Quali bisogni o desideri esprime la letteratura? Esistono criteri per stabilire il valore di un testo? Il suo significato muta a seconda del lettore? Il libro risponde a tali domande, ripercorrendo – in modo chiaro ma anche problematico – le idee, le parole-chiave, le forme discorsive che hanno segnato la teoria della letteratura dal primo Novecento a oggi. Sono i nodi concettuali con cui si sono confrontati Croce e Spitzer, Auerbach e Bachtin, Lukács e Adorno, Genette e Barthes, Girard e Orlando, Gramsci e Said. Comprendere come funzioni e a cosa serva la letteratura significa domandarsi che tipo di relazione intercorra tra le parole e le cose e se, rappresentando il mondo, possiamo dare alla scrittura un senso condiviso.
Anche se non sono sicuro sia canonico lo metto su Goodreads per fare la recensione Dato che ora ho la capacità di essere un critico, farò una recensione teorica:
Abbiamo capito che vi piace Orlando, ma questo doveva essere un manuale non un apologia. Comunque un manuale scritto bene, interessante e comprensibile, solo non molto imparziale. (Abbasso la centralità del testo e l'unicità del testo letterario) (Hasta l'approccio mimetico siempre)
Seconda lettura per un esame. Lo trovo forse poco bilanciato e molto parziale (capisco che sia difficile mettere totalmente da parte le opinioni personali quando si tratta di critica, ma stiamo pur sempre parlando di un saggio accademico…). Nonostante ciò, sicuramente interessante, un po’ caotico in un paio di capitoli (quello sulla critica freudiana in particolare mi ha fatto venire il mal di testa e una leggera incazzatura), ma altri li ho trovati ben delineati e ricchi di interessanti spunti per andare a esplorare meglio gli autori che mi sono risultati più intriganti. Sicuramente gli piace Orlando.