“L’avversario non deve occupare la mente. Ma non lasciare che la tua mente sia catturata dal Vuoto”
Sia lo Zen sia l’arte della spada vantavano già tradizioni plurisecolari in Giappone, ma fu Takuan Soho a sancire la loro unione, tanto da influenzare in modo decisivo gli scritti dei maestri di spada suoi contemporanei e i praticanti dei secoli a venire. Takuan Soho ci ha lasciato svariate opere, fra cui i tre saggi che presentiamo qui: Fudochishinmyoroku, ovvero “La testimonianza segreta della saggezza immutabile”, Reiroshu, “Il limpido tintinnio delle gemme”, e Taiaki, “Il trattato della spada Taia”. Il cuore dell’insegnamento di Takuan consiste nel rimuovere ogni genere di attaccamento, per conseguire l’illuminazione e lo stato di nonmente. Per chi vi riesca, spada e corpo si muoveranno all’unisono, spontaneamente, esprimendo insieme la tecnica e lo spirito dell’arte. A un livello più profondo, lo scopo della nonmente è quello di realizzare in ogni azione il Vuoto, la realtà suprema dello Zen. Perché un libro di un maestro zen sulla Via della spada, nel tempo, difficile, che stiamo vivendo? Perché coniugando Zen e Bushido – la Via dei samurai – il suo insegnamento ci invita a vivere lo splendore dell’esistenza e a essere padroni di noi stessi, a essere coraggiosi, a non cedere mai.
Di questo libro ho trovato molto interessante il saggio iniziale dei curatori. In poche pagine espongono gli scambi storici e le intersezione tra diverse religione e culture. Dal buddismo, al tao, allo shintoismo, al codice dei samurai e lo zen. Il libro contiene tre scritti, di cui due in forma epistolare, che l’autore scrisse nel periodo Edo. I testi sono molto affascinanti sia per il contenuto che per il valore storico. In passato scritti simili avevano su di me un fascino esotico notevole, oggi al netto di alcuni bei pensieri ed insegnamenti giungono alle mie orecchie e alla mia mente in modo più affievolito. La differenza sostanziale con queste filosofie orientali ed il pensiero occidentale, è che le prime richiedono di essere vissute, si basano sulla disciplina, sulla pratica, sulla meditazione, sono una scelta di vita che dura tutta la vita. Mentre il pensiero occidentale filosofico è logico quello orientale non passa per parole o comprensione di testi, ma come i curatori del libro suggeriscono è una pratica da cuore e cuore, logica contro intuizione. Quindi leggere questi testi è affascinante ma ha poco valore senza una pratica della disciplina di fondo, ma meglio farsi un’idea che non averla affatto.
“Dovremmo essere come il fiore di loto che non è contaminato dal fango in cui nasce. Anche se il fango esiste, non dovremmo rattristarci. La mente deve essere come un cristallo ben levigato, che non perde la sua purezza anche se viene messo nel fango. Lasciala andare dove vuole.”
Il "kendo" nel titolo è da intendersi nel suo significato letterale e non è legato alla disciplina moderna, contrariamente a quanto la copertina possa lasciar intendere.