Un lavoro intenso, partito dall’idea di Alessandro Iascy e Francesco La Manno, per ridare vigore a un genere fantastico accantonato da tempo. Tanta voglia di mettersi in gioco e grande passione per spada e stregoneria. Il giusto connubio che ci ha permesso di sperimentare ancora una volta realizzando un’antologia con i seguenti contenuti:
RACCONTI
La torre glauca di Adriano Monti Buzzetti Testa di santo di Mala Spina Edga, la strega di Donato Altomare Lo scorpione sulla lama di Mauro Longo Il Libro di Massimiliano Gobbo Gli Scacchi del Re di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini Floxar il Garbato di Livio Gambarini Rapido di Mark Lawrence (Tradotto da Annarita Guarnieri) Moor & Stone – L’anfora di Arcùn di Francesco Brandoli
SAGGI
Solomon Kane, un eroe in bilico di Michele Tetro La saga di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber di Stefano Sacchini Perché Sword & Sorcery e non Heroic, Epic o High Fantasy? di Giovanni Luisi Women & Sorcery di Mariateresa Botta Il contributo di Clark Ashton Smith allo Sword & Sorcery di Francesco La Manno
Francesco La Manno (Casale Monferrato, 17 Aprile 1981) ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro di Alessandria. Svolge la professione di agente di commercio. Saggista e cultore di narrativa dell’immaginario, e di studi tradizionali. Nel 2014 crea Hyperborea rivista di divulgazione specializzata nello sword and sorcery. Nel 2016 diventa socio ordinario della World SF Italia e cura la pubblicazione de “Gli Universi di Ailus – Heroic Fantasy Vol.1”, antologia di racconti e saggi di spada e stregoneria (Ailus editrice). Nel 2017, ha curato la pubblicazione di “Eroica”, antologia di racconti e apparati critici di fantasia eroica (Watson edizioni). Nel 2017 ha costituito l’Associazione Culturale Italian Sword & Sorcery e ha fondato la casa editrice Italian Sword&Sorcery Books. Nel 2018, ha curato la pubblicazione di Pirro il distruttore, Mediterranea, Le Cronache del Sole Mortale e Byzantium (tutti editi da Italian Sword&Sorcery Books), volumi di sword and sorcery in cui sono presenti alcuni suoi apparati critici. Nello stesso anno esce la sua prima monografia sulla fantasia eroica dal titolo Italian Sword&Sorcery. La via italiana all’heroic fantasy (Italian Sword&Sorcery Books) e i suoi saggi vengono utilizzati come fonti nella tesi di laurea magistrale di Cristiano Saccoccia dal titolo Il crocevia dei mondi: orientalismo e esotismo nella letteratura fantastica. Una ricerca dell’Oriente e della sua ricezione distorsiva nella letteratura fantastica, discussa con il prof. Marco Lauri presso l’Università di Macerata. Nel 2019 viene convocato alla Camera dei Deputati dal Vicepresidente della medesima, on. Fabio Rampelli, per tenere una conferenza dal titolo Fantastico Mediterraneo – La via italiana all’immaginario. Inoltre, nello stesso anno, il suo saggio recante il titolo Impero: l’immaginario nell’antica Roma viene inserito nella rassegna stampa della Treccani del 13 gennaio e il suo saggio Zodd. La nuova alba del fantahorror italiano, viene pubblicato all’interno di Zodd. Alba di sangue, romanzo dark fantasy scritto da Gabriele Campagnano e pubblicato da