In occasione dell'uscita della serie Tv I Bastardi di Pizzofalcone, Maurizio de Giovanni dà voce ai personaggi che compongono la squadra investigativa più famosa d'Italia. Ognuno di loro si racconta, talvolta quasi si confessa. E parla dei colleghi e dello strano commissariato dove, contro ogni previsione, ha trovato riscatto.
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
La prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stato il profumo. Il profumo della carta... una carta bella, lucida, spessa, che sa di rotative, di inchiostro fresco... Essenza pura, inebriante! (Chi ama il cartaceo mi potrà capire). Poi, le foto. Le foto... Che dire delle foto? Tutte rigorosamente in b/n; foto di Napoli, foto di scena, sul set, quasi rubate, che manifestano un talento eccezionale: un dietro le quinte aperto per la gioia dei fans, dei lettori e degli amanti di questa Città. Fanno bene agli occhi, te li catturano e li fanno godere... E poi... Dopo la trasposizione televisiva, eccoli! Lojacono, Pisanelli, Alex, Ottavia, Romano, Aragona: i Bastardi, i poliziotti che tutti danno per spacciati. Invece sono forti, pur con le loro debolezze; sono decisi a non arrendersi. E gli va anche bene... con grande scorno di molti che vorrebbero invece veder chiuso "quel" commissariato scomodo. Qui, in questo libro, loro si raccontano e raccontano gli altri, i colleghi. Bello, bellissimo vederli ed apprezzarli ancora di più attraverso questo speciale microscopio offertoci grazie alla magnifica e poliedrica penna di un Maestro della letteratura gialla italiana.
Mi sono mancate un po' le figure di contorno, quelle "non bastarde", quelle che - non meno importanti - con la loro presenza contribuiscono a fare la storia passata e la "vita quotidiana" dei Bastardi: Palma, la Piras, Letizia, Frate Lorenzo, Marinella, Giorgia, la Martone...
2 stelline e 1/2 Un libro che non aggiunge molto a quello che traspare dai romanzi e dalla serie TV. Anche le foto del set non sono tutta questa bellezza e sono messe in modo un po' disordinato. Tra l'altro, alcuni personaggi compaiono molto meno di altri, persino tra le pagine in cui sono proprio loro a parlare (vedi Romano). Unico pregio è lo stile di De Giovanni, che riesce a dare a ciascun personaggio una voce diversa, soprattutto ad Aragona.
È un po' un riassunto dei libri sui Bastardi di Pizzofalcone con tante foto tratte dal set: a parlare sono i protagonisti. Questo libro conferma il fatto che il punto di forza di De Giovanni siano appunto i personaggi.
Un divertissement, niente di più. Niente di particolarmente utile o fondamentale, ma carino per chi ha apprezzato la serie di libri e la serie tv. Una breve presentazione dei personaggi della squadra, direttamente dalla loro voce. Evitabile? Sicuramente. Carino? Sì dai.
Per chi ha letto i libri e/o ha visto la fiction questo libro è solo un piacevole ripasso. Ho dato 3 stelline perchè sono affezionata ai Bastardi e la lettura è stata scorrevole e piacevole ma devo ammettere che mi aspettavo qualche approfondimento sui personaggi.
Grazie a thrillernord.it e a Monica della Libreria Fogola Pisa
Io amo la poetica (o la poesia, se volete) di De Giovanni e la serie televisiva mi è piaciuta, sì… ma il giusto… L’ho guardata, con curiosità e con rispetto, perché sfido chiunque a ricreare le atmosfere delle pagine di Maurizio… ma ne sono rimasta un po’ delusa…
In questi giorni si parla molto del libro “Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone”. E se ne parla, spesso, con una vena polemica. A me non interessano le polemiche…perché credo che chi parla per fare polemica lo faccia solo perché non sa cosa dire…dunque, ho sfogliato questo libro, con tante foto dal set, accompagnate dalla voce dei protagonisti che, finalmente, ci aprono il loro cuore e ci raccontano come sono finiti lì, in quel commissariato tanto denigrato, ci parlano della loro vita.
