Il Decameroncino fu edito a Catania, da Giannotta, nel 1901, e riscosse subito ampi consensi di critica e di pubblico anche fuor di Sicilia. Modello, dichiarato fin dal titolo, è l’opera maggiore del Boccaccio, della quale il libro – suddiviso com’è in «dieci giornate» e una «conclusione» – ripete anche l’articolazione interna. Capuana tuttavia, ben lungi dal vincolarsi troppo strettamente alla marca boccacciana, non spinge l’imitazione oltre questi elementi più immediati ed esterni, e sviluppa in modo completamente autonomo e originale personaggi, situazioni, tematiche. L’azione si svolge all’interno di una cornice ben precisa – l’esclusivo salotto aristocratico della baronessa Lanari –, dove l’ottuagenario dottor Maggioli racconta undici brevi novelle di vario argomento, in contrappunto con interlocutori di diverso orientamento ideologico o religioso. Caratterizzano la narrazione – piana e felicissima – l’interesse per i fenomeni spiritici e parapsicologici e per i casi eccezionali di psicopatologia, l’attenta curiosità per il progresso tecnologico (mito dell’età del positivismo), una sottile vena moralistica nei confronti delle nuove generazioni, la garbata ironia con cui questi casi – paradossali e sconcertanti alcuni, altri buffi e divertenti , tutti gustosi – vengono riferiti. Cosicché, efficacemente proiettato nella figura del «buon vecchietto (…) più brioso di un giovanotto del giorno d’oggi», Capuana offre in queste pagine una delle prove più interessanti e convincenti della sua inesauribile vena narrativa.
Luigi Capuana was an Italian author and journalist and one of the most important members of the Verist movement. He was a contemporary of Giovanni Verga, both having been born in the province of Catania within a year of each other. He was also one of the first authors influenced by the works of Émile Zola, French author and creator of Naturalism.
Decameroncino ino ino ino, che nemmeno lontanamente si avvicina all'opera del Boccaccio e, a esser sinceri, nemmeno ai risultati più felici del Capuana stesso. La cornice di un fittizio narratore, abile a ideare racconti, fornisce lo spunto per stendere novelle che, pur con le dovute eccezioni, mantengono il filo conduttore della scienza e del pericolo insito nella presunzione di poterne sfruttare i misteri senza remore o morale. Racconti brevi e scorrevoli, che, però, mi hanno catturato poco.