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La pupa di zucchero

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La tonnara dei gemelli Corallo è ormai ridotta a un rudere: dopo il loro suicidio il cavaliere Branciforti riesce ad acquistarla e a ridarle il suo antico splendore. La vita familiare del cavaliere non è altrettanto felice: il figlio Filippo vive ormai lontano dalla Sicilia, la nipote, Teresilla, ha dato alla luce un bambino, Bruno, e dopo il parto si è condannata a una reclusione volontaria. La ragione del tormento del cavaliere e dell'isolamento di Teresilla è racchiusa in una voglia di torrone sulla nuca di Bruno, prova che il padre di quella creatura è lo zio. Intanto Filippo torna per affidare il figlio Pietro alle cure dei nonni. Il cavaliere vorrebbe trasmettere al nipote la passione per la tonnara, ma ad appassionarsi sarà invece Bruno.

221 pages, Paperback

First published January 1, 2001

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Silvana Grasso

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Profile Image for Michela Bilotta.
16 reviews
August 22, 2023
C'è Silvana Grasso all'ennesima potenza in quest'opera che, attraverso una prosa carnale, lirica e feroce, stordisce per bellezza di rinnovato incantesimo.

E' la storia di un pentimento, quello del patriarca Branciforti, per aver ceduto alle lusinghe dell'abisso, commettendo il più indicibile dei crimini, in un istante di orrore che trascinerà con sé la sua esistenza e quelle di chi gli sta intorno.

E' la storia di un sogno di possesso, che diventa ossessione carnivora, che divora il pensiero e fa a brandelli la mente, come i tonni dell'agognata tonnara, fino a quando non prende forma, diventando, però, tormento e martirio, quando Pietro rifiuta il suo destino di indossatore di sogni, "vomitando conati di delusione sul desiderio di padre".

Ed è la storia di un'inettitudine che diventa progetto intenzionale, fallimento perseguito con maniacale lucidità perché si faccia punizione, vendetta, rivalsa e scopo finale della propria vita.

E poi c'è lei, la lingua della scrittrice, spina che ferisce "per graffio selvaggio", avviluppando il lettore nelle spire di un suono antico, che sa di avi, di terra, di anima.
Mentre lo sguardo di una Sicilia madre e matrigna, moglie e meretrice, culla i sogni dei suoi abitanti osservando, spietata e commossa, la loro disfatta e la loro esistenza che si sfalda come pupa di zucchero ai colpi della sorte.

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