Intorno al 1940 tre aviatori statunitensi hanno molto fatto parlare di loro mettendosi in viaggio proprio al momento in cui cominciava in Europa la guerra del '39, che essi stimavano di poca importanza e di breve durata. Volavano su d'un piccolo aereo da turismo e presto la conflagrazione, divenuta mondiale, li avviluppò e incalzò spingendoli di fuga in fuga da Rio de Janeiro a Capetown, poi su su per la costa dell'Africa fino alla Spagna e a Roma, donde una nuova fuga verso l'Asia, dalla Turchia alla Persia e all'India, dove avvengono i maggiori incontri. V'era stata all'inizio una sorta di profezia: "Si narra di tre uomini che partirono alla ricerca del Toson d'Oro. Perdette la vita il primo, diventò cieco il secondo, solo il terzo arrivò e s'accorse d'essersi trovato". Parevano parole oscure e futili e invece dovevano avverarsi per intero. L'ultima parte del libro riproduce integralmente il Giornale di bordo.
In appendice: Massimo Scaligero: Aurobindo e Scanziani.
Piero Scanziani è stato uno scrittore svizzero. Autore di molti libri tradotti in più lingue, ha ottenuto numerosi premi letterari, tra cui nel 1997 il Premio Schiller per l'insieme delle sue opere. È stato per due volte candidato al Premio Nobel per la letteratura negli anni 1986 e 1987.