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Dillo tu a mammà. L'amore è sempre una faccenda di famiglia

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I sentimenti non sono semplici, ma con le parole lo diventano.L’amore è sempre una faccenda di famiglia. Samuele ne è convinto, mentre guarda fuori dal finestrino sul treno che da Milano lo trascina verso sud. Dopo essere fuggito per anni, è finalmente pronto a rivelare ai suoi genitori di essere omosessuale. Con lui c’è Claudia, la sua migliore amica, incallita single taglia 38 e unica donna di cui si fida. Appena arrivano a Trentinara, un grazioso borgo del Cilento, ad accoglierli ci sono i parenti al completo. E la sera, alla festa del paese, il papà ha un annuncio da fare: suo figlio e la fidanzata Claudia si sposeranno a breve. È un vero e proprio shock per Samuele: lui vuole sposare Gilberto, il compagno rimasto a Milano, proprio lo stesso uomo che lo aveva convinto a riavvicinarsi ai suoi. Ma nelle case del Sud è quasi una tradizione che sogni e desideri vengano condivisi in “famiglia”: non solo con mamma e papà, ma anche con quella vecchia zia che si incontra una volta all’anno e persino con la vicina di casa. E così Samuele, per poter essere padrone della propria vita, dovrà fare i conti con un passato che vuole lasciarsi alle spalle; stavolta, però, non è disposto a scendere a compromessi. E adesso chi glielo dice a mammà?

322 pages, Paperback

Published May 11, 2017

4 people are currently reading
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About the author

Pierpaolo Mandetta

12 books21 followers
Pierpaolo Mandetta (1987) vive tra Milano e la provincia di Salerno. Scrive sul blog “Vagamente Suscettibile”, dove nella rubrica La Posta del Cuore risponde alle sue lettrici su tradimento, sesso e amore.

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6 (3%)
Displaying 1 - 30 of 36 reviews
Profile Image for Chiara Ropolo.
1,481 reviews25 followers
September 11, 2017
https://lalettricesullenuvole.blogspo...

Le mie amiche blogger mi hanno consigliato tanto questo libro, dicendomi che mi sarebbe piaciuto. Ero convinta quindi che l'avrei apprezzato ma non così tanto.
Io sono piemontese e vivo in Piemonte. Cosa potrei capire delle abitudini del Sud? Come potrei provare empatia per il protagonista?
Ebbene, tutto il mondo è paese. Sì adesso mi metto a parlare per frasi fatte, va bene? Perché le differenze, tanto per cambiare, le facciamo noi nella nostra testa. Io ho capito Samuele, ho provato le emozioni insieme a lui, mi sono immedesimata e ho rivissuto sensazioni sopite che ho provato pure io, ecco!

Samuele è un ragazzo gay quasi trentenne che sta per vedere realizzati i suoi sogni professionali. Vive a Milano insieme a Gilberto, ha amici, scrive e all'apparenza conduce la sua vita ideale. Ma è profondamente infelice e insoddisfatto. Durante la visita ai suoi, nel suo paese d'origine nel Cilento, con la scusa di fare coming out affronterà tutte le sue inquietudini per capire veramente cosa vuole dalla vita e chi vuole essere.
Questo romanzo trae in inganno. Inizia con toni allegri, fa ridere, la cover mette allegria. In realtà è uno dei libri più introspettivi che io abbia letto. Affronta quel periodo della vita di ognuno in cui non si è più così giovani ma neanche ci si sente arrivati, perché si realizza che non si arriva veramente mai. Sulla soglia dei trent'anni, con una carriera imbastita, dei rapporti consolidati, Samuele mette in discussione tutto, andando alle origini dei problemi, scavando nel passato e nelle sue insicurezze.

La tematica dell'omosessualità è parte del libro, ma non è predominante come lascia intendere la trama. Si tratta di un testo molto più complesso che affronta il sentimento più difficile: l'amore. Ma non quello delle storie di coppia, amore qui è intesto quasi come una fatica, un qualcosa da affrontare e subire. E ne tratta tutti i tipi: quello incondizionato dei genitori verso i figli, quello sentimentale, quello proibito, quello fraterno, quello scambiato per amicizia e soprattutto quello verso la propria terra, le proprie origini.
... continua sul blog
Profile Image for Giuls.
1,808 reviews137 followers
June 8, 2017
4,5 stelline

Ho iniziato questo libro completamente attratta dalla trama, mentre avevo paura di trovarmi di fronte ad uno stile troppo dialettale (e io manco capisco il dialetto della mia regione, figuratevi quelli di giù). In realtà mi sono dovuta ricredere già alla prima pagina: lo stile è perfetto, il libro molto scorrevole. Ma soprattutto il libro fa ridere, tanto.
E la trama? Beh, la trama è fantastica.
È una di quelle storie che ti cattura e non ti lascia andar via nemmeno a libro finito.
È una storia bella, emozionante, con un messaggio profondo ed importante: accettarsi e accettare, fidarsi di se stessi e degli altri. Ma soprattutto lasciarsi amare senza scappare, che è una cosa difficile, a volte sembra impossibile, ed io lo so bene che prima ancora del secondo appuntamento mi sono già chiusa a riccio e ho smesso di rispondere ai messaggi, che il tizio mi piaccia sì o no, e che a volte mi comporto così pure con le amiche di sempre.

Samuele è un ragazzo gay che, arrivato a 30 anni, decide essere tempo di fare coming out. E per farlo torna a casa, praticamente scappando dal fidanzato e dal nuovo lavoro. Lo fa in un modo un po’ egocentrico, fregandosene degli altri, perché lui è così: egocentrico, ma anche spaventato dalle scelte e dal lasciar entrare troppo gli altri.
A parlarne così, però, sembra quasi che Samuele sia uno di quei personaggi antipatici che ti viene voglia di insultare per tutta la durata del libro: e invece no. Samuele, per quanto alcune sue scelte non siano del tutto apprezzabili, è un personaggio d’oro, uno di quei ragazzi che vorresti come amico. Uno che è davvero difficile non amare.
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books89 followers
July 1, 2017
Pierpaolo Mandetta ha scritto un romanzo che è figlio del periodo in cui viviamo, una storia che è la storia di tutti, scritta con un’elegante ironia che allegerisce verità che pesano come macigni. Ci sono così tante cose che mi ha lasciato su cui riflettere che al momento sono vagamente confusa. Se lo consiglio? Assolutamente sì, ma solo se avete il cuore predisposto ad accogliere queste pagine, che rimaranno lì per un bel pezzo.
Profile Image for Meshua Arcieri.
587 reviews19 followers
March 12, 2018
Samuele è un ragazzo del sud trapiantato al nord, dove ha iniziato a gestire un blog in cui dà consigli amorosi e non solo. Decide di fare un viaggio al suo paese d'origine per confessare alla famiglia la sua omosessualità. In questa 'vacanza' si porta dietro la sua migliore amica Claudia, che da quando l'ha conosciuto gli fa un po' da mamma. Inizia così un viaggio all'interno dei sentimenti, sia quelli di Samuele che quelli di Claudia.
Ho iniziato a leggere questo libro con aspettative molto alte, a causa delle molteplici recensioni positive lette. Inizialmente queste aspettative sono state soddisfatte, infatti in alcuni passi mi sono anche commossa. Poi però a lungo andare devo dire che questo libro non mi ha lasciato quello che mi aspettavo. È stata sicuramente una lettura piacevole grazie allo stile dell'autore : la storia è scorrevole, i personaggi sono ben costruiti e l'ironia che usa dona un qualcosa in più. Purtroppo però non sono riuscita ad entrare in empatia con Samuele, l'ho trovato un uomo noioso che invece di fare si piange addosso. Un uomo che scrive e dà consigli agli altri, che poi però non riesce a seguire lui stesso. Mi è invece piaciuto il personaggio di Claudia perché rappresenta molto l'attualità. Ci sono infatti un'infinità di donne sui trenta che non riescono a lasciarsi andare e a trovare un uomo che le possa amare così come sono. Una donna che si innamora sempre dell'uomo sbagliato, ma non per questo si butta giù. L'ho ammirata molto durante la lettura!
Penso che questo libro tratti temi molto importanti, soprattutto oggi, come ad esempio l'omosessualità e la sua accettazione da parte della società/famiglia. Purtroppo però l'autore non è riuscito a farmi entrare a pieno all'interno della storia, o forse sono io che non sono riuscita a farlo. Comunque mi dispiace molto perché come ho detto all'inizio mi aspettavo grandi cose.
Profile Image for Emanuela.
765 reviews41 followers
December 24, 2021
Eccoci all’appuntamento mensile con le letture scelte da altre blogger.
Questa volta mi è toccata Dolci e ne sono stata entusiasta per i millemila titoli che avrei voluto leggere tra cui avevo solo l’imbarazzo della scelta.

