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Senza un cemento di sangue

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Il pugno di ferro dei Say stringeva i pianeti esterni senza pietà. Ma chi decideva di aderire alla Resistenza poteva davvero permettersi di essere più umano di loro?

Sono finiti i tempi in cui i Pianeti Esterni erano culla di democrazia e di cultura. Da anni l'impero di Tyros impone la propria dura legge, censura ogni tentativo di libera espressione, schiaccia ogni ribellione nel sangue. Ma la resistenza, come la speranza, non molla, anche se il costo di sangue è altissimo. Ma è proprio con un cemento di sangue che devono essere erette le mura della libertà.

Anna F. Dal Dan, nata a Udine e cresciuta a Padova, vive ormai da parecchi anni a Londra. Autrice di alcuni saggi sulla fantascienza, traduttrice, ha frequentato la prestigiosa scuola di scrittura creativa Clarion.

277 pages, Kindle Edition

Published February 9, 2017

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About the author

Anna Feruglio Dal Dan

21 books2 followers

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2 (16%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Giuseppe Fede.
13 reviews1 follower
May 11, 2019
preso su Amazon perchè aveva recensioni molto positive (francamente dubito di quelle recensioni, sembravano tutte false infatti...) e me ne sono pentita.
Il libro è di una noia incredibile, scritto in modo anonimo, come un manuale, senza pathos, senza stile, senza nulla.
Mai letto fantascienza così scadente.
Profile Image for Elisabetta Roma.
72 reviews2 followers
October 21, 2018
fantascienza al limite del demenziale che sconsiglio di leggere, a meno che non vi piaccia il genere grottesco e allora potete dedicarvi a quest'opera, ma anche in quel caso secondo me con scarsi risultati.
Trama, personaggi e ambientazione totalmente inverosimili, secondo me l'autrice non sa la differenza tra la fantascienza e il fantasy, ma alcune cose del racconto sono descritte talmente male che anche come fantasy non reggerebbe perchè la logica e la coerenza nella trama mancano.
Un'ultima nota per lo stile: imbarazzante. Pomposo ed eccessivo fino a infastidire il lettore, secondo me è impossibile finire un libro scritto in questo modo, se volete tentare a sorbirvi questa medicina amara, fate pure...
Profile Image for Michele (Mikecas).
275 reviews8 followers
September 7, 2017
Da:

http://www.webalice.it/michele.castel...

........
La recente pubblicazione di questo Senza un Cemento di Sangue di Anna F. Dal Dan, finalista del Premio Urania 2000 (2000 è l'anno del bando del premio, assegnato l'anno successivo) e non vittorioso con non poche polemiche, mi ha riportato a riconsiderare la possibilità di tornare a leggere qualcosa di italiano nel vero settore della fantascienza.
Indubbiamente l'idea di "ripescare" qualche romanzo finalista del Premio Urania, che ha dei criteri di valutazione finali in cui la qualità del romanzo non è necessariamente l'aspetto principale, magari rivedendolo un po' alla luce della mancanza dei vincoli precedenti, e pubblicarlo in una collana digitale presenta molti aspetti positivi, quindi per tutte queste ragioni ho letto Senza un Cemento di Sangue con discrete speranze, che purtroppo non si sono completamente realizzate.
Il romanzo presenta un'ambientazione da Space Opera davvero molto complesso ed affascinante, anche se è difficile da capire completamente e non solo all'inizio, poiché lascia molti aspetti oscuri o solo accennati anche alla sua conclusione. La storia dei personaggi principali, che ne determina l'azione che viene presentata, non è chiarita, per cui spesso non si capiscono le ragioni, che si intuiscono esistere, per il loro attuale comportamento. È chiaramente un tentativo di far scoprire l'ambientazione e il carattere dei personaggi un poco alla volta, mantenendo il lettore in uno stato di ignoranza che dovrebbe venire superata molto lentamente, ma onestamente mi sembra un tentativo non ben riuscito, che mi ha dato più irritazione che aspettativa.
Il problema più grosso di questo romanzo è però che poche scene di azione sono presentate direttamente, ma molto spesso sono raccontate da qualcuno che le ha vissute direttamente, ma sono sistematicamente annegate in un'enorme quantità di pensieri di introspezione, di considerazioni morali o moraleggianti, un mare di considerazioni tra cui poco alla volta, ma con molta fatica, si riesce anche a capire come si svolge la storia. Nelle non molte occasioni in cui questo aspetto viene meno il romanzo acquista una solidità davvero notevole, ad esempio le scene di tortura sono davvero molto efficaci, estremamente esplicite e logicamente conseguenti. Ma situazioni del genere sono troppo poche nell'oceano delle introspezioni, nell'analisi dei sensi di colpa, nel rimuginare il passato cui si aggiunge il problema che spesso non si può capire bene questi stati d'animo, perché non si conosce completamente la storia precedente del personaggio in questione.
Io credo che in occasione di questa pubblicazione non sia stato fatto un serio lavoro di revisione, e magari proprio per niente, dato che almeno in un paio di occasioni ho trovato delle ripetizioni di parole a brevissima distanza che mi hanno fatto stridere i denti, e la possibilità di modificare la ripetizione non era solo facile, ma anche molto più coerente con il significato della frase, e sia invece rimasto il romanzo che non aveva vinto il Premio Urania.
La mia opinione è che data la limitatezza oggettiva degli eventi che rappresentano la storia, se si fosse eliminata gran parte delle introspezioni e rimuginazioni dei vari personaggi, e ridotto la narrazione alle dimensioni di una novella, si sarebbe giustificata anche la mancanza di spiegazioni esplicite per molti aspetti di questo universo, e il risultato sarebbe stato decisamente più piacevole.
Nella forma attuale è un romanzo faticoso da leggere e non molto appassionante.
Profile Image for Paolo Arosio.
8 reviews4 followers
August 5, 2017
Una delle molte impressioni che ho ottenuto da questo romanzo: è pronto per il grande schermo. Ci sono scene che sembra proprio di vedere, più che di leggere: l'arrivo di Twony e la sua missione su Asgro, lo stesso primo capitolo con l'incidente ad ARRAS. Alcune, come lo sgombero dell'Università o il prologo, le abbiamo effettivamente viste in qualche telegiornale, ancora ai tempi dei tubi catodici e del bianco e nero, o più di recente.
Ma l'aspetto visivo è solo uno dei motivi di interesse di questo romanzo:
- c'è la storia della seconda fase della colonizzazione, dopo l'uscita dalla Terra.
- ci sono pianeti con sistemi politici e morali e usi e costumi e lingue diversi.
- ci sono personaggi di quelli che fanno la storia, e altri che la vivono o la subiscono su di sé e sui propri figli; persino dello specialista della SATO capisci che ha una storia, senza che ci sia bisogno che te la si racconti.

