Il romanzo si apre con la voce di un personaggio secondario il quale introduce il lettore pian piano alla familiarizzazione di quelli che saranno alcuni dei protagonisti. A Napoli un uomo in pensione e sua moglie, iscritti a una scuola di ballo, stringono amicizia con Raffaele e Titina, una coppia anch’essa in pensione. Lo sguardo gettato all’interno del nucleo familiare di Raffaele e Titina causa l’innesco vero e proprio del romanzo. Uno dei due figli, Marco, che vive a Milano, s'innamora di Elvira, una ragazza di origine colombiana. Il rapimento della ragazza, poco prima del suo matrimonio con Marco a Bogotà, rivelerà con un colpo di scena un segreto d’amore che sarà poi utile alla sua stessa liberazione, stabilendo un punto di snodo fondamentale per l’intera narrazione. Si cominciano così a delineare i Marco, Elvira, Enca la madre e Alejandro il suo rapitore, di cui non sa d’esser figlia. Si sviluppa a partire da qui un intricato tessuto di amicizie e parentele che comprende altri personaggi principali il cui destino è strettamente connesso, direttamente e indirettamente, alla figura di Alejandro.Una trama condita di amori, rapimenti, viaggi, misteri, affari internazionali, non sempre limpidi, elementi che si insinuano nella apparente “normalità” per svelarne l’eccezionalità e un finale che ricompone in un unico quadro la frammentarietà di certe vite, lasciando inoltre presagire un prosieguo, fanno di “Matrimonio a Bogotà” un romanzo non solo da leggere ma da vedere in scena. Il carattere cinematografico dell’opera ben si adatta ai tempi moderni