Alla fine mi sono decisa per questo di Mandetta perché era uno dei più datati e perchè avevo voglia di riflessioni e qualche risata, che era ciò di cui leggevo nelle recensioni, e quindi è andata.
Purtroppo per me non è scattato il colpo di fulmine come per gli altri.

Ma iniziamo dalla storia: nella trama si legge del coming out che Samuele deve fare con la sua famiglia arrivato ai trent’anni, in occasione del suo imminente matrimonio.
Per far ciò deve tornare da Milano, città in cui si è trasferito, e dove vive e lavora, a Trentinara borgo del Cilento, da cui proviene.
Ma in realtà la trama nasconde molto altro e va ben oltre questi aspetti, perché i tormenti amorosi del protagonista Samuele nascondono quelli di una generazione insoddisfatta che non trova posto in questa società fatta di arrivismo e materialismo e di finti valori e egoismo dominante, in cui diversi suoi amici si arrendono e scelgono di lasciare quei lavori in cui devono competere ogni santo giorno con colleghi e concorrenti che fanno battutine acide e sorrisi finti e aspettano solo un passo falso per farti le scarpe, oppure, molti di più, scrivono le mail alla rubrica per ricevere consigli per la loro insoddisfazione.

Ma troviamo anche raccontato il dramma di doversi trasferire al nord dal sud, lasciando le terre amate perché non offrono lavoro ma nemmeno possibilità di realizzazione personale perché ferme a qualche decennio prima, anche se poi sarà proprio questo che costituirà anche il risvolto della medaglia, rivelandone anche i pregi di una vita molto più a misura d’uomo, scandita da ritmi diversi, da valori diversi e da rapporti personali ancora sinceri.
E questo scatenerà in Samuele il dilemma tra il tornare a Milano o restare giù, dopo aver finalmente fatto pace con le proprie origini.

“Andare, tornare, restare. A volte sono consigli, a volte imposizioni, a volte condanne. Ma è curioso notare come questo riguardi sempre gli altri. “Hai fatto bene”: chi è rimasto lo ripete con un preciso godimento, che facciamo bene a emigrare. A me fa sentire in bocca l’amaro della sconfitta, invece, e non la grinta dell’opportunità. Vorrei non essere costretto ad agitare il fazzoletto e a porgere i saluti alle mie montagne.”

“Vorrei essere insensibile, disumano, supponente. E invece li amo. Li guardo e li amo per la prima volta, di nuovo. Come si ama chi viene al mondo, chi è appena nato e lo si guarda con candore, senza filtri e pregiudizi. Sono perfetti così come sono e devo obbligarmi a fare i conti con i sentimenti che un saluto comporta. Senza sminuirlo o fare finta che non abbia il valore che inevitabilmente gli attribuisco.
Li amo. Vi amo.”

In più ci troviamo anche, un po’ secondaria ma non troppo, la difficoltà di discernere tra i rapporti nella propria vita, del capire quali siano le persone realmente importanti e a cui dare peso e quali invece quelle da lasciar andare, anche quando a volte costituiscano delle questioni irrisolte e che hanno segnato il nostro passato.

In tante di queste riflessioni avrei potuto ritrovarmici se fossero state delineate in una maniera un po’ più spontanea, meno forzata e lamentosa.
Purtroppo invece mi sono ritrovata, per tre quarti del libro, a leggere dei patemi d’animo di questo ragazzo, nemmeno tanto giovane, che passa il tempo a tormentarsi e non in maniera costruttiva ma principalmente sfuggendo ai problemi, nascondendosi e evitandoli, cercando di negarli.

Purtroppo l’empatia con lui non è proprio scattata, e non so se sia perché in fondo non mi abbia davvero convinta il tono della scrittura un po’ ambiguo, che mi è sembrato oscillare indeciso tra un tentativo di ironia che non avesse il coraggio di spingere troppo, e un’introspezione che però non si esprime mai davvero, non dà pareri o punti di vista attraverso i personaggi, ma descrive solo i problemi e alcuni modi di esprimerli.

Avrei potuto immedesimarmi nel protagonista un po’ per la mia situazione lavorativa ma anche per la mia identità di donna meridionale trapiantata in Emilia. Purtroppo questo non è successo e mi sono ritrovata a leggere per la maggior parte del tempo, delle giornate trascorse da quest’uomo, senza un vero obiettivo, vagando da un luogo all’altro e da una persona all’altra, con tanta noia, fino all’ultima parte dove comunque non ritroviamo nessuna vera “risoluzione” ma dove almeno leggiamo finalmente di un Samuele che si decide a portare a fondo i propri interrogativi e a scavare dentro di sè.

Ho apprezzato molto di più alcuni personaggi secondari come per esempio Claudia, cinica e ironica apparentemente, ma che poi svela la propria natura di donna bisognosa di affetto, e dei parenti che potrebbero essere i parenti di una qualsiasi famiglia del sud, come per esempio la nonna che, nonostante la sua età, non si fa fermare da tanti luoghi comuni della mentalità di paese e che riesce ad andare dritta al punto leggendo nel cuore del nipote senza bisogno di tante parole.

Ma soprattutto le tre stelline questo libro se l’è meritate per le scene rurali e le ambientazioni descritte, come quelle della sagra, o del mercato, o quelle del fare il sugo e uccidere le galline, e per gli insegnamenti della saggezza popolare e tutte quelle che evidenziano il calore umano di cui si rivelano capaci gli abitanti del posto, pur nella loro ignoranza, guardando alla persona e non ad un’etichetta.
So bene purtroppo cosa voglia dire trovarsi a fare i conti con le proprie origini e rimpiangere amaramente aspetti a cui non si era fino a quel momento data la giusta importanza, dandoli forse anche un po’ per scontati.
È per questo che non me la sono sentita di dare un voto più basso a questo libro che avrebbe per me potuto essere un capolavoro per i temi che porta, ma che invece per me si è rivelato una delusione.

“Samuele, a papà, ricordati na cosa: se una persona tiene un pensiero e basta per la testa, quel pensiero diventerà il suo padrone. Bisogna averne uno di riserva, per essere equilibrati. Se tieni due pensieri, allora potrai decidere, e un uomo che può decidere è un uomo libero.”