Necrosword (marchio di Zhistorica). Nello stesso anno il suo saggio La tradizione del Natale viene pubblicato da Psiche e Aurora all’interno dell’antologia Notti di Natale, curata da Luca Leone, che presenta racconti, poesie, fiabe e apparati critici relativi al Natale in cui compaiono alcuni dei più importanti scrittori della letteratura classica mondiale e italiana come i fratelli Grimm, Oscar Wilde, Arthur Rimbaud, Fëdor Dostoevskij, Arthur Conan Doyle, Luigi Pirandello, Gabriele D’Annunzio, Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti. Sempre nel 2019 aderisce a CulturaIdentità, associazione il cui obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio culturale e artistico italiano, e frequenta con profitto la Scuola di Formazione GEM a Roma, dedicata al giornalismo, alla comunicazione, all’editoria e ai nuovi media in cui tengono le lezioni docenti quali Carlo Freccero, Marco Gervasoni, Alessandro Giuli, Luca Giannelli, Mario Sechi, Alessandro Banfi, Massimo Fini, Alessandro Sansoni, Stenio Solinas e Alberto Negri. Nel medesimo anno cura la pubblicazione di Iperborea. Oscuri canti di Nicola Lombardi, di L’Era del Serpente di Andrea Gualchierotti, de L’Artiglio. L’oro del Dio Hunn di Donato Altomare e di Rus’ di Fabio Andruccioli. Nel 2020 pubblica con AGA Editrice I tre paradigmi della storia umana secondo Dugin, saggio/introduzione a Platonismo Politico di Aleksandr Dugin. Nello stesso anno esce con il saggio Oltre il reale con Gog Edizioni nel quale si occupa di illustrare la connessione tra le opere di Clark Ashton Smith e il decadentismo e cura la pubblicazione de La terra degli Anunnaki. Scrive per Il Giornale OFF, Il Primato Nazionale, Geopolitica.ru, The Fourth Political Theory, L’Intellettuale Dissidente, Barbadillo, Ereticamente, Molotov e Dimensione Cosmica. Ha pubblicato con AGA Editrice, Independent Legions
Come ogni antologia ha i suoi alti e bassi. Interessante in ogni caso la scelta dei curatori di alternare storie S&S di stile classico e moderno, completando il tutto con un compendio saggistico di alto livello (notevole e circostanziato in particolare l'excursus su Solomon Kane). Tra i racconti spiccano a mio avviso quelli di Gambarini, Mala Spina e Longo (ma attenzione a "Rapido", dell'ospite straniero Mark Lawrence: un gioiellino). Livio Gambarini, nel suo "Floxar il Garbato", si diverte con temi e lessico classici del giocatore di ruolo fantasy disegnando un'avventura gustosissima "vista dall'interno", dai dialoghi fulminanti e lo sviluppo che riesce a essere nonostante tutto originale e sorprendente. Mala Spina tratteggia uno Sword&Sorcery dal profumo (fetore?) horror-picaresco nell'Italia delle Signorie, con grande senso del verosimile e gusto della citazione (pescata da altri generi). I suoi sono personaggi che rimangono perché vividi e ben inseriti nel contesto, e mi piacerebbe rivederli ancora (chi può). Mauro Longo infine cala in una situazione che più classica del genere non c'è un gruppo di attori tipo Sporca Dozzina e uno sviluppo denso di capovolgimenti degno di un Ocean's Eleven. E' questo a mio avviso il tipo di racconti che può dare nuova linfa al genere, non solo entro i confini italici.
