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La città interiore

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“Il bambino è diretto al Borgo Teresiano, vicino alla chiesa con la cupola blu, vicino al Canale, vicino alle bancarelle di Ponterosso. Sa dov’è. A sette anni si muove in città come un migratore lungo le rotte celesti. Non conosce i nomi delle vie, segue riferimenti emotivi, talvolta geometrici, i colori delle insegne, le fughe di luce verso la marina, i volumi dei pieni e dei vuoti tra i palazzi, le chiome degli alberi. Ha una bussola interna, l’infallibile magnetismo di un uccellino cresciuto per strada.”È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre – dal cognome vagamente sospetto, Covacich – sottoposto a un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo. Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Nero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Mauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, “Papà, semo in guera?”Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. La città interiore è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.

156 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2017

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About the author

Mauro Covacich

33 books30 followers
Mauro Covacich è uno scrittore italiano contemporaneo nato a Trieste nel 1965. Il suo esordio avviene nel 1993 con “Storie di pazzi e di normali” (Theoria 1993, Laterza 2007). Romanzo incentrato su uno dei profili più misteriosi dell’essere umano poichè racconta storie di persone apparentemente normali che improvvisamente diventano efferati omicidi. Tematica molto attuale e che riempie le pagine della cronaca nera dei nostri quotidiani.
La sua attività
Attento alle varie sfaccettature dell’individuo nel contesto sociale contemporaneo, il suo stile caratterizza tutta la sua produzione narrativa. Nello specifico, le successive pubblicazioni sono “Colpo di lama” (edito da Neri Pozza 1995), “Mal d’autobus” (edito da Tropea 1997), “Anomalie” (edito da Mondadori 1998/2001), “La poetica dell’Unabomber” (casa editrice Theoria 1999), “L’Amore contro” e “A perdifiato” editi da Mondadori, “Trieste sottosopra, quindici passeggiate nella città del vento” (edizioni Laterza 2006). E poi ncora “Prima di sparire” e “A nome tuo” e „Fiona“ editi da Einaudi Edizioni. I suoi racconti si trovano in varie antologie della moderna narrativa italiana. Questo ha attirato l’attenzione del comitato scientifico della fondazione americana all’Università di Vienna che nel 1999 gli ha conferito il premio internazionale Abraham Woursell Prize. Premio che gli ha dato la possibilità di dedicarsi completamente ai soui scritti abbandonando definitivamente il ruolo di insegnante di filosofia che sino ad allora svolgeva nei licei.
Ha scritto vari reportage per famose riviste tra le quali “Panorama” e ” Diario della settimana”. Ha realizzato il radiodramma “Safari” ed alcuni radio documentari per la RAI. E ‘ un collaboratore costante del Corriere della Sera del quale è stato corrispondente della prima edizione del “Grande Fratello” la cui esperienza caratterizza l’elaborazione del romanzo “Fiona” , continuazione del romanzo “A perdifiato”.
Il carattere
E’ uno scrittore particolare, innovativo che ha tutte le potenzialità per attrarre l’attenzione dei giovani che intravedono nelle sue opere il riflesso della società in cui vivono con una ricercatezza viva, geniale e velatamente personalizzata. Egli stesso dichiara in alcune interviste di scrivere per capire qualcosa di sè che ancora non sa. Questo carattere abolisce le distanze con l’autore che spesso i giovani avvertono nella lettura di molti testi. Sperimenta progetti innnovativi che vanno oltre la scrittura come il romanzo visivo “L’Umiliazione delle stelle” dove il protagonista è Mauro Covavich nella veste di Dario Rensich il cui filo conduttore è la corsa.

