Furio Guerri est commercial dans une societe d'imprimerie. Il a une belle maison dans la province de Pise, une superbe femme, une fille excessivement gatee pour qui il s'efforce d'etre present et comprehensif. Un modele. Mais, derriere les apparences, se cache la face sombre de Furio, qui rode pres d'un lycee ou il epie les jeunes filles. Quand il rencontre quelques difficultes professionnelles et qu'il decouvre que sa femme, Elisa, lui ment, son vernis de respectabilite se craquelle. La tension monte, jusqu'a devenir insupportable. Va-t-il parvenir a se controler encore longtemps ? Un thriller tout en finesse psychologique et a la construction magistrale qui se place d'emblee parmi les incontournables du genre.
Un roman particulierement machiavelique, au suspense irrespirable et pervers. Philippe Blanchet, Le Figaro magazine.
Un chef-d'oeuvre a couper le souffle. Arnaud Gonzague, L'Obs.
Nato a Viareggio nel 1965, dopo il liceo classico Giosuè Carducci di Viareggio, inizia a scrivere racconti e sceneggiature. Il suo racconto Viaggiatori nella tempesta è vincitore nel 1995 del premio Lovecraft. Il buio sotto la candela vince il premio Nino Savarese, mentre Direttissimi altrove e Tutto o Nulla (2001) sono arrivati in finale al premio Scerbanenco. Rosa Elettrica è stato fra i romanzi finalisti del Premio Fedeli.È fra gli autori italiani pubblicati in Francia nella "Série Noire" di Gallimard. È presente in alcune antologie come “History & Mistery" (Piemme), "Il ritorno del Duca" (Garzanti) e “Crimini italiani” (Einaudi). Dal suo racconto “Luce del Nord” ha scritto, insieme allo sceneggiatore Vittorino Testa, il tv movie omonimo, girato da Stefano Sollima. Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alla serie tv RIS (quinta stagione), e alle tre stagioni di RIS Roma. Collabora con i quotidiano "Il Tirreno", "La Repubblica" e con il sito “Giudizio Universale". È stato consulente tecnico del Premio Camaiore di Letteratura Gialla dal 2003 al 2013. Nel 2010 ha ricevuto a Maniago il Premio alla carriera Lama e Trama. Nel giugno 2012 è uscito per E/O il romanzo "La notte alle mie spalle" (Premio Pea 2013, menzione speciale Premio Gelmi di Caporiacco 2013). Nel maggio del 2015 è uscito per Sellerio il suo romanzo "Cosa resta di noi". Nel dicembre 2015 vince il "Premio Scerbanenco – La Stampa" con Cosa Resta di noi (Sellerio), assegnato al Noir In Festival di Courmayeur
Prendi una notizia di cronaca, di quelle che sui giornali nazionali occupano mezzo trafiletto mentre i quotidiani locali ci intingono la penna (e la tastiera). Lavora sulla struttura, soprattutto dal punto di vista temporale, della scansione dei fatti. Ricostruisci i personaggi dagli articoli, sviluppali e completali. Gira per i luoghi dove la vicenda si è svolta, conoscili, percorrili. Fatti domande, cerca risposte, semina indizi… il giallo cresce.
E, come a volte succede, un romanzo riesce a raccontare le tante facce delle cose e delle persone coinvolte meglio della cronaca.
Anche quando al centro della storia sembra che ci sia un fatto banalmente quotidiano, la finzione può riuscire a scavalcare la facciata, perfino a ribaltare il dualismo vittima-carnefice e mostrare ambiguità laddove si leggeva verità.
Simi entra in un territorio minato, ma sa come muoversi, attento e preparato. E affida al ‘mostro’, al marito e padre modello, la narrazione della sua vicenda di ordinaria follia familiare. Sin dalla prima riga Furio Guerri si presenta come il ‘mostro’: lui che aveva sposato la più bella e ambita della scuola, adesso è seduto su una panchina davanti a una scuola a spiare le studentesse.
