Alberto Roi e Thomas Asca si conoscono fin dai tempi dell'università. La loro è l'amicizia dei naufraghi, di chi è diventato maestro nell'ondeggiare senza risolversi. Ma in una Tokyo troppo nitida per poterne fraintendere la fine, e troppo disturbata per mettersi in salvo, c'è bisogno di appigli; anche solo per certificare d'essere persi. E allora Alberto si aggrappa a Motoko, dolente padrona di casa sull'orlo della vecchiezza e monaca delle inquietudini, mentre Thomas, dedito a un colto rapporto con la cocaina, si stordisce di lavoro portando a spasso turisti in astinenza d'emozioni. Accompagnando quattro businessmen americani nel gelo cauterizzato di una giornata di fine 2005, i due avviano la traduzione automatica di un viaggio che diventa transito, di una città che si fa confezione per le sue stigmate. Ne esce un'epopea caustica e bruciante, raccontata con una lingua iperbolica che abbatte a scudisciate i mulini a vento di una contemporaneità fieramente disperata. Perché i giapponesi, parafrasando Kafka, non sono altro che pensieri suicidi nella mente di Dio.
Ecco uno di quei libri che a me piacciono, ma il cui autore diventerà famoso solo se decide di suicidarsi in modo clamoroso. L'ho comprato perché incuriosita dal titolo e copertina. Fu una sfida. Bello, intenso, a volte pesante. Linguaggio esagerato,pieno di parole mai sentite prima e nonostante io pensi che il mio bagaglio di parole in Italiano superi spesso in termini quantitativi il vocabolario di quelli che oggi si sentono dire: "Prima gli italiani!", è stata una tortura portare questa lettura in fondo. La prima volta ho letto per capire, la seconda per apprezzare. E' il tipo di testo che leggi non per scoprire come va a finire la storia, ma per perderti nel viaggio dei suoi personaggi, così complessi e profondi, nei quali ho trovato pezzetti di moltissimi amici e persone che conosco, me compresa. La sua funzione è di far pensare, riflettere. Non adatto alla lettura sotto l'ombrellone.
Sono davvero combattuto. Non posso dire che mi sia piaciuto. Certo è scritto davvero bene, perdersi fra le frasi e le parole è un vero piacere. Ma sembra un esercizio fine a sé stesso. Per questo non è mai riuscito veramente a convincermi.
Romanzo porno-esistenzialista, a suo modo profondo, ma ostico, decisamente non per tutti. Almeno per quel che concerne lo stile utilizzato, ampolloso, a tratti barocco... http://www.piegodilibri.it/recensioni...
Attratta dal titolo e dall'ambientazione. Letto il primo capitolo sono passata direttamente al glossario. Mi ha deluso pure quello. Scrittura barocca, pesante come una chiesa austriaca.