Eroica – Antologia Sword & Sorcery non sarà una selezione di perle imperdibili, ma di sicuro è un'antologia onesta con alcune punte di buonissima qualità. Nell'ordine:
1. La torre glauca di Adriano Monti Buzzetti è uno dei due racconti che ho trovato davvero mediocri e non sono riuscito a finire: pastone fra voce narrante esterna e punto di vista del personaggio, infodump come se piovesse, nomi propri e toponomi impronunciabili, trama potenzialmente carina nel suo essere archetipica (esplorazione di una torre fatata) ma resa noiosissima dai problemi di prosa che ammazzano il ritmo. 2. Testa di Santo di Mala Spina: a volte la prosa di Mala Spina zoppica un po', ma l'ambientazione toscana d'epoca comunale, i personaggi "feccia-ma-non-troppo" e le belle trovate sulla componente magica non si discutono – proprio godibile. 3. Edga, la strega di Donato Altomare: un racconto giovanile lasciato nella forma originaria (lo dichiara l'autore stesso), non è tanto sword & sorcery canonico quanto una fiaba più marziale ed epicheggiante della media, e funziona! Adorabili i comprimari animali, Sira l'aquila e Mago il destriero. 4. Lo scorpione sulla lama di Mauro Longo: ambientazione rinascimentale in cui la Puglia si fonde con i Caraibi, una coppia di protagonisti furfanteschi, antagonisti numerosi che meritavano forse un paio di dettagli in più per ciascuno, il tocco perpetuo sarcasmo che piace tanto a Longo. Meritevole assai. 5. Il Libro di Massimiliano Gobbo è l'altro racconto che ho saltato. Se ho voglia di leggere un racconto su Conan tiro giù dallo scaffale The Coming of Conan the Cimmerian, non un'imitazione spudorata in cui il protagonista clone si chiama Kmer il Nordico e la prosa è dilettantesca. 6. Gli Scacchi del Re di Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini: prima parte molto gustosa, il conflitto sta in una partita a scacchi con in gioco una posta di vita e morte (un tropo che adoro e che vorrei veder eseguito più spesso) – purtroppo questa sezione dura molto poco e nella seconda metà il racconto diventa una trama banale di fuga da una segreta che si risolve con un deus ex machina. Leggibile, ma, se penso a quanto è avvicente L'alfier nero di Arrigo Boito sullo stesso tema, mi mangio le mani per il potenziale sprecato. 7. Floxar il Garbato di Livio Gambarini: dopo la delusione di Zappa e spada, un fantasy eroicomico come si deve! Protagonista materialista e sboccato ma anche ingegnoso, senza essere gratuitamente cinico, situazioni comiche create non con il grottesco gratuito ma con le interazioni dialogiche sopra le righe, una scena d'azione ben coreografata e un finale ridicolo perché tutta la situazione si rivela ridicola. 8. Rapido di Mark Lawrence (tradotto da Annarita Guarnieri): quando un Occidentale scrive fantasy d'ambientazione giapponese mi preoccupo sempre, ma questo racconto tiene botta davvero bene: rinfrescante situazione non bellica, crescendo degli eventi impeccabile, descrizioni evocative (nelle scene di pioggia mi è venuto freddo per empatia), un finale spiazzante. E traduzione decisamente soddisfacente, non ho trovato nessun passaggio di "Traducese" in cui si indovinasse subito cosa fosse il testo originale. 9. Moor & Stone – L’anfora di Arcùn di Francesco Brandoli: un altro ottimo fantasy eroicomico, stilisticamente diverso da quello di Gambarini: qui la commedia non è tanto dialogica quanto situazionale, prodotta da stregonerie intrinsecamente ridicole ma mai farsesche, e dagli sghiribizzi caratteriali dei protagonisti, un adorabile duo di Gigante Buono e simpatica canaglia che non è nemmeno una vera canaglia quanto un beone. Voglio un proseguimento della loro saga!
Passando al comparto saggistico, molto carine le analisi di Solomon Kane e di Fafhrd e l'Acchiappatopi scritte da Michele Tetro e Stefano Sacchini; molto ricco di dati ma secondo me leggermente fuori focus il raffronto fra le poetiche di Howard, Leiber e Moorcock di Giovanni Luisi; lo studio di genere di Mariateresa Botta non sarà una grande rivelazione, ma è una valida sintesi del minimo sindacale di critica letteraria femminista che da noi ancora manca; la panoramica di Francesco La Manno su Clark Ashton Smith è un lavoro medio di La Manno, tanti dati ma prosa disastrosa.
Nel complesso 3/5 meritatissimo, è un'antologia onesta con contenti degni.