Un uomo è scomparso a Grassano, paesino dell'entroterra lucano che fu culla dei briganti e ispirazione per il Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. Il maresciallo Scapaccione, assegnato da poco alla locale stazione dei carabinieri in seguito a una vicenda dai contorni torbidi, deve indagare sulla sparizione facendosi largo tra superstizione, maldicenza e intrighi di paese. Tra movimenti di protesta che mirano a salvaguardare la purezza del territorio, santoni che promuovono rimedi alternativi per qualsiasi disturbo e avvinazzati che evocano lo spettro del brigantaggio, in una realtà sfuggente che sembra esistere soprattutto nei racconti della gente, il maresciallo dovrà giungere alla soluzione dell'enigma, muovendosi tra un mondo che sta imparando a conoscere e la sua personale battaglia per un riscatto sentimentale.
L’autore è un amante dei gialli, da Christie/Simenon a Camilleri/Manzini, ne ha letti e ne legge tantissimi, fino a che si è deciso a saltare la barricata, passando di fatto da lettore a scrittore. Perché no?
Più che naturale per lui ambientare la storia in quel di Grassano, dove è nato, in Basilicata. E ciò che si avverte forte, da subito, è proprio l’amore per la sua Terra, per le persone che la popolano, le sue antiche tradizioni, superstizioni comprese, i suoi bellissimi paesaggi. Molti i richiami a Levi e al suo Cristo si è fermato a Eboli: penso non si potesse evitare un così doveroso omaggio.
La storia non è male, è ben costruita, ha un ritmo discreto che ci fa conoscere pian piano i personaggi, il luogo, nonché scorci di vita di un piccolo paese meridionale, offrendo ogni tanto qualche colpo di scena; la scrittura è semplice ma coinvolgente, a volte ironica, divertente, distensiva. Il protagonista ha un peccatuccio nel passato e molti sono pronti a ricordarglielo, soprattutto le donne, con le quali non è certo un campione; inoltre, è un po’ assillato da una madre impossibile... ci sono diversi siparietti... vi prego, fatela tacere!!!
3,5/5 Buon esordio per quanto mi riguarda; non mi resta che trovare conferme nel secondo della serie (La terrazza degli inganni).
Un romanzo simpatico, con ambientazione rurale. Piacevole, scorre leggero e simpatico. A volte frasi da annotare, a volte un po' semplicistico e banale. Storia abbastanza inverosimile, ma si legge tranquillamente.