“-Mi sento perso. Come se non riuscissi più a controllare le cose che mi succedono. È come se...se la vita stesse controllando me. È una cosa insolita?
-Gli uomini hanno questa continua mania del controllo, ma dobbiamo lasciare a Dio il suo ruolo di architetto e di guida. Siamo gente del Sud, Samuele, facciamo quello che vogliamo, quando ci va di farlo. Siamo istintivi, di cuore e di carne. Pure se ti sei trasferito a Milano resti un ragazzo di qua. Però i tuoi antenati hanno un’altra grande virtù da insegnare, e che le nuove generazioni non rispettano. È la pazienza. Sai cosa diceva Sant’Agostino sulla pazienza? (...) che con la pazienza su sopportano i mali, mentre chi non ce l’ha e si ribella a quei mali, ne soffre il doppio.”

“Penso che sto impostando la mia vita come se dovesse durare molto a lungo. Come se contassi di avere le energie attuali per sempre. Ma ho trent’anni e se dovessi dire che è passato parecchio, da quando uscii sano e salvo da quell’aula delle superiori, mentirei. Mi è sembrato un istante. Eppure il problema sono soprattutto i ricordi, che sono pochissimi perché viviamo nel futuro, nell’apprensione e negli intervalli, negli appuntamenti d’inchiostro sull’agenda. Facciamo finta che quando avremo sistemato tutto e raggiunto ogni obiettivo, allora ci riposeremo, ci omaggeremo con del tempo per goderci...che cosa?
La vita è rapida e inconsistente. Quello che possiamo fare per tracciarne il percorso con delle bandierine solide è chiedere scusa. Almeno ogni tanto, chiedere scusa, perché fa bebe. Perché interrompe il fuggi fuggi e commuove chiunque. È questo che ci ricordiamo, nel voltarci indietro: le occasioni in cui ci siamo commossi.”
Profile Image for Stefania Crepaldi.
232 reviews44 followers
September 2, 2017
Che bello questo romanzo! Leggerlo è stato un vero piacere. 
Questa è una di quelle storie che apre talmente tanti cassettini e fornisce talmente tanti spunti di riflessione da necessitare di almeno cinque diverse recensioni.

“Dillo tu a mammà” è difficile da inquadrare, perché l’autore ha dato vita a quella che io definisco “storia rotonda”.

Siamo a Trentinara, un paesino del Cilento, dove Samuele fa ritorno, assieme alla sua migliore amica Claudia, per dare il lieto annuncio alla famiglia: presto si sposerà! 

“Qui con i sensi di colpa e il cemento hanno costruito le famiglie e i quartieri, come in tutti i paesi del Sud.”

E a Trentinara inizia il primo argomento di discussione: Samuele è fidanzato con Gilberto, il compagno psicologo che ha lasciato a Milano e che lo ha convinto a riavvicinarsi alla sua famiglia. Bisogna sempre chiudere i conti del passato per vivere bene il presente, e gettare le basi per il futuro. Lo sa bene Samuele, che si imbottisce di farmaci per tutti i suoi vari disturbi fisici, disagi del corpo che esprime ciò che la mente e la voce non sono in grado di fare.

Ovviamente, vedendolo con Claudia, tutti gli abitanti del borgo la identificano come la futura sposa. Samuele inizierà così la sua prima battaglia, combattuta per ottenere il rispetto e la considerazione per l’amore che nutre per un altro uomo, per mostrare il suo vero Io.

Non sto a dilungarmi sulle questioni di genere. Trovo che amare sia un’attività libera, priva di costrizioni esterne. In realtà so che non è così, ma voglio che lo sia, perciò lo affermo. Nessun moralista, nessun benpensante detiene davvero il potere di ferirci o giudicarci. Molti di loro lo fanno per ignoranza, altri perché vedono una breccia in noi, un luogo dove poter inoculare le loro schifezze e i pensieri arzigogolati, privi di fondamenta logiche; altri ancora amano far scorrere il sangue, non importa per quale motivo, gli basta sparare a zero e provocare dolore. La forza delle nostre posizioni è la migliore resistenza contro l’ignoranza che dilaga. 

Quello che mi preme sottolineare di questo romanzo è la sensazione che ho provato divorandolo. Samuele è un uomo indifeso, in balia di emozioni che non sa riconoscere. Il suo cuore è già giunto a certe conclusioni, ma la sua mente gli rema contro. 

Samuele è indifeso, sopraffatto, in alcuni punti rassegnato. È un uomo che cerca senza sosta una via di fuga pur di non scendere a patti con quello che prova davvero. Il ritorno al borgo lo metterà di fronte a quella parte di sé che non ha ancora affrontato, legata alle tradizioni, alla famiglia d’origine che non lo riconosce, a cui sembra un alieno sceso dal pianeta Marte.

“Credo che i genitori del Sud ci diano tutto, tranne il diritto di sperare che possiamo farcela da soli. Tranne la facoltà di essere felici per conto nostro.”

Questa affermazione mi ha colpito molto. Scendere a patti con la propria famiglia d’origine è una tappa importantissima della nostra evoluzione personale. Ad un certo punto ci rendiamo conto che i nostri genitori non sono supereroi, che sono pieni di difetti e che stentano a credere alla nostra crescita, non recependo le nostre esigenze, ridicolizzando i nostri obiettivi e troncando i nostri sogni ostentando sicurezza nel prevedere i nostri fallimenti, il tutto fatto per il nostro bene, perché loro conoscono la vera essenza dei nostri bisogni, la vera via per il raggiungimento della nostra felicità.

Partire da una situazione simile ti fa dubitare di te stesso e, allo stesso tempo, mette in ombra qualsiasi relazione tu stia coltivando e portando avanti in quel preciso momento. 

Samuele ricerca senza sosta di risolvere tutte le questioni emotive lasciate in sospeso, e trova dentro di sé la parte più profonda di ognuno di noi, che è lì, ad aspettare un nostro cenno per essere mostrata in tutta la sua gloria, con fierezza equilibrio e orgoglio.

Non è facile essere diversi in questo mondo. Non è facile mettere al primo posto la ricerca della nostra felicità e perseguire lo scopo fino a quando esaleremo l’ultimo respiro. Ma è questo che Samuele ha bisogno di fare, è questo che gli serve per riuscire ad essere davvero felice, per continuare la sua vita.

Ho sempre sostenuto che l’unica cosa che ci frega davvero nella vita è la paura. Può sembrare banale, ma è così. La paura arriva per farci tremare come foglie, oppure per farci capire che a quella determinata persona o situazione teniamo tantissimo, facendoci annusare l’odore della perdita. 

“Come si può essere felici se non possiamo essere liberi dalla paura? E com’è possibile che abbiamo ancora tanta fede che l’amore ci salverà da noi stessi?”

Queste sono due delle domande più importanti che l’essere umano si rivolge dall’alba dei tempi e a cui cerca di dare risposte soddisfacenti in molteplici modi.
Pierpaolo Mandetta offre la sua risposta in questo bellissimo romanzo, una risposta accurata, dettagliata e tutta da leggere; lo fa prendendo per mano il lettore, trascinandolo nella storia con Samuele e rendendolo partecipe delle sue piccole e grandi battaglie. 

La felicità si raggiunge solo con l’equilibrio; la felicità è amore per se stessi prima che per un altro; la felicità è fare spazio alla paura, comprenderla e combatterla ad armi pari, senza fuggire a gambe levate; la felicità è dichiarare con fierezza e orgoglio ciò che si è, con forza e determinazione. 
La felicità è a portata di tutti, basta solo riconoscerne gli indizi e imboccare il cammino che ci porterà a scoprire la nostra vera vocazione nella vita.

