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L'eretica di Dio
1412, Domrémy.
Il giorno in cui Giovanna d'Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un'eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un'impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità.
Dopo Matilde, Rita Coruzzi narra le gesta e i segreti di un'altra eroina della fede cristiana, Giovanna d'Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
Il giorno in cui Giovanna d'Arco viene alla luce non è un giorno come gli altri, è un giorno straordinario. Il sole scompare per qualche ora, nascosto da un'eclissi, gettando nel panico i villani. E proprio quando la neonata emette un vagito, la luce torna. Questo non è che il primo segno di una vita che sarà breve e straordinaria. Giovanna, infatti, giovanissima, inizia ad avere delle visioni, a sentire la voce di Dio. Una voce che la spinge alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo prima, e poi a un'impresa che pare impossibile e assurda per una sedicenne di umili origini: salvare il regno di Francia, afflitto da decenni di guerra contro gli inglesi. La fugace ed eccezionale vita di Giovanna è scandita dalle parole di Dio, dal sostegno del suo popolo, dal favore delle truppe da lei guidate, dai miracoli praticati a chi chiede la grazia. Giovanna è il simbolo della rinascita contro la decadenza. E, forse per questo, viene condannata come eretica, il suo corpo dato alle fiamme, i suoi resti gettati nella Senna. Una condanna assurda e osteggiata da molti, vergata da quella stessa Chiesa che secoli dopo ne proclamerà la Santità.
Dopo Matilde, Rita Coruzzi narra le gesta e i segreti di un'altra eroina della fede cristiana, Giovanna d'Arco, guerriera, eretica, santa. Una donna che, in soli diciannove anni di vita, cambiò la storia.
396 pages, Hardcover
Published June 27, 2017
About the author
Rita Coruzzi
20 books2 followersBorn in Reggio Emilia (Italy) june 2nd 1986.
She graduated in journalism at Parma University.
She graduated in journalism at Parma University.
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Community Reviews
Displaying 1 - 1 of 1 review
April 27, 2022
"Della guerra sono stanca ormai
Al lavoro di un tempo tornerei
A un vestito da sposa o qualcosa di bianco
Per nascondere questa mia vocazione
Al trionfo ed al pianto"
Il personaggio, realmente esistito, di Giovanna d’Arco unisce due fortissimi archetipi, quello della donna guerriera e quello della persona di umili origini che si trova a incidere in un contesto sociale dal quale in teoria sarebbe stata esclusa. Sono due temi entrambi affascinanti, e non a caso la contadina francese è uno dei personaggi storici più popolari, pensiamo solo alla canzone di De André che ho citato prima o al bel (almeno a me è piaciuto, anche se mi pare che né la critica né il pubblico lo abbiano gradito) film di Besson con Milla Jovovich
La Coruzzi ci restituisce, in questa biografia romanzata. la sua versione dell’eroina, una versione in cui si insiste maggiormente (coerentemente con le convinzioni dell’autrice) sugli aspetti mistici e religiosi, e dove c’è il giusto equilibrio fra fedeltà storica ed efficacia narrativa. In particolare, l’autrice ci parla dei dubbi di Giovanna, del suo monologo interiore (o con le “voci” per chi, come l’autrice, è credente), della sua paura, del peso delle sue rinunce. Nella storia viene anche, in modo molto verosimile ancorché non storicamente accertato (e l’autrice è onesta nel mettere in evidenza questo aspetto, già dall’introduzione), inserita una storia d’amore, che a me ha ricordato quella fra Faramir ed Eowyn, anche se qui manca il lieto fine. Il tutto è narrato in modo coinvolgente e piacevole.
Ho trovato particolarmente significativo il fatto che il romanzo sia scritto da un’autrice poco nota e italiana. Il mondo dell’editoria pullula di opere scadenti che gridano pietà per gli alberi (o il coltan) sprecati per stamparli (o metterli su ebook). Proprio per questo è utile il passaparola fra noi lettori quando troviamo un emergente che ha le qualità per passare definitivamente da emergente ad autore di successo, e sostenerlo con le nostre recensioni e i nostri commenti.
Al lavoro di un tempo tornerei
A un vestito da sposa o qualcosa di bianco
Per nascondere questa mia vocazione
Al trionfo ed al pianto"
Il personaggio, realmente esistito, di Giovanna d’Arco unisce due fortissimi archetipi, quello della donna guerriera e quello della persona di umili origini che si trova a incidere in un contesto sociale dal quale in teoria sarebbe stata esclusa. Sono due temi entrambi affascinanti, e non a caso la contadina francese è uno dei personaggi storici più popolari, pensiamo solo alla canzone di De André che ho citato prima o al bel (almeno a me è piaciuto, anche se mi pare che né la critica né il pubblico lo abbiano gradito) film di Besson con Milla Jovovich
La Coruzzi ci restituisce, in questa biografia romanzata. la sua versione dell’eroina, una versione in cui si insiste maggiormente (coerentemente con le convinzioni dell’autrice) sugli aspetti mistici e religiosi, e dove c’è il giusto equilibrio fra fedeltà storica ed efficacia narrativa. In particolare, l’autrice ci parla dei dubbi di Giovanna, del suo monologo interiore (o con le “voci” per chi, come l’autrice, è credente), della sua paura, del peso delle sue rinunce. Nella storia viene anche, in modo molto verosimile ancorché non storicamente accertato (e l’autrice è onesta nel mettere in evidenza questo aspetto, già dall’introduzione), inserita una storia d’amore, che a me ha ricordato quella fra Faramir ed Eowyn, anche se qui manca il lieto fine. Il tutto è narrato in modo coinvolgente e piacevole.
Ho trovato particolarmente significativo il fatto che il romanzo sia scritto da un’autrice poco nota e italiana. Il mondo dell’editoria pullula di opere scadenti che gridano pietà per gli alberi (o il coltan) sprecati per stamparli (o metterli su ebook). Proprio per questo è utile il passaparola fra noi lettori quando troviamo un emergente che ha le qualità per passare definitivamente da emergente ad autore di successo, e sostenerlo con le nostre recensioni e i nostri commenti.
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