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3 (3%)
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Eddy64.
595 reviews17 followers
April 3, 2025
La città interiore ovvero la città che ci portiamo dentro: i vissuti, i ricordi, le vicende storiche che si intrecciano con quelle di famiglia, i racconti dei nonni, la ricerca delle nostre radici per comprendere le nostre origini, le persone che abbiamo conosciuto, gli amici di ieri e di oggi...
Di tutto questo parla quasi a ruota libera Mauro Covacich ripercorrendo il suo personalissimo rapporto con la città di Trieste. Già il cognome, che il nonno ai tempi del fascio si rifiutò di italianizzare (sostituì solo la kappa iniziale) denota le sue origini slave, che rimanda alle note vicende di esuli e di confini imposti da accordi internazionali. Storie di guerra e di lotte, partigiani rossi e bianchi, i titini e gli ustascia, gli orrori delle foibe e della Risiera di San Sabba. Più a lungo si sofferma sugli scrittori che diedero lustro alla città, con aneddoti anche divertenti: Joyce che va al bordello e trova ispirazione per alcuni passi dell'Ulisse e scrive lettere in dialetto, Svevo imprenditore attento agli affari, le intemperanze di Quarantotti Gambino nei confronti di Paul Eluard fino a Fulvio Tomizza, il cantore degli esuli istriani. Racconta poi della sua famiglia del padre bambino che si reca al comando alleato con una sedia intesta e che negli anni settanta lo porta bambino sul sellino della vespa, della nonna lavandaia, della sorella a Dubai e poi gli amici, il suo lavoro di scrittore, i lavori di ristrutturazione di casa, un viaggio nel l'ex jugoslavia alla ricerca della tomba di un poeta ucciso dai croati e ancora del suo incontro con il premio nobel Coetzee. E tanto altro intorno alla sua particolare città interiore, a ruota libera senza un apparente filo logico. L'effetto è di un minestrone ricco e ben condito - la scrittura è ineccepibile - ma che risulta un po' indigesto e pesante da digerire. Immagini, ricordi, aneddoti, dissertazioni una dopo l'altra che rischiano di disorientare anche chi come me di romanzi su Trieste e Istria ne ha già letti diversi. Tre stelle.
Profile Image for Elalma.
903 reviews102 followers
October 1, 2017
Tutte le volte che leggo di Trieste e dintorni, scopro un mondo nuovo perché la sua storia è talmente vasta e articolata, talmente complicata che tutte le volte c'è qualcosa da scoprire con interesse. Forse è anche per questo che rimango colpita dalla ricchezza culturale, dal coacervo di avvenimenti e di memoria che questa bella città porta con sé. Insieme dunque all'educazione triestina dell'autore e della sua famiglia, questo bel libro parla della città, della sua identità della sua storia, dei suoi luoghi affascinanti e infausti, delle persone, degli scrittori noti e meno noti, del musicista Bibalo, sconosciuto apolide triestino, ma anche di quelli che stanno di là, come il quasi omonimo Ivan Goran Kovačić , morto chissà quando e chissà dove.
Profile Image for Paolo Guglia.
12 reviews
February 16, 2017
E' stata la mia prima lettura di Covacich e le aspettative erano alte dopo aver letto la recensione del libro sul Corriere il giorno prima della sua uscita. Dopo averlo acquistato è iniziato un lungo conflitto interiore tra me e il libro.
Dire qual è la storia sarebbe quasi impossibile e comunque non renderebbe merito al gran lavoro di Covacich nel rappresentare quel grosso gomitolo di eventi, persone, fatti, emozioni, sentimenti e risentimenti che si chiama Trieste. L’autore prende la penna e disegna un filo quasi continuo in cui la narrazione procede disinteressandosi della sequenza temporale. Continui salti tra presente e passato si intersecano senza soluzione di continuità legando in modo coerente personaggi famosi e non, vero storico con estro letterario, poesia e storia. Le ricostruzioni storiche sono accurate, e si fondono con episodi di vita normale di tutti giorni, mentre e a volte no… è la vita normale a uscire dai suoi schemi e diventare fatto storico improvvisamente.
Un libro che chiede la più totale attenzione del lettore perché sul filo rosso che dipana la narrazione (e non la storia, intesa come successione degli eventi) i personaggi si alternano con una velocità che non perdona la più piccola disattenzione. Un filo che poi alla fine conduce in Istria, vera radice del libro, a sottolineare una volta di più quanto complessa sia la realtà di Trieste.
Qualcuno, ho sentito, associava il libro di Covacich a “Trieste, o del nessun luogo”, ma l’abbinamento è errato. Se Jan Morris descrive la città e la sua atmosfera, questo libro descrive la gente, le persone, le storie che si intrecciano in un posto sempre agitato, quasi uno scoglio sul mare in balia di onde e maree. E’ quindi qualcosa di più e di diverso. E’ un libro sulle persone, senza esserlo sui Triestini visto che slavi, tedeschi, romani, italiani e non, hanno pari importanza sulla scena creando quel tessuto storico e sociale che rende così difficile da spiegare Trieste a chi non la sa.
Un libro che m’affascina, mi intriga ma anche mi disturba. Un libro non chiaro. Un libro quindi che non mi è piaciuto particolarmente, ma è questione di gusto personale. Un libro che forse ha bisogno di altro mio tempo per essere apprezzato compiutamente.
Messo via, con un post-it per una seconda lettura.
Profile Image for Agnes.
462 reviews222 followers
September 3, 2019
Una stellina, perché ?
uno : ho fatto fatica a finirlo e l'ho fatto solo perché me l'ha regalato una cara amica
due : non mi piace lo stile dello scrittore : se già io che sono nata a Trieste, e ci vivo da un periodo superiore all'età di Covacich, spesso perdevo il filo e non capivo dove volesse andare a parare, figuriamoci un lettore che non conosce Trieste e il suo bagaglio storico e culturale o le sue vie o le zone oltre confine.
tre : ho colto una critica e un po' di spocchia nei confronti della mia città -per carità questa è la mia impressione -.
quattro : non mi è sembrato avesse una dose culturale all'altezza di quello che stava dicendo : io non mi ritengo all'altezza di esprimere giudizi sul passato di Trieste nè sotto l'Impero nè sul periodo del dopoguerra , pur avendo letto sia tanti saggi ( di storici italiani e no) sia tanti scrittori triestini; semplicemente perché non c'ero o ero troppo piccola ( sono nata durante il periodo anglo-americano ) e gli anziani danno solo , giustamente , la loro versione personale dei fatti .
Figuriamoci lui che ci ha abitato dal 1965 (nascita ) al 1990.
E non mi importa se ha ricevuto il Premio Tomizza : ho letto molto di meglio su Trieste.
La cosa più bella ? la copertina.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
937 reviews73 followers
Read
July 20, 2018
http://capitolo23.com/2018/07/20/rece...