“Dillo tu a mammà” è un romanzo da non perdere, che consiglio a tutte quelle persone che sono alla disperata ricerca delle vie di fuga più originali possibili, — dal giudicare gli altri al sentirsi moralmente superiori al mondo intero — pur di non affrontare la loro essenza, pur di non imparare a conoscersi davvero.
Profile Image for Michela biasca.
113 reviews9 followers
August 25, 2017
DOPO LA LETTURA DI CUORE SATELLITE DELLO STESSO AUTORE HO RIVISTO LA MIA VOTAZIONE, I MIGLIORAMENTI STILISTICI CI SONO E NON POTEVO NON DARE UNA STELLINA IN PIù!Ormai sono circa 4 anni che le mie letture hanno preso la via del romance male to male,tanto che faccio parte da tempo di un blog proprio per recensire questo genere di nicchia. Per me leggere un libro che parla di un ragazzo che non riesce a dire ai genitori che invece della fidanzata ha un fidanzato non è una novità. Quando un paio di miei contatti facebook( una scrittrice, amica, blogger e una lettrice simpaticissima conosciuta a Milano a tempo di libri, siete voi Francesca Preziosi e Daniela Carollo!)hanno condiviso un evento che riguardava Dillo tu a mammà, mi sono incuriosita e sono andata a indagare. Ho letto la trama e assolutamente non potevo farmi scappare l'occasione per leggere questo libro e per conoscere l'autore!Cosa c'è di diverso in questo libro del classico Romance m/m? Beh, questa è assolutamente una storia corale, non solo parla di un coming out in famiglia, lo trascende perché potrebbe essere quello di ognuno di noi e non legato per forza ad un orientamento sessuale, ma potrebbe riguardare tutti quei piccoli e grandi segreti che ci siamo tenuti dentro per non offendere un amico, per non deludere un genitore, per non essere presi in giro per i proprio gusti... Quante volte siamo veramante sinceri con la famiglia e i parenti? Sono convinta che ognuno di noi una volta nella vita ha dovuto combattere contro pregiudizi, contro un determinato modo di vedere una persona che vuole uscire dagli schemi "preimpostati"dalla società, dal consumismo, dalla religione, dalla moda... Questo libro è che parla a chi non è compreso, quasi un invoglaire ad uscire allo scoperto; una storia dolcissima,a tratti esilarante, ma anche molto profonda, e se solo penso che ha preso vita dal vero coming out dell'autore non posso fare altro che commuovermi... L'autore nutre verso le donne una fiducia e amore profondo: sono loro a fare la figura migliore nel libro, partendo dalla migliore amica/strega Claudia, fino ad arrivare alla STUPENDA nonna, che già sapeva tutto!! Sono felicissima di aver letto questo libro, aver conosciuto Pierpaolo e il suo Max e sono sicura che questi due "Patanelli" faranno tanta strada...
Profile Image for Roby_Hood_.
277 reviews16 followers
March 9, 2018
Samuele, accompagnato dall’amica del cuore Claudia, ritorna al paesello natale in provincia di Salerno per fare finalmente coming out e comunicare ai genitori il suo imminente matrimonio con Gilberto.
Ovviamente le cose non vanno come dovrebbero andare e si susseguono varie peripezie per cui tutto viene rimesso in discussione: la famiglia, l’amicizia, l’amore.

L’amore è la tematica attorno cui ruota tutta la lunga riflessione del protagonista, un tipo assai complessato, che è cresciuto solo fisicamente ma che dentro è rimasto ancora un bambino desideroso solo di libertà, di spazio, di rimanere solo con la sua fantasia, di vagare per le viuzze del paese e nei boschi delle vicinanze, di essere felice perso in se stesso e nella natura che lo circonda, consapevole però che c’è chi si preoccupa per lui, che lo coccola con il cibo e le coperte calde, che gli risolve i problemi.

Il coming out di Samuele è però anche un’occasione di tagliare finalmente il cordone ombelicale con la madre, con il suo fidanzato segreto del liceo, con il paesello ancora di mentalità retrograda; di smetterla di frignare come un bambino piccolo e di volere che il mondo giri unicamente intorno a sé; è un’occasione per accorgersi che esistono anche gli altri e di iniziare, con il ritorno a Milano, ad amare veramente.

Il romanzo nel complesso però non mi è piaciuto granché per vari motivi: prima di tutto per il ritmo narrativo troppo lento, poi per la ripetitività delle riflessioni paranoiche del protagonista che diventano noiose, pesanti, addirittura estenuanti.
L’unico punto a suo favore è l’ironia caustica che affiora qua e là e qualche personaggio minore ben riuscito, ma per il resto l'ho trovato davvero pesante e poco coinvolgente
Profile Image for Sabrina Muzzi.
69 reviews15 followers
July 3, 2017
Seguo Mandetta su facebook e lo adoro. Inizio grandioso per questo libro, ironico, brillante introspettivo, molto introspettivo, direi anche troppo. È per questo motivo che alla fine, l'ho trovato a tratti noioso e ripetitivo. Sicuramente importanti ed attuali i gli argomenti trattati, bellissime le descrizioni sia dei luoghi, che degli stati d'animo. Ho apprezzato molto, vivendola in prima persona, la differenza do visione della vita tra Milano, caotica e frettolosa ed il sud, più avvolgente. Consiglio comunque il libro, precisando che non si tratta di una storia leggera ed estiva, come si potrebbe pensare.
Profile Image for Marta.
362 reviews9 followers
January 30, 2018
Il protagonista di questa storia è Samuele un ventinovenne che vive a Milano e che ha realizzato il suo sogno di fare della sua passione per la scrittura il suo mestiere.
La storia si apre con Samuele che sta tornando con l'amica Claudia al suo paese d'origine per dire ai genitori che a Milano ha finalmente trovato l'amore e che hanno deciso di sposarsi. Loro però non sanno che il figlio è gay. Samuele ha sempre avuto timore di confessarglielo perché è quasi certo che la loro reazione non sarà positiva.
Con il ritorno a Trentinara la mente gli si affolla di pensieri che già prima di lasciare il paese lo tormentavano. Arriva con tanti progetti e convenzioni che si infrangono con il passare dei giorni.
Samuele e Claudia in quelle settimane scopriranno parti di loro che fino a quel momento nemmeno conoscevano.

Samuele è un uomo solo perché la paura gli impedisce di vivere, le sue insicurezze lo hanno reso fragile ed egocentrico e non lo hanno fatto crescere; sembra essere rimasto il ragazzino di allora e tutta la sua vita che si era costruito a Milano cade a pezzi. Il ritorno a casa gli fa comprendere di non sapere chi realmente sia diventato e che fino ad ora si era limitato a sopravvivere al posto di vivere. Si è fatto divorare dalle sue paure e loro hanno iniziato a vivere al suo posto.

Ho avuto fin da subito l'impressione che non siano gli altri a non accettare Samuele ma che sia lui che non riesce a farlo con se stesso; si è sempre limitato per paura di essere giudicato, per paura di essere deriso, per paura di essere se stesso. E forse è stato più comodo dare la colpa di tutto ciò agli altri, dire che non lo hanno mai capito, quando lui non gli ha mai dato nemmeno una possibilità.

Una grande metafora della vita e delle relazioni che poco importa tra chi esse siano perché alla fine siamo tutti uguali con i nostri difetti, insicurezza e paure ma l'amore, l'amicizia e la famiglia restano una parte fondamentale della vita.
Nel romanzo si affronta il tema dell'omosessualità, di quello che ancora oggi accade soprattutto a chi vive in un piccolo paese e di cosa significa uscire allo scoperto. Chi è gay viene denigrato ed allontanato semplicemente perché è qualcosa che non si conosce e fa paura.
Il finale mi ha lasciato qualche dubbio, mi aspettavo qualcosa di diverso e mi è sembrato troppo banale, soprattutto dopo l'enorme cambiamento che c'è stato nel protagonista.