Anzi, uno degli aspetti più cospicui del romanzo è proprio che l'autrice conosce così bene l'universo che ha creato, e lo tratta con tale familiarità, da poter evitare quasi del tutto la necessità di spiegare le cose che accadono o che sono accadute nel passato.

La cosa che in assoluto me lo ha fatto apprezzare di più però è l'abbondanza di idee e relazioni con il resto del corpus della fantascienza. Altri commenti citano - giustamente - Iain M. Banks, ma sono molteplici i sentori l'autrice riesce a inserire nella storia: la Cirte può richiamare Barrayar, Dorsai o Arrakis. Le terme di Asgro pre-occupazione sembrano arrivare da Gethen. Nikla potrebbe essere uscito dalla tastiera di Egan, e così via.
Il tutto è al servizio di una storia di resistenza: una fetta della generazione dei giovani dei Pianeti Esterni contro l'occupazione della autocrazia di Tyros, supportata da una soverchiante forza militare.
Profile Image for Fabio R.  Crespi.
362 reviews4 followers
January 16, 2020
Finalmente una space opera nostrana, del tipo di quelle che Iain M. Banks ha fatto rinascere, di grande respiro, fatta di popoli e culture diverse, menti artificiali, stazioni ad architettura iperspaziale, politici, militari e gente comune. Un affresco di grande complessità per tematiche e situazioni.
Insomma questa è "vera" fantascienza, se mi si passa il concetto, capace di proiettare e rielaborare in chiave fantastica temi e situazioni che attengono al mondo reale.
Di carne al fuoco ne viene messa davvero tanta: l'ultima ribellione ad una dittatura populista e feroce è un espediente per affrontare concetti di diversità culturale, di strategia politica e militare, di tecnologia e matematica, di libertà e tortura.
L'autrice non ci risparmia proprio nulla: accompagnamo la protagonista nella suo percorso di sangue e viviamo la fede e i dubbi del suo antagonista.
L'inevitabile scontro non vede, alla fine, una parte prevalere sull'altra ma permette almeno di sperare che si possa trovare una nuova strada per costruire una società umana diversa e libera "perché senza un cemento di sangue (dev’essere umano, dev’essere innocente) nessun muro secolare può stare in piedi con sicurezza" (W.H. Auden, Horae Canonicae; citazione a cappello del romanzo).
61 reviews2 followers
Read
March 18, 2025
Non ho completato la lettura e mi sono fermato al 50%.
Ci ho provato e sono partito con le migliori intenzioni, ma per me risulta una lettura terribile.
Cerco di spiegarmi meglio.
La storia parte benissimo con una catastrofe spaziale e si intuisce che c'è di mezzo un qualche tipo di atto terroristico. Infatti dopo pochissime pagine si inizia a "spiegare" il clima politico e si prova a contestualizzare il tutto. Ed è qui che secondo me crolla tutto. Si cerca in tutti i modi di mostrare come è impostato il mondo facendo roteare personaggi a tutto spiano, (tanti) cambi di punti di vista e si cerca addirittura di creare un contesto storico per dare motivazione alle azioni dei ribelli.
Davvero troppo. Sono andato in confusione e ho perso più volte il filo.
Magari non ero nel mood giusto per affrontare questa lettura o pensavo ad un altro tipo di cosa.
Sta di fatto che ho mollato e credo anche che farò fatica a riprendere.
Peccato.
Profile Image for Luca Cresta.
1,044 reviews31 followers
November 25, 2017
Un buon romanzo di SF, con personaggi molto delineati ed un approfondimento particolare ai legami tra di essi. La storia è molto incisiva ed è trattata senza lasciare ambiguità. Alcuni passaggi sono veramente di alto livello, ma mi è rimasto un senso di incompletezza al termine della lettura, come se mancasse qualcosa. Certamente un testo che vale la pena di leggere.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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