(Nel frattempo ho letto anche l'ultimo Malvaldi, A bocce ferme: i romanzi di Malvaldi sono preziosi e rassicuranti come l'amico che si ricorda la carta igienica per il campeggio. Qualcosa su cui puoi sempre contare. Non delude, guida sobriamente mentre il resto della macchina è vicina al coma etilico, fa i conti in pizzeria e non sbaglia un colpo. Così).

Poi però ho letto il libro della mia estate. Ha una copertina meravigliosa - lode ai tipi de La nave di Teseo - e lo ha scritto un autore che mi riempie il cuore e il cervello ogni volta che piazzo gli occhi su qualcosa che ha prodotto, saggio, articolo o romanzo che sia. Mauro Covacich è uno di cui vorrei avere un libro con dedica autografa.

Spesso fungo da Pro Loco alabardata per colleghi o amici lombardi: essere nato a Trieste e vivere a Milano lo rende inevitabile. La fortuna di aver visto la luce in una delle città più particolari del mondo aiuta enormemente: i percorsi proposti sono facili da ritagliare su misura. È semplice accontentare sia l'amico appassionato di gastronomia che quello ricolmo di letteratura, l'innamorato di natura e il cultore della storia: il bello è che questi percorsi si incrociano inevitabilmente.

Ecco, dopo averne assorbito ogni sillaba con le pupille ed essermi appuntato decine (ma decine veramente) di approfondimenti possibili, questa mattina dichiaro: non partite per la Venezia Giulia o per la meravigliosa costa istriana senza aver letto La città interiore di Mauro Covacich.

Se volete comprendere per un minuto appena quanta storia, letteratura, vita e poesia abbiano profumato queste terre. Se avete amato Svevo o le poesie di Saba, ma volete andare anche al cuore popolare della mia città. Se, insomma, volete vi-ve-re Trieste e dintorni, fra aneddoti familiari e ricordi di tutti, comprate e leggete La città interiore di Mauro Covacich.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
937 reviews73 followers
July 20, 2018
da http://capitolo23.com/2018/07/20/rece...

(Nel frattempo ho letto anche l'ultimo Malvaldi, A bocce ferme: i romanzi di Malvaldi sono preziosi e rassicuranti come l'amico che si ricorda la carta igienica per il campeggio. Qualcosa su cui puoi sempre contare. Non delude, guida sobriamente mentre il resto della macchina è vicina al coma etilico, fa i conti in pizzeria e non sbaglia un colpo. Così).