Il romanzo conquista sin da subito, si percepisce l'enorme amore che l'autore ha messo nello scriverlo e tutta la sofferenza che ha provato sulla sua pelle. Un racconto davvero toccante, commovente e speranzoso; una storia di crescita, cambiamento e famiglia, con un grande messaggio, nella quale troviamo moltissimi spunti su cui riflettere e che sono certa saprà conquistare anche voi.
Attuale, forte e vero, ve lo consiglio.
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews90 followers
October 4, 2017
https://labibliotecadieliza.blogspot....

Inizi questo libro pensando, come titolo impone, che sia incentrato sulla rivelazione, sul tornare in paese e informare la famiglia che non solo sei gay ma che, grazie alle benedette unioni civili, ti stai pure per sposare. E invece no, quella è solo la punta dell'iceberg e il tuo personalissimo Titanic (con Rose attaccata con le unghie e con i denti a quel pezzo di legno) deve ancora arrivare. Samuele infatti da gestire non ha solo la reazione di mamma e papà, ma quella di un intero paese, Trentinara, e, cosa che più conta, il proprio cuore. Restare, tornare, rimanere sotto la coperta protettiva di mammà o tornare nel tritatutto milanese, la confusione non può essere più grande, grazie anche all'aggiunta di Claudia e Peppe, nuovi e vecchi A (amici? amori? Starà al lettore dare e darsi una risposta).
E' una storia che appartiene a tanti ma che i più appena sussurrano, la storia di chi si sente stretto e cerca qualcosa di più ma che poi si ritrova a ricordare ciò che ha lasciato, è la storia di chi, ragazzo del sud, spera nell'avventura milanese e poi insegue nei sogni le coccole di mamma, le polpette di nonna, i cieli azzurri di casa, il caldo che ti scotta la pelle. Pierpaolo ci parla della generazione dei trentenni d'oggi che ancora non trova il suo posto nel mondo, troppo indecisa tra il fuggire e il tornare e lo fa con spirito ed ironia, senza tralasciare una buona dose di cinismo che ammetto di apprezzare sempre perchè nel mie corde.
Samuele è un protagonista che si fa amare ma che a cui spesso vorresti dare un bel ceffone, è tutto paturnie e complessi, eternamente con il valium a portata di mano, con l'ansia perenne di fare quel passo in più, di cambiare, di cercare qualcosa di più. E' un irrisolto di natura, che ha paura del successo che sta ottenendo, dell'amore che ha conquistato, della felicità che gli fa ciao ciao con la manina. Come se quella felicità lui non la meritasse. E tu, dopo il meritato ceffone, lo vorresti prendere da parte e dirgli di dare una possibilità a quella felicità, perchè se la merita, la deve accogliere subito prima che cambi idea.
Leggetelo, conoscete Samuele e Pierpaolo, date loro la possibilità di farvi sorridere e riflettere sui tentennamenti dell'animo, sulla bellezza della famiglia, sulla follia che a volte da una svolta ai nostri cuori. E per una volta io, lettrice, mi arrogo il piacere di fare una dedica all'autore, sperando che non gli dispiaccia lasciarmi una paginetta bianca da riempire con la mia scrittura tutta storta:

A Pierpaolo, con affetto
e grazie per questo viaggio a Trentinara, non vi dimenticherò mai!
Profile Image for Shirl.
287 reviews18 followers
January 18, 2018
2,5
Non so, forse avevo talmente tante aspettative ed anche molto alte su questo libro che mi dispiace tanto di esserne rimasta parecchio delusa. L’ho trovato noioso, nonostante sia comunque piuttosto scorrevole. Un concentrato di luoghi comuni sul sud e sulle differenze con il nord, un sud che ci viene raccontato con un po’ troppa superficialità. Il tema dell’omosessualità non è poi così centrale, ma più un pretesto per far tornare il protagonista Samuele nel suo paese Natale alla ricerca di se stesso, perché nonostante tutto quello che ha ottenuto nella sua vita è un uomo insoddisfatto con delle situazioni irrisolte che potranno sistemarsi solo dove tutto è iniziato, affrontando i demoni del passato. Il mio problema è però il protagonista, con cui non riesco ad empatizzare, non lo sopporto proprio! Capisco le crisi esistenziali dei trentenni, chi non ci è passato, però lo trovo davvero troppo infantile, egoista, una persona che mette i propri bisogni davanti a quelli degli altri, tutto ruota intorno a lui –lo ammette anche nel libro- è circondato da persone che lo amano e tentano di fargli comprendere dove sbaglia ma niente, se ne rende conto però continua ad andare avanti, senza risolvere veramente i suoi problemi. Anche il finale, si rende conto di ciò che vuole solo perché ci sbatte contro, perché la vita imprevedibile gli fa capire cosa stava per perdere e non perché lo decide lui.
Un libro sull’amore, in tutte le sue forme, di buoni sentimenti e molti spunti di riflessione, non del tutto approfonditi. Però non mi basta. Probabilmente non lo avrò capito io, mi dispiace.
Profile Image for Serena.
81 reviews18 followers
September 12, 2017
Oddio! Ma cosa ho appena letto? Sono sopraffatta dalle emozioni. È un libro bellissimo.
L'autore racconta della difficoltà di tornare dopo tre anni a casa, in un paesino del sud, per fare coming out con i genitori e comunicargli che a breve si sposerà. Difficoltà accentuata da un carattere già ansioso, dalla paura di fallire su tutta la linea: sia personale che lavorativa.
Questa situazione, già difficile di suo, lo porta inevitabilmente a fare i conti con il suo passato e con i rapporti traballanti con la sorella, i genitori e il resto del paese da cui proviene.
I temi trattati sono forti, potrebbero risultare pesanti, ma la bellezza del libro sta nel fatto che Mandetta è riuscito a parlarne con semplicità e anche molta ironia. Mi ha fatto ridere tanto, ma anche piangere (devo ammetterlo!)
Avrei voluto che il libro non finisse!
Profile Image for simo.
40 reviews
September 18, 2017
Davvero un bel libro, ti cattura, ti sorprende e ti tiene incollato alle pagine fin quando non lo finisci. I personaggi mi sono piaciuti tantissimo, ci ho rivisto dei miei familiari, e sia Claudia che Samuele hanno degli aspetti in comune con me quindi devo dire che leggendolo mi sentivo come se stessi vivendo io le stesse situazioni.Penso che questo libro debba essere letto da tutti, soprattutto le persone meridionali un po' più anziane, per far capire come ci sentiamo noi giovani.
Profile Image for Leggere in Silenzio.
366 reviews8 followers
August 10, 2017
Recensione completa: https://leggereinsilenzio.blogspot.it...