Man mano che scorrono le pagine, Furio ci spiega come è possibile che un uomo, senza necessità economiche, con una famiglia da fare invidia, amici affetti beni, si trasformi in assassino.
E Simi ci mostra come si fa ad andare oltre l’apparenza, come si fa ad ascoltare il silenzio di un’anima inadeguata.
Ecco questa bella sorpresa di uno scrittore-giornalista che mi sembra ci sappia fare e non escludo di incrociare di nuovo.
«Un'altra notte così e io mi ammazzo» ........ «Non pensi alla notte che deve ancora venire. Pensi alla notte che si è lasciato alle spalle»
La notte... il tempo in cui i sogni, o meglio gli incubi, non danno tregua.
È lei, la più bella della classe, e lui la vuole, deve essere assolutamente sua e di nessun altro. E così sarà. Una bella casetta in un posto a dir poco isolato, lontano da occhi indiscreti, dovrebbe assicurare la tranquillità familiare, allietata dalla nascita di una bimba.
Ma no, non va bene comunque, perché lei esce di nascosto per andare in una scuola di ballo per danzare fra le braccia di un altro uomo. E poi non va bene nemmeno accettare un lavoro per affiancare un'amica in una campagna elettorale. Troppo tempo dedicato ad altri, troppo tempo lontano da casa, da lui, dalla loro bambina... Però va bene se a star lontano è lui, per lavoro, è chiaro, perché lui porta i soldi a casa, perché lui deve pensare al benessere della sua famiglia. E va bene anche se, sempre per lavoro, ci scappa una relazione fugace...
La situazione si fa seria, giorno dopo giorno, diventa pesante, volano parole e accuse e recriminazioni e poi volano schiaffi, spinte, calci e...
Dieci anni. Dieci anni, di cui cinque passati su un'isola a coltivare piante e ortaggi, a confezionare prodotti a costo zero. Poi la libertà. Finalmente.
Libertà di poter rivedere la figlia, ma solo da lontano, appostato vicino alla scuola su di una panchina che nessuno sembra toccare, di sentirla ma solo per chat e con altra identità, sperando in una riconciliazione impossibile.
È veramente volere troppo.
Il volo per Bradford parte fra trentacinque minuti...
Una lunga storia d'amore, di "malamore", fino alla disintegrazione di ogni sentimento e persona. La violenza sulle donne lascia poco spazio ai bei sogni, di notte. Notti che non si possono gettare alle spalle.
Una conferma che Simi sa raccontare buone storie. Tristi, ma buone.
ben scritto, ben congegnato, con un protagonista (il "mostro" furio guerri) molto più complesso di quello che sembra all'inizio. simi è molto bravo nel raccontare una storia di banalità del male e nel descrivere il crescendo di angoscia che inevitabilmente è destinato a sfociare in una tragedia che rovinerà molte vite. descrivendo la grettezza della vita di provincia, fatta di piccole bassezze, traguardi minimi, soddisfazioni meschine- l'autore costruisce una storia credibile e triste, con l'unica pecca della concessione a qualche stereotipo nel raccontare i comprimari. un bel noir italiano.
Un bel romanzo, ben scritto e congegnato: ritmo, suspence, caratterizzazione dei personaggi, tutto al posto giusto; ho apprezzato in particolare la scelta di Simi di sospendere il giudizio sui protagonisti, identificandosi nell'io narrante senza cedere ad inutili moralismi. Unica pecca: certi passaggi forse un po' didascalici nella parte finale, utili a sciogliere l'intreccio ma a tratti piuttosto forzati. Approfondirei ulteriormente lo scrittore - del quale ho già apprezzato "Cosa Resta di Noi" - ma a quanto pare le sue opere precedenti si spingono verso un noir più hard boiled, genere che alla lunga trovo stucchevole.
