Il Derioma è un'essenza nata dall'odio e dal rancore delle vittime della grande guerra, e sta dando la caccia a tutti i vassalli dell'imperatore, estinguendone persino la progenie. Gemma, figlia di Re Erasmo, è costretta a una disperata fuga in compagnia del cavaliere errante Arturo e di un ambiguo viandante che le donerà invece una nuova speranza di salvezza; l'amore, la felicità. L'unico modo per sfuggire alla caccia del Derioma è non provare i sentimenti di cui esso è pregno. Eppure, ancora una volta, la fiaba si trasformerà in un incubo che li condurrà attraverso mondi sull'orlo della distruzione e della rovina, in cerca dell'origine dell'universo.
Per più di meta romanzo ho trovato le scelte narrative “fastidiose”. Non facevo neanche in tempo a entrare in un contesto che questo veniva, senza apparentemente nessun motivo, cambiato. Un cambiamento radicale tenuto assieme dal filo dei due protagonisti, un filo molto precario dato che anch’essi da un contesto all’altro vengono modificati, nel loro modo di fare, di agire, finanche nei loro nomi. Passaggi repentini che grazie anche alla abbondanza di citazioni reali fanno intuire che ciò che si legge non è “reale”. Finalmente dopo più di meta libro comincia davvero la storia, e qui vengono fuori le indubbie capacità dell’autore. Le pagine scorrono che è una bellezza, tutto molto interessante e piacevole. Davvero bello. Peccato per l’inizio, l’ho trovato oltre che fastidioso anche poco funzionale alla storia, l’idea di base penso che non era malvagia, ma c’era troppa carne sul fuoco, anzi era un misto tra carne e pesce, tutta cotta malamente. Se si fosse sviluppato bene un solo contesto con le stesse capacità che l’autore ha dimostrato di avere nella seconda parte del libro, sarebbe stato, almeno per me, davvero un ottimo romanzo.