« Dillo tu a mammà è quel genere di romanzo che potrei definire come una boccata d'aria fresca, potente e genuina. Quella brezza estiva a lungo sognata che ti scombina i capelli e l'umore, capace di sorprenderti anche se attesa e di risollevarti letteralmente da terra. Emozioni quasi liberatorie che ho subito durante l'intera narrazione di un romanzo che si lascia divorare in modo ironico, profondo e consolatorio. Subito, esattamente. Perchè vi sfido a non sentirvi chiamati in causa in prima persona nelle situazioni familiari e personali, di vita e relazione che Pierpaolo gestisce in modo equilibrato, maturo, preciso e onestamente irresistibile. Con Dillo tu a mammà Pierpaolo affronta un tema attuale e delicato, in molti casi sottovalutato e non compreso in una società fin troppo spinta al facile giudizio e all'ostentata ipocrisia. E lo fa in un modo così naturale e spontaneo da spingere il lettore al centro esatto di una storia che diverte ed affascina, emoziona e fa riflettere grazie alle mille e più sfaccettature dell'amore che Pierpaolo pone sotto una luce diversa, curiosa, inarrestabile. L'amore per la propria famiglia con tutti i suoi difetti e incontrovertibili tradizioni, l'amore per quella migliore amica che a volte vorresti semplicemente strozzare, l'amore per i ricordi che tornano inevitabilmente a bussare con una certa solerte insistenza e l'amore per il proprio compagno, quello folle e imprescindibile, quello quotidiano e dato per scontato, quello che fa salire in testa mille dubbi e domande che proprio non vogliono darti tregua!
Ma Dillo tu a mammà non è semplicemente questo... »
207 reviews16 followers
December 31, 2017
Trentenne in crisi. E fin qui mi intriga molto visto che adoro le crisi dovute all’età. potrebbe anche piacermi, in fondo è normale attraversare periodi in cui per andare avanti e ritrovare se stessi bisogna tornare indietro da dove si è partiti. Quindi ci sta che il protagonista Samuele torni, finalmente, a casa sua: al Sud in un piccolo paese.
Ma in verità Samuele è veramente antipatico: egoista, ipocondriaco, bugiardo, superficiale. Interessato solo a se stesso, si contorna di un fidanzato e di una migliore amica solo per potergli parlare di se stesso. Insomma secondo me per fargli attraversare la crisi d’identità aveva bisogno di sbattere il muso contro la realtà non di trovare così tante persone pronte ad amarlo.
Il Sud viene raccontato senza gran trasporto ma attraverso molti luoghi comuni.
Lettura velocissima però grazie a una divertente e moderna scrittura.

Profile Image for Desirèe Melano.
107 reviews2 followers
July 11, 2017
Scrivere del proprio coming out credo sia sempre una cosa molto difficile e romanzarlo perché risulti una storia romantica mista al divertente credo sia ancora più complicato. Ma Mandetta ci ha provato. Detto sinceramente il libro non mi ha fatto impazzire; all'inizio la storia sembrava molto carina e particolare, già non e facile rapportarsi con l'avere dei genitori del sud non abituati a determinate cose, figuriamoci se si sente anche il bisogno di dover confessare la propria omosessualità, ma quello che mi ha lasciato un attimo interdetta sia l'inserirsi di tante storie all'interno di una sola, tanto da far sembrare il racconto eccessivo. Escono fuori amanti, amori segreti e non corrisposti e intrighi da ogni dove. L'impressione è quella che l'autore abbia voluto aggiungere elementi su elementi tanto da farlo diventare un racconto abbastanza lungo, l'effetto su di me è stato quello di pensare che fosse troppo carico di cose che alla fine non c'entravano nulla con la storia iniziale. E vogliamo parlare del finale? Buttato lì per chiudere il libro: senza senso e senza una reale connessione, giusto per cercare di dare un lieto fine al libro ma il protagonista non risolve i suoi problemi e di sicuro non capisce cosa li ha causati.
Per carità leggetelo per la curiosità, ma non vi entusiasmate troppo.
PS. Comunque la zia Cherubina mi fa pensare a tutte le anziane che incontro sull'autobus, ancora vecchio stampo e con le vecchie credenze impresse in testa e sempre pronta a lamentarsi di tutto e a criticare ogni cosa!
Profile Image for Ludovica Ponzo.
273 reviews7 followers
May 15, 2018
Fare questa recensione si sta rivelando più difficile del solito, e non perché non avendo un blog mio, non sappia da che parte iniziare, perché da quando conosco Chiara che mi coinvolge in mille progetti, sto imparando anche ad accettare che la recensione faccia parte della lettura e viceversa, ma perché questo libro mi ha lasciato delle emozioni indefinite ed un pensiero vago, troppo vago.
Avevo aspettative molto molto alte perché è da tanto che volevo leggerlo ed avevo sentito solo pareri molto entusiastici, ma, come mi succede ogni volta che un libro abbia un successo strepitoso, io rimango tiepida, quasi incapace di proferire un giudizio. Avrei voluto una lunga lista di “questo mi è piaciuto”, “in questo mi sono ritrovata”, “questo passaggio mi ha fatto sognare”, ma è stato piuttosto un monotono susseguirsi di “è mancato qualcosa”.
Andiamo con ordine. Samuele Foglia è un blogger, risiede a Milano ma è natio di un profondo Sud, un paese di montagna nel Cilento, da cui lui è scappato anni prima, per un semplice e purtroppo motivo comune a tanti ragazzi del Sud: sentirsi stretti ed incompresi in un paese che non dà molte possibilità di espressione e di esternare quello che si è, si vuole, si desidera:

«Trentinara non mi ha mai capito.
Questo paese ha tentato di abbracciarmi, di stritolarmi,
di forzarmi al calore umano, ai doveri di famiglia,
alla baldoria dei sentimenti, sia festosi che lugubri.
Per questo me ne sono andato.
Trentinara è fatta così. E io sono il suo opposto.»

Non è che però lui al Nord si trovi meglio o abbia imparato a starci, anzi, è un continuo battibeccare con la sua amica Claudia, milanese di nascita e di abitudini e di mentalità, proprio su tutta questa fiscalità e questo ordine e questo poco sole che c’è nella gente del Nord.
Ecco qui che si delinea il primo aspetto della personalità di Samuele, il suo piangersi addosso, il suo criticare, ma in fondo non fare niente per cambiare le cose, questo buttarsi sempre giù, rimandare gli eventi, gli incontri, i chiarimenti, questa sua calma apparente, che dire che mi abbia infastidito è dire poco, davvero poco. E lo so che a 30 anni puoi avere tanti momenti di contraddittorietà e di svilimento e di depressione, ma in alcune situazioni, ad esempio nei suoi rapporti sentimentali, mi sarebbe piaciuto vederlo un po’ più risolutivo. Ma forse non sarebbe più stato Samuele?!
Samuele è gay. Ed affronta un viaggio in treno da Milano a Trentinara, accompagnato dalla sua amica, personaggio che invece mi è piaciuto tantissimo, per andare ad informare i suoi genitori che non solo il ragazzo che hanno sempre creduto etero in realtà è omosessuale, ma che ha un fidanzato e che sta per sposarsi!

«Il maschilismo italiano ha imposto ai figli degli standard di virilità che non includevano la possibilità di essere omosessuale alla luce del sole,
portare a casa il proprio fidanzato, conservare status sociale o appoggio familiare.
Un po’ come ho dovuto fare io, per non mettere in difficoltà la famiglia.
Ho dovuto nascondermi, fare le cose in silenzio, dire bugie, trasferirmi.»

La notizia è difficile da mandare giù per tutti, a parte sua nonna che seppur anziana sembra quella che reagisca meglio alla notizia, anche per chi lo aveva sempre saputo ma non voleva accettarlo, per chi non se ne era proprio accorto, per chi aveva preferito far finta di niente, per chi lo aveva sempre saputo ma gli aveva permesso di andarsene senza muovere un dito, ma soprattutto per Samuele stesso che, se non fosse stato “costretto” dal suo fidanzato, Gilberto, sicuramente non avrebbe mai sentito la necessità di parlarne alla famiglia ed al paese tutto. Perché si sa come va in questi paesi, in cui a conoscersi sono molti ma che a conoscere i fatti tuoi sono tutti: ciò che Samuele dirà alla sua famiglia, giungerà presto alle orecchie dell’intero paese di 1.700 anime!
Samuele mi ha fatto sorridere, con quella sua tipica ironia del Sud, quel prendersi in giro senza problemi, mi è piaciuto tanto il suo rapporto di amicizia con Claudia, ma tutta la sua sfera sentimentale mi ha dato molto da pensare, e non in positivo. Non ho proprio tollerato Samuele per le sue elucubrazioni mentali, mi è sembrato sempre un cane che si mordesse la coda. Ad esempio, è uno che per tutto il libro parla di amore e di ricerca di emozioni, anche nelle risposte che dà a tutte le persone che lo seguono su Fb, ma in fondo lui si adopera veramente per inseguirle? O continua a restare statico anche nel vivere le sue passioni? In alcune scene sarei voluta entrare nel libro e gridargli: “ Scetate, vajò, scetate!”...
Per quanto riguarda gli altri personaggi che fanno da contorno al libro, devo dire che l’autore li descrive con molta precisione ed accuratezza: la madre, la nonna, i genitori, la sorella, Peppe, riesce addirittura a differenziare una zia dall’altra, a dare spessore ad un gatto, che poi scoprirà essere il suo. Di certo nei suoi personaggi non manca la caratterizzazione della sfera psicologica, anche di quelli che nomina anche solo per mezza pagina, ma quelli in cui ho avuto più facilità nel riconoscermi, o quanto meno una parte del mio provare sentimenti, sono senz’altro un’algida Claudia, che poi scopriremo tanto algida non essere ed un distaccato Gilberto, che ad un certo punto si scoccia di questa inerzia di fondo di Samuele.
Ciò che accomuna queste due persone tanto diverse è l’ “amore” che provano per Samuele, ed anche se non si sopportano a vicenda, sono comunque i capisaldi della vita del giovane. Loro ci sono, sì per motivi diversi e con prospettive diverse, ma in questa nave senza bussola che è la vita di Samuele, loro hanno sempre dimostrato di volerci essere. Sono stati la sua ancora di salvezza, hanno tenuto duro, lo hanno risollevato, compreso, cazziato, coccolato, movimentato, lo hanno amato fino a che hanno potuto, ma poi hanno ceduto.
Per quanto riguarda il ritmo, era partito benissimo, veloce, dinamico, spigliato, con dialoghi divertenti e frasi molto profonde che si rincorrono tra Milano e Salerno, ma poi, soprattutto in alcune parti centrali, il ritmo si affievolisce tanto, anzi troppo, fino quasi a scomparire. In queste parti si respira un’aria molto blanda ed anche ripetitiva, a tratti noiosa.
La scrittura è impeccabile, sciolta, capace, intelligente.
Seguo l’autore del libro, Pierpaolo Mandetta, anche su Facebook e devo dire che non ha niente a che fare e vedere con il suo personaggio: sul social esplode tutta la sua vitalità campana, il suo cercare di adattarsi al suo nuovo lavoro, la sua profondità nel metterti di fronte a tante realtà variegate e colorate, tristi e dolorose. Mi piace questa sua vena nostalgica nel ricordare episodi del passato ed il suo viscerale attaccamento alla famiglia.
Ho letto tantissimi libri in cui i protagonisti erano coppie gay, anche se perlopiù erano adolescenti che si scoprivano omosessuali e che, con grandi difficoltà e peripezie varie, tentavano di fare il proprio coming out (i migliori per me restano “Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo”, “Angeli da un’ala soltanto” e “Ti darò il sole”), ma questo no, non mi è arrivato, o non nel modo in cui avrei voluto. Sono addirittura arrivata a chiedermi se il libro avrebbe avuto lo stesso successo se il protagonista non fosse stato gay, ma solo un trentenne che non ha le palle neanche di lasciare il proprio ragazzo o che è talmente cieco e superficiale ed egoista da non rendersi conto di quello che pensa davvero di lui la sua migliore amica!
La lettura è stata piacevole, ma la mia antipatia a pelle per il protagonista ed il suo ego smisurato, sicuramente ha influenzato l’insieme e me l’ha resa ostica e a tratti fastidiosa.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
August 10, 2017
Un trentenne gay lascia la sicurezza del Nord Italia più cosmopolita e affronta un viaggio di ritorno, giù al Sud, verso la propria famiglia e un passato che aspetta soltanto di essere risolto.

Se a leggere queste due righe vi viene in mente una valanga di libri e film e vi sorprende la tentazione di urlare al cliché imperante, be', è perché in fondo è davvero un cliché. Uno dei più vitali, a ben vedere. Fosse solo perché mezza Italia si trova o si è trovato nella stessa situazione di Samuele.

L'autore probabilmente lo sa, e con autentico gusto sembra giocare con i più disparati stereotipi culturali italiani: la Milano da bere, superficiale, anoressica e frigida, contro il profondo Sud, bulimico nelle relazioni come nelle abitudini alimentari, tra un caldo sempre torrido, parti in casa e gossip di paese.
Nel mezzo troviamo Samuele, stritolato tra due identità fittizie, tra due mondi diametralmente opposti, che non gli riesce proprio di chiamare casa; forse perché, in un certo senso, è dentro se stesso che deve innanzitutto imparare a sentirsi accogliere.
Come a dire: non puoi chiedere di essere accettato dagli altri se non ti accetti per primo, e, di conseguenza, non puoi amare e farti amare se non sai amare neanche te stesso.
Il senso di tutto il romanzo mi sembra stia qui: un lungo giro verso casa, dal Nord al Sud e di nuovo al Nord, che porta Samuele a scoprire a amare se stesso.

Dunque è una crisi esistenziale da manuale quella che si prospetta. E come tutte le crisi, anche questa si gioca su una sterminata serie di conflitti: è proprio in tale prospettiva che vanno colti gli abbondanti luoghi comuni che affollano il romanzo; un po' troppo, forse, perché se è vero che alcuni aspetti culturali, alcuni eventi e alcuni personaggi danno colore all'ambientazione, altri (tanto per dirne uno: il parto in casa cui partecipa malauguratamente Samuele) sembrano del tutto superflui, non andando a incidere in alcun modo sull'azione narrativa.
Apprezzo l'autoironia mostrata dall'autore e la volontà precisa di giocare con gli stereotipi anche per smontarli, ma Trentinara pare davvero incarnare ogni possibile luogo comune della provincia meridionale italiana. E in realtà bastava poco per smussare l'effetto, giocare con il chiaroscuro, puntualizzare, per dirne una, come in fondo la provincia italiana è tutta uguale, da Voghera a Vibo Valentia.

Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Feel The Book.
1,739 reviews55 followers
September 7, 2017
Recensione a cura di Milady per Feel The Book

Non è facile scrivere questa recensione, per quanto mi riguarda; molto spesso, quando un libro mi “prende” particolarmente, non riesco a mettere su carta le sensazioni e le emozioni che suscita in me: ho il timore di non far emergere in pieno quelli che sono i suoi punti di forza e di non rendergli il dovuto merito.

Ed è proprio il caso di “Dillo tu a mammà” di Pierpaolo Mandetta, un libro complesso nella sua semplicità, che sembra una contraddizione in termini ma non è affatto così. La storia potrebbe sembrare “banale”: Samuele torna al suo paese al Sud dopo essersi allontanato per anni dalla famiglia per trasferirsi a Milano e cercare di realizzare i suoi sogni, e qui le cose si complicano. Deve rivelare di essere omosessuale e in procinto di sposarsi. Nulla può essere quindi banale o semplice, non tanto per la “rivelazione” in sé e per sé, ma per la girandola di emozioni e sentimenti che vi stanno dietro.

Samuele deve buttare fuori il suo vero io, deve farsi conoscere come mai ha fatto, non tanto alle altre persone, ma deve conoscere se stesso, deve prendere atto dei suoi desideri, delle sue paure, far pace con il suo passato, a prescindere dalla sua sessualità, deve accettare di essere un ragazzo del sud, con una famiglia ingombrante e impicciona. È la storia di una crescita e quando si cresce non è mai facile, il più delle volte è molto doloroso.

Intorno a Samuele una miriade di personaggi: Claudia, l’amica acida e modaiola e inconsapevolmente, ma non troppo, innamorata di lui; Santina, la sorella, che ha messo da parte la sua vita per prendersi cura dell’azienda familiare; i genitori, la nonna che lo accetta senza battere ciglio; i parenti; i compaesani e Peppe, il primo grande amore, una storia mai risolta. Insieme a Samuele protagonista indiscusso è il Sud, con i suoi paesaggi, la sua mentalità, la sua semplicità, il suo calore, descritti con un amore e un’attenzione, nonostante la feroce ironia che pervade la prosa, senza uguali.

Un libro questo che non dovrebbe mancare in nessuna casa, in nessuna famiglia, perché, come recita giustamente il sottotitolo “L’amore è sempre una faccenda di famiglia.”

Editing recensione a cura di Lilith per Feel The Book
Profile Image for Elisa.
2 reviews1 follower
August 15, 2017
Credo che, quando si incontra un buon libro, l'unica cosa da fare sia prenderne atto e socchiudere gli occhi nella beatitudine della sua lettura, gustarselo come si farebbe con del buon cibo.
Ecco, questo è stato per me "Dillo tu a mammà": buon cibo, di quelli che quando li hai finiti ci rimani male che non ce ne siano più.
Mi piace sempre incoraggiare la scrittura nostrana, specialmente quando lo scrittore si dimostra di una sensibilità quasi più unica che rara su molti fronti, ma specialmente in quello che è il suo dono più grande, e cioè scrivere.
A prescindere, poi, da quella che potrebbe essere definita la parte più tecnica,credo che il talento di questo autore stia tutto nel potere di far immedesimare le persone in quello che sta scrivendo. O, almeno, questo è quello che è successo a me durante la lettura di questo bellissimo libro, che consiglio a chiunque (grandi, piccini, maschi, femmine, nonne, nipoti e chi più ne ha, più ne metta). In ogni parola pensavo come il protagonista, ero il protagonista. Ho condiviso molte cose con Samuele, sia nel suo modo di pensare che nel suo modo di agire in conseguenza dei suoi pensieri, ed è incredibile quanto, alla fine, ci si ritrovi sempre tutti uguali di fronte all'unica cosa che conta nelle nostre vite: l'amore. L'amore dei genitori, dei nonni, degli amici, degli amanti e dei compagni... L'amore, vero protagonista di questo libro, alla fine non è solo una faccenda della famiglia del protagonista, ma è una faccenda della famiglia di tutti e, forse, bisognerebbe che davvero ce lo si ricordasse più spesso di quanto non facciamo, senza darlo per scontato come invece capita quasi sempre. L'essere umano è un animale sociale e per tanto ha bisogno di essere amato, anche se non vorrebbe, anche se non crede di averne bisogno. Alla fine l'amore c'è sempre, anche se è faticoso, anche se ognuno lo vive a modo suo e lo elabora attraverso le proprie esperienze. Questo è ciò che mi ha lasciato il libro e ringrazio molto l'autore per averlo scritto: fa sempre bene riflettere sulla propria vita ed è sempre piacevole quando queste riflessioni sono avviate dalla letteratura.
Complimenti vivissimi.
Profile Image for Letizia Loi.
Author 33 books38 followers
August 31, 2018
Questa storia potrebbe essere riassunta con: "Romantic comedy americana incontra l'Italia del Sud e nove mesi dopo..." ma sarebbe riduttivo. È un romanzo scorrevolissimo, che si legge tutto d'un fiato, e con uno stile leggero e divertente parla di tante cose care alla nostra generazione: non solo coming out, ma l'ansia costante, il rapporto difficile con i genitori e la famiglia in generale, la desolazione di prospettive per i giovani del meridione, il cinismo a cui ti portano le grandi città, l'amore e i tradimenti, la paura del fallimento... Il tutto tra battute al vetriolo e i profumi e i piatti del sud.
10 reviews
December 21, 2018
Ho letto questo libro perché seguo l'autore sui social e ho deciso di dargli una possibilità. Il risultato è che lo regalerò a natale a una persona a me molto vicina, ho comprato altri due ebook e uno dei suoi racconti.
Questo libro è arrivato come un fulmine a ciel sereno in un periodo di grosse decisioni che mi hanno reso più vicino il protagonista. Bellissimo il momento di apertura con la famiglia, stupenda la realizzazione dell'importanza di "casa". Avevo sperato in un finale diverso, ma è perfetto così com'è. 5 stelle le merita, anche solo perché non mi capitava da tempo di voler prendere il libro per sapere come va a finire e al tempo stesso non volerlo terminare.
Profile Image for Roberta Longo.
Author 25 books27 followers
July 12, 2017
Seguo Mandetta su Facebook da anni, e avevo apprezzato il suo libro "cuore satellite"... mentre quest'ultimo mi era piaciuto, ho trovato il nuovo romanzo un ripetersi del primo... con un protagonista pieno di problematiche mia risolte e una dose di auto commiserazione che è protagonista di tutto il libro e che, almeno nel mio caso, finisce per snervare il lettore e annoiarlo. Mi aspettavo una storia profonda ma ricca di ironia, la stessa che ritrovo nei suoi post su Facebook, ed invece mi sono dovuta obbligare a terminare la lettura, combattendo con una noia incalzante. Non so... delusa.
Profile Image for Virginia.
949 reviews39 followers
January 11, 2018
Non ti devi difendere dalle cose brutte. Lascia che ti travolgano. Fatti scassare, piangi, goditi il dolore. È un privilegio, vuol dire che sei viva. Perché quando non ti succede niente, quando tutto fila liscio o quando fai solo quello che hai deciso di fare, che hai da ricordare poi? Non ti ricordi niente. Il dolore ci irrobustisce, ci migliora. Se non soffri, non puoi imparare a superare il dolore. Se soffri, poi non ti metti più paura.
Profile Image for Giulia Zeta.
47 reviews2 followers
January 28, 2023
Non sono riuscita a entrare in sintonia con il protagonista, l'ho odiato dalla prima all'ultima riga. Ho odiato le sue scelte, la sua vita, il suo modo di fare, il suo carattere.
Il libro è scritto bene? Mah, probabilmente sì.
Mi è sembrato molto "melodrammatico" nel senso che è tutto, tutto portato all'esagerazione. Claudia, la famiglia di Samuele (che è bravo solo a piangersi addosso) il rapporto con Gilberto.
E poi che noia. Tutto ripetuto mille volte.
Non il mio stile, decisamente.
4 reviews
January 22, 2020
Bello e spesso cosi realistico da fare male

Un romanzo che tiene compagnia, fa riflettere, arrabbiare ma anche sorridere e piangere
I libri di Mandetta sono tra I miei preferiti per la sua capacità di descrivere ricca di dettagli e la passione chetraspare dai suoi racconti
Profile Image for Simona Zedda.
105 reviews9 followers
July 2, 2017
dopo un inizio molto promettente, il tutto si sgonfia a metà libro facendomi sprofondare nella noia e nella banalità più totale. Peccato
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