Umbria was an important geographical and political entity in Italy during the late Middle Ages and was always linked to the Papal State. This text considers the place of the Jews in the religious, social and economic context of the region and discusses their mentality and family life. It illustrates the relationships of the Jewish communities with the political powers and the Church from the second half of the 13th century, while Jewish settlement became permanent and continuous, until their expulsion was decreed by Pope Pius in 1569. The author reconstructs the everyday life of the Jews within the context of historical anthropology and sociology.
Finalmente! Ho finito Il vino e la carne di Ariel Toaff (sottotitolo: "Una comunità ebraica nel Medioevo"), che avevo iniziato addirittura il 7 luglio con la convinzione che ci avrei messo poco tempo: invece mi è sembrato noiosissimo e piatto. Ogni giorno lo vedevo chiuso sulla mia scrivania e pensavo che "dovevo" leggerlo, ma... non ne avevo assolutamente voglia, era diventato proprio un obbligo. Uno dei punti di forza che indicava lui, e cioè che l'autore ricordava molti esempi concreti per illustrare le affermazioni generali che faceva, era una delle cose che mi indisponevano maggiormente nella lettura. Un caso concreto, va bene, due, ok, ma pagine intere di "e Mosè nel 1416 fece questo ... e Salomone nel 1439 fece quest'altro ... e nel 1492 ad Abramo successe quest'altro ..." erano francamente estenuanti nella loro ripetitività. A proposito di ripetitività, l'autore aveva 2-3 concetti che gli stavano a cuore, e li ripeteva ossessivamente, tanto che potevi stare sicuro che a un certo punto sarebbe comparso il jolly della "predicazione minorita"... E poi, diciamolo, alcune sezioni lasciavano un po' il tempo che trovavano, perché quando diceva "la maggioranza dei matrimoni nelle famiglie ebree più ricche era decisa dalle famiglie, con poco spazio per la libertà di scelta degli sposi", uno pensa: "Ma nooo?". E difatti poche righe dopo: "... come del resto avveniva anche fra i cristiani": e va beh, e allora, se è così scontato, evita di scriverci pagine e pagine. E come tutta la storia sui mercanti. Ma parlo io, di scrivere libri che non apportano significative novità nel sapere consolidato! Ho trovato un errore da matita blu, proprio su Valdiponte! Il libro era incentrato sull'Umbria del tardo Medioevo, perciò compariva anche il "mio" monastero, chiamato però - orrore! - "convento" a p. 211. A p. 279 l'autore sembra dare particolare risalto a una sanctio che in realtà era inserita regolarmente in tutti i mandati pontifici dell'epoca: non posso credere che Toaff non lo sappia questo, ma dal testo parrebbe che a suo dire Sisto IV minacci "lo sdegno di Dio e dei beati apostoli Pietro e Paolo" solo su chi molesterà maestro Elia, come se non fosse una formula di uso comune nella cancelleria. Mah.
Non voglio dire che il libro sia tutto da buttare, i capitoli centrali, quelli da cui ci si poteva aspettare che emergessero notizie più caratteristiche della situazione della comunità ebraica e non generiche affermazioni che possono andare benissimo anche per i contemporanei cristiani ("Stregonerie, malefici e omicidi rituali", "Convertiti, neofiti e apostati", "Il copione della discriminazione"), erano i più interessanti.