interlinea 1.
Da alcuni giorni ormai ho concluso la lettura di "La passione secondo Matteo", ci ho messo un po' a trovare le parole per consigliarlo perché è stato davvero un viaggio intenso.
Matteo è in vacanza con moglie e figli quando riceve la telefonata di suo padre Giovanni che gli chiede di raggiungerlo subito in Ucraina insieme a sua figlia Giulia, sorellastra di Matteo. Nonostante Matteo provi molta rabbia e rancore nei confronti di quel padre totalmente assente, che non vede da anni, così istrionico e di dubbia moralità, intraprende il viaggio che lo cambierà per sempre.
Questo è il terzo libro di Paolo Zardi che leggo e, ancora una volta, non delude, anzi. Il tormento, la rabbia, la fragilità, il giusto, lo sbagliato, il senso di colpa, la paura, il desiderio: col personaggio di Matteo l'autore ci costringe a guardare dentro noi stessi, in questo senso si potrebbe dire che è un romanzo "scomodo". Intenso, profondo, viscerale, ma scomodo. Proprio come piace a me.