In Italia l'esperienza della Seconda Guerra Mondiale, dell'occupazione tedesca e della lotta partigiana contro la RSI ha inciso nelle memorie individuali e collettive, producendo numerose fratture. Al di sopra di un universo di memorie frammentate è esistita però una memoria pubblica delle guerra, basata su una narrazione di fondo, condivisa dalle singole componenti del fronte antifascista e impostasi come narrazione dominante, e che è stata in grado di attivare nel Paese processi di identificazione profondi, tanto da conferirle i tratti di memoria collettiva. Contestata fin dall'immediato dopoguerra, questa memoria si è trovata a inizio secolo al centro di un confronto sempre più acceso. Il volume analizza le caratteristiche del dibattito politico sulle memoria della Resistenza attraverso la lente dei discorsi pronunciati dalle più importanti cariche istituzionali e dai politici più in vista.
Analisi piuttosto dettagliata della costruzione della cosiddetta "memoria frantumata" di ciò che furono il fascismo e la Resistenza. La bibliografia è ampia tanto quanto le documentazioni riportate nel testo stesso per intero (il saggio consta in realtà di 150 pagine circa, le restanti contengono i documenti e gli articoli giornalistici ora menzionati).