Dunque dicevo… a me non interessano le polemiche, interessa la poesia, la profondità, la delicatezza… Ed ecco che in questo libro le ho ritrovate… Quella poesia, Quella profondità, Quella delicatezza. Questo libriccino ridona alla serie televisiva la poesia di cui avevo sentito la mancanza.
Dunque ben venga l’operazione commerciale se significa leggere queste storie, se significa far avvicinare alla lettura chi passa il tempo davanti alla tv… ben vengano queste foto in bianco e nero, così romantiche, così nostalgiche. E se Maurizio De Giovanni e tutto il contorno hanno guadagnato un po’ (o anche più di un po’) grazie a questo libro, io ne sono ben felice; per loro ma, soprattutto, per me… perché anche io ho guadagnato qualcosa… ho guadagnato queste pagine.
Io capisco che ora ci sono i telefilm in televisione e quindi ok, bisogna spingere il prodotto, ma questo era davvero un libro di cui non si sentiva la mancanza.....
Non mi ha convinto questa lettura: non è altro che una trovata commerciale del tutto inutile, se non per dare all'autore modo di sfruttare ulteriormente la popolarità della serie TV. Avendo ormai letto tutta la serie, sono convinta che abbia delle potenzialità, ma anche che il tanto successo sia dovuto in gran parte alla trasposizione televisiva, con attori di grande bravura, in grado di dare ulteriore spessore ai personaggi. In questo breve romanzo si parla delle premesse di ciascun personaggio, che si descrive in prima persona, contestualizzando la propria condizione ad inizio serie: Lojacono appena trasferito dalla Sicilia, Alex in cresi con sè stessa, Pisanelli, da poco vedovo, ossessionato dai suicidi degli anziani, Ottavia con il figlio autistico e Romano soggetto ai suoi scatti d'ira. Tra le pagine sono inserite le immagini della serie tv, sia di quanto visto nelle diverse puntate, che immagini di backstage. Mi chiedo: se ci sono diversi capitoli, ognuno dedicato ad un personaggio, perchè non mettere in ognuno le foto di quel personaggio? Invece no, le immagini sembrano disposte quasi casualmente, quindi mentre leggi di Ottavia, vedi le immagini di Lojacono ed Alex o di qualche personaggio secondario protagonista di qualche episodio specifico. Resto della mia opinione: De Giovanni è molto più uno sceneggiatore che non uno scrittore; le sue serie vanno bene sul piccolo schermo, dove acquistano, anche grazie ai cast scelti, molto più valore rispetto a quanto possono ottenere nella lettura. In particolare poi, la serie de I Bastardi di Pizzofalcone mi è piaciuta, ma verso la fine mi ha stancata un po'. Non ho seguito benissimo la serie tv, ma in alcuni punti ricordo che evolve diversamente e questo non mi piace: o è una serie tratta dai libri o è una serie a sè, sfruttare l'inizio per poi andare avanti diversamente è una scelta che non condivido. Dico questo per giustificare che, appunto, sono d'accordo con chi ritiene questo un libro scritto ad hoc per dare più pubblicità alla serie e per sfruttare il successo ottenuto, senza sforzarsi di cimentarsi su altro. Avrei gradito di più la classica raccolta di brevi racconti che bene o male tutte le serie lunghe come questa offrono. A questo punto perchè non scrivere un libro che narrasse le vicende che saranno oggetto delle prossime puntate tv o anche quelle che in televisione sono state portate avanti diversamente da quelle su carta?
Più che un libro è un'appendice di approfondimento sui personaggi della serie con molte fotografie, la maggior parte di Gassman, anche se io avrei dedicato per ogni personaggio più immagini dell'attore corrispondente. Niente di ché.