Un pallone che oltrepassa una recinzione diventa un motivo per avventurarsi in un'esplorazione inaspettata e un buco nella rete si trasforma in un passaggio che porta a un altro mondo. Doriano, giovane ragazzo che studia in una scuola democratica, incontra così Miro, e riesce in questo modo a scoprire il mondo dei rom, le loro usanze e le loro tradizioni. Un manifesto a favore dello scambio interculturale, per l'abbattimento di ogni pregiudizio.
"Il buco nella rete" è una graphic novel molto attuale, come d'altronde molte della casa editrice Tunuè. Stavolta i protagonisti sono due bambini, provenienti da due luoghi e culture differenti che fanno amicizia nonostante i pregiudizi che molte volte incarcerano i pensieri degli adulti. E sarà proprio questa amicizia a riunire una classe e una famiglia, provenienti da due mondi diversi eppure simili. Mi è piaciuta l'intenzione degli autori di inserire in un contesto piacevole la cultura e le storie rom, l'ho trovata un'idea originale soprattutto nel modo in cui è stata descritta. In realtà tutta la GN è originale nel modo in cui si espone: il fulcro di tutto è una scuola libera, dove i bambini non sono obbligati ad un sapere nozionistico ma senza applicazioni reali ma scelgono cosa imparare e, nell'apprendere, lo fanno con immenso interesse. A ciò si lega la curiosità ingenua di questi piccoli uomini e donne a un modo di vivere diverso da loro, quello dei rom, rappresentato con disegni -in particolare quello della anziana nonna- davvero bellissimi e suggestivi. Il finale mi ha lasciata leggermente insoddisfatta, forse avrei voluto leggere un po' di più dei personaggi della storia, avere una visione un po' più particolareggiata delle loro vite! Ma nel complesso mi è piaciuto.