Poi però ho letto il libro della mia estate. Ha una copertina meravigliosa - lode ai tipi de La nave di Teseo - e lo ha scritto un autore che mi riempie il cuore e il cervello ogni volta che piazzo gli occhi su qualcosa che ha prodotto, saggio, articolo o romanzo che sia. Mauro Covacich è uno di cui vorrei avere un libro con dedica autografa.

Spesso fungo da Pro Loco alabardata per colleghi o amici lombardi: essere nato a Trieste e vivere a Milano lo rende inevitabile. La fortuna di aver visto la luce in una delle città più particolari del mondo aiuta enormemente: i percorsi proposti sono facili da ritagliare su misura. È semplice accontentare sia l'amico appassionato di gastronomia che quello ricolmo di letteratura, l'innamorato di natura e il cultore della storia: il bello è che questi percorsi si incrociano inevitabilmente.

Ecco, dopo averne assorbito ogni sillaba con le pupille ed essermi appuntato decine (ma decine veramente) di approfondimenti possibili, questa mattina dichiaro: non partite per la Venezia Giulia o per la meravigliosa costa istriana senza aver letto La città interiore di Mauro Covacich.

Se volete comprendere per un minuto appena quanta storia, letteratura, vita e poesia abbiano profumato queste terre. Se avete amato Svevo o le poesie di Saba, ma volete andare anche al cuore popolare della mia città. Se, insomma, volete vi-ve-re Trieste e dintorni, fra aneddoti familiari e ricordi di tutti, comprate e leggete La città interiore di Mauro Covacich.
Profile Image for Frabe.
1,201 reviews56 followers
August 11, 2017
Covacich scrive di sé e della sua famiglia di origine slava - il cognome che iniziava con la K, poi forzatamente modificato -, della sua Trieste - città di confine dalla storia complicata -, di molti personaggi che vi hanno vissuto, letterati soprattutto, da Joyce a Svevo, da Saba a Tomizza... Ogni elemento è interessante, ma si procede per frammenti, spesso staccati l'uno dall'altro. E c'è a tratti un'aria di sfoggio d'erudizione. A questo Covacich professore, allievo di Magris, preferisco il romanziere.
Profile Image for Ratratrat.
617 reviews8 followers
October 14, 2017
Piacevole chiacchierata a briglia sciolta su Trieste, triestinismo, istriani, esuli, personaggi triestini noti e meno noti... qualche imprecisione ma è un romanzo e non un saggio storico... solo bel mio la ch finale te l'avrà messa forse il fascismo ( no il fascismo mise solo la C al posto della K), ma la -ch finale non è un'invenzione fascista, si usava da parecchi secoli nell'area veneta, dove la c con l a pipa si diffuse solo con l'arrivo del panslavismo e jugoslavismo ottocenteschi.
Profile Image for Delia.
117 reviews
July 25, 2017
Really boring. While I was reading a page, at the end I didn't know what was the plot and what was happening. I couldn't go ahead page 30, and I felt really stupid for this because it shouldn't be so hard!! I've read something really more challenging and I liked it...
Profile Image for Donda.
11 reviews
November 17, 2020
Noiosissimo, sebbene Trieste sia una città che adoro.
502 reviews5 followers
February 24, 2023
Sconnesso. Volutamente.
Splendida la varietà di vocaboli usata.
Profile Image for Betta.
23 reviews11 followers
August 5, 2018
A metà strada tra un romanzo e un saggio, il libro ha come protagonista una città, Trieste, con cui l'autore si confronta su un piano personale, interiore appunto, alla ricerca delle proprie radici familiari e culturali.
Ne consegue una sorta di archivio della memoria in cui, accanto alla storia della propria famiglia, vista attraverso tre generazioni, si profilano episodi, aneddoti, squarci biografici di personaggi noti e meno noti dell'ambiente culturale triestino,( da Svevo a Joyce, ma anche Quarantotti Gambini o Tomizza) in un intreccio non schematico o storico, ma sempre filtrato attraverso i ricordi e l'adesione sentimentale dello scrittore. Covacich parla della sua “triestinità” e riesce a trasmettere la complessità, la difficile identità, ma anche il fascino, di una città particolarissima nella storia europea.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
April 17, 2017
Sarebbero 3,5 stelle. Per ora metto 3 e poi valuterò se passare a 4.
Ne scrivo meglio dopo.
Displaying 1 - 15 of 15 reviews

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