Il 14 febbraio 2004 Marco Pantani viene ritrovato morto nel Residence Le Rose di Rimini. È il drammatico epilogo di una lunga tragedia, cominciata il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, quando il Pirata era stato cacciato dal Giro d'Italia a seguito di un esame del sangue che aveva rilevato un livello di ematocrito al di sopra del consentito; da quel momento, un susseguirsi di depressione e dissolutezze. Per questo, nessuno si meraviglia quando, dopo un'inchiesta durata solo 55 giorni, la morte del ciclista più amato degli ultimi decenni viene archiviata come decesso accidentale per overdose. Ma il giornalista francese Philippe Brunel, che conosceva bene Pantani, cerca di fare chiarezza sulle circostanze di una morte per troppi versi oscura. Perché è stata esclusa la presenza di altre persone nella stanza del residence, tanto che non sono state nemmeno rilevate le impronte digitali? E come ha fatto il Pirata a devastare l'appartamento senza scalfirsi nemmeno un'unghia? Soprattutto, perché il medico che eseguì l'autopsia portò a casa propria il suo cuore "nel timore che qualcuno lo trafugasse"? Ha scritto Gianni Mura: "II libro di Brunel è una controinchiesta da cronista vero, con tanto di date e orari. Così lo si può leggere, come il racconto di un'agonia molto lunga e poco chiara. È la zona d'ombra, quel vortice sempre più cupo e vasto che attrae Pantani, ad attrarre Brunel, dopo la definitiva discesa agli inferi del Pirata".
Né en 1956, Philippe Brunel est journaliste. Il est l’auteur, entre autres, de Vie et mort de Marco Pantani (Grasset, 2009), remarqué en France, best-seller en Italie ; de La Nuit de San Remo (Grasset, 2012), de Rouler plus vite que la mort (Grasset, 2018) et Laura Antonelli n’existe plus (Grasset, 2021).
Alla fine la storia di Pantani, caduto dall’altare alla polvere (in tutti i sensi) viene ricostruita per frammenti e spezzoni in modo tale che si ha qualche nozione in più, ma poco altro. Quello che manca di emergere è l’uomo pantani e la sua tragedia umana. È il giornalista stesso ad ammettere: ‘Sento molto bene.. che la mia inchiesta si decompone in spirali narrative, ogni testimonianza semina, nelle sue tracce contraddittorie, un ulteriore turbamento. Temo di non essere riuscito completamente nella mi impresa’ Mi sembra che il giornalista si sia fatto un’autodiagnosi perfetta.
Un libro da pugni nello stomaco: racconta in modo molto crudo l'ascesa e la caduta di un campione sportivo, sopraffatto dai suoi problemi personali e abbandonato a se stesso dagli stessi personaggi che prima l'hanno innalzato sul piedistallo più alto. Ma perchè un libro così lo doveva proprio scrivere un francese? Non c'era un giornalista italiano con il coraggio di farlo?
Une enquête journalistique et personnelle sur le personnage aussi énigmatique qu'était Marco Pantani, et son décès, dont les zones grises hantent encore aujourd'hui ses proches et l'Italie entière. J'ai été déboussolé par certains passages du livre, qui semblent parfois recourir au "brouillon", sans réécriture, mais l'ensemble est touchant et offre une autre lumière sur cette affaire.
Riletto per la seconda volta. Brunel riesce a scrivere di Marco Pantani senza giudicare, cercando il più possibile di ricostruire l'epilogo drammatico del grande campione di ciclismo. Purtroppo sono di parte, è stato e sarà sempre un campione. Della sua triste esistenza come uomo fragile e manipolato credo si debba solo avere massimo rispetto.