E' stata la mia prima lettura di Covacich e le aspettative erano alte dopo aver letto la recensione del libro sul Corriere il giorno prima della sua uscita. Dopo averlo acquistato è iniziato un lungo conflitto interiore tra me e il libro.
Dire qual è la storia sarebbe quasi impossibile e comunque non renderebbe merito al gran lavoro di Covacich nel rappresentare quel grosso gomitolo di eventi, persone, fatti, emozioni, sentimenti e risentimenti che si chiama Trieste. L’autore prende la penna e disegna un filo quasi continuo in cui la narrazione procede disinteressandosi della sequenza temporale. Continui salti tra presente e passato si intersecano senza soluzione di continuità legando in modo coerente personaggi famosi e non, vero storico con estro letterario, poesia e storia. Le ricostruzioni storiche sono accurate, e si fondono con episodi di vita normale di tutti giorni, mentre e a volte no… è la vita normale a uscire dai suoi schemi e diventare fatto storico improvvisamente.
Un libro che chiede la più totale attenzione del lettore perché sul filo rosso che dipana la narrazione (e non la storia, intesa come successione degli eventi) i personaggi si alternano con una velocità che non perdona la più piccola disattenzione. Un filo che poi alla fine conduce in Istria, vera radice del libro, a sottolineare una volta di più quanto complessa sia la realtà di Trieste.
Qualcuno, ho sentito, associava il libro di Covacich a “Trieste, o del nessun luogo”, ma l’abbinamento è errato. Se Jan Morris descrive la città e la sua atmosfera, questo libro descrive la gente, le persone, le storie che si intrecciano in un posto sempre agitato, quasi uno scoglio sul mare in balia di onde e maree. E’ quindi qualcosa di più e di diverso. E’ un libro sulle persone, senza esserlo sui Triestini visto che slavi, tedeschi, romani, italiani e non, hanno pari importanza sulla scena creando quel tessuto storico e sociale che rende così difficile da spiegare Trieste a chi non la sa.
Un libro che m’affascina, mi intriga ma anche mi disturba. Un libro non chiaro. Un libro quindi che non mi è piaciuto particolarmente, ma è questione di gusto personale. Un libro che forse ha bisogno di altro mio tempo per essere apprezzato compiutamente.
Messo via, con un post-it per una seconda lettura.