Bellissimo, il miglior Simi so far, seppur il più angosciante, bella la costruzione parallela a Wuthering Heights, concisa ed efficace la scrittura, non c'è un paragrafo fuori posto, va dritto al cuore. Una svolta per Simi, credo, ma spero anche per tutto quello che era "noir" e che può finalmente essere qualcosa che aiuta a sviscerare le nostre angosce quotidiane. Magari sbattendo il piccolo "mostro" dentro di noi in prima pagina.
Una lunga storia d'amore che si trasforma in ossessione, possesso, umiliazione fisica e psicologica fino all'inevitabile epilogo. E allora non possiamo non chiederci: quando un grande amore si trasforma? Quando diventa violenza, abuso, morte e perché smette di essere amore? Furio Guerri ha sposato la più bella della classe; ha un lavoro che lo fagocita ma nel quale riesce bene; ha comprato la casa dei sogni, dei suoi sogni; ha una figlia che ama e che lo ama di quell'amore sopra ogni cosa che solo i bambini sembrano provare. Ma soprattutto ha lei, Elena, sua moglie. La bellissima Elena, quella che tutti desiderano ma che solo lui può avere. La moglie perfetta che lui ha saputo plasmare; la perfetta donna di casa; la casalinga perfetta; la madre perfetta. Ma non è tutto oro quello che luccica. Furio Guerri è un mostro. Un uomo apparentemente banale che nasconde un lato oscuro. Lui deve avere tutto sotto controllo e tutto deve andare esattamente come vuole lui: il lavoro, la famiglia, la vita. E se le cose non vanno come ha deciso lui, allora ecco che viene fuori il suo io più oscuro, mostruoso, ossessivo. E quando Elena, dopo anni di soprusi, dopo aver sopportato un marito possessivo che le ha fatto il vuoto intorno; che l'ha denigrata facendola sentire stupida ed inutile, inizia a rivendicare la sua libertà e la sua identità, il castello di carte costruito dal marito crollerà miseramente fino all'esito terribile. Giampaolo Simi con "La notte alle mie spalle", edizioni E/O, ci regala un noir inquietante. Una storia, purtroppo, attuale, di amore che non è amore; una storia di violenza, sopruso, prevaricazione che umilia, denigra fino alla morte. Furio è un uomo tormentato, quasi inconsapevole della sua personalità disturbata. Lui, che tutto deve controllare, che tutto deve decidere, che tutto deve avere, perde la ragione quando perde l'oggetto primo del so desiderio e possesso: la moglie Elena. Elena è una donna bellissima, figlia della buona borghesia, da sempre abituata ad avere chi pensa per lei, chi si preoccupa delle incombenze quotidiane, di risolvere i problemi. Perché il suo unico compito è fare la moglie e la mamma che del resto, quando si è così belle, non si ha bisogno di far altro se non lasciarsi vivere. Un noir inquietante ed angosciante nella sua attualità, scritto davvero bene. Una storia dolorosa dove il carnefice è, a sua volta, anche una vittima di se stesso e delle circostanze e che ci racconta le ripercussioni che le nostre azioni finiscono per avere anche sugli altri.
Il libro non mi è piaciuto, ma è questione di gusto personale. Non mi piacciono storie di ossessione, con personaggi "malati". No, non amo "Cime tempestose". Dal punto di vista della tecnica narratologica, però, tanto di cappello all'autore: ha usato un narratore inaffidabile ed è riuscito a ingannarmi a lungo, molto a lungo. Capitoli con punto di vista alternato: il mostro in presa diretta con l'io narrante e lui, l'uomo normale, con la seconda persona. Se non volete spoiler, fermatevi qua. Solo che, chi parla con la seconda persona, è sempre lui, il mostro. La grandiosa trovata dell'autore, a mio modo di vedere, è che il lettore pensa che i personaggi siano distinti e convivano nello stesso momento temporale. Ma non è così: un personaggio è lo sviluppo dell'altro e il lettore lo comprende poco per volta, da piccoli indizi abbandonati qua e là che scardinano la logica "normale", che progressivamente si fa sempre più ossessiva, fino a scivolare, lenta e inesorabile, in quella del "mostro". E sì che il personaggio lo dice subito, sinceramente, alla prima frase del primo capitolo: la mia seconda vita è quella di Furio Guerri, il mostro. Solo che io ho pensato a tutt'altro e prima di capire era scivolato via quasi mezzo libro. Di sicuro è un romanzo che tiene desta l'attenzione e obbliga il lettore a ragionare. Ripeto, non mi è piaciuto, ma i miei più vivi complimenti all'autore.
Libro eccezionale, scritto benissimo (si legge che è un piacere) con stile originale e costruzione narrativa creativa. Oltretutto tratta di aspetti psicologici crudi e dolorosissimi in modo molto naturale, senza mai scadere o essere poco credibile, neanche agli occhi di una professionista. Procede a pennellate delicate e "quiete" delineando con cura personaggi prima di tutto umani - anche se, e proprio perché, preda di emozioni non gestibili - fino a renderli terribili e vicini in un crescendo tranquillo che prelude al disastro, inatteso eppure già presente, come nei pasticci della vita reale. Personaggi veri e interessanti dal primo all'ultimo delle comparse, fra tutti il protagonista che di mostruoso, visto così bene dall'interno, non ha che le emozioni che lo travolgono. Complici farraginosi meccanismi di difesa di 'pensiero freddo' e controllo, e la convinzione di poter gestire tutto con un'onnipotenza destinata a fallire. Sorprendentemente verosimile anche nei sogni che lo tormentano. Bravo. Vorrei conoscere l'autore per stringergli la mano.
Gianpaolo Simi ci accompagna in un'altra "fuga nella tenebre", particolarmente insidiosa.
Difficile parlarne senza svelare dettagli importanti.
C'è la buona padronanza dell'intreccio psicologico, dell'affacciarsi, rimanendo sulla soglia, nella mente di personaggi disturbati, in varia misura.
Ancora (il libro è di qualche anno fa) un po' di ruvidità nella narrazione, che si affinerà con gli anni.
Partiamo sapendo che Furio Guerri è, senza alcuna ombra di dubbio un mostro, alla fine ci chiederemo quali sono i mostri più insidiosi che possiamo incontrare sulla nostra strada.
Un roman psychologique raconté par un monstre, on peut dire que c'est original. Et quand celui-ci vous raconte son histoire, on ne peut que s'en réjouir. Car comment un homme ordinaire, représentant, père et mari modèle est devenu le monstre qu'il proclame être ? Il était bien sur le mieux placé pour nous raconté son histoire, passée comme présente et c'est cette voix qui nous fait tourner les pages sans temps mort.
Io sono Furio Guerri. Il mostro. "-Sai, in questi anni credo di aver capito una cosa"- hai fatto in tempo a rispondergli, mentre il vento iniziava a cercare rifugio per la notte nell’insenatura del porticciolo. Walter si è tirato su il colletto della giacca, tu hai guardato più in basso che potevi, hai parlato piano come se volessi che solo lui e l’isola ti sentissero. -Io ho iniziato ad ammazzare Elisa il giorno in cui l’ho conosciuta-."
Il protagonista racconta la sua storia in modo spiazzante e terribile: è un uomo normale ed è anche un mostro. La storia è terribile perché il mostro si rivela tale dopo che ci siamo già affezionati al protagonista, Riusciamo così a cogliere la normalità del mostro e la mostruosità dei protagonisti più normali. La scrittura è precisa, perfetta, e ci trascina a cercare di comprendere l'incomprensibile.
Chi è veramente Fulvio Guerri? Un rispettabile agente letterario marito e padre di famiglia oppure un uomo aggressivo che non sa tenere a bada la sua rabbia? Lo capiremo leggendo questa storia che ci svela strada facendo chi